Pianta on the road: il pino da pinoli, molto diffuso nel Parco di Doñana.
Ci sono luoghi unici al mondo. Questo è uno di quelli e probabilmente non lo conosci. Nel profondo sud dell’Andalusia – in Spagna, ma a pochi chilometri dal confine con il Portogallo – il Parque de Doñana è la maggiore riserva ecologica d’Europa. La sua particolarità sta nel racchiudere ecosistemi molto diversi tra loro. In una visita di una giornata, potrai ammirare dune di sabbia, pinete, paludi, lagune e 30 chilometri di spiaggia incontaminata. Condivido la mia esperienza in questo paradiso della natura, popolato da cervi, daini e cavalli allo stato brado. Ti racconto come visitarlo, perché andarci e dove mangiare nei dintorni (il parco non è abitato da esseri umani).
L’unicità del Parco di Doñana
Doñana – che comprende il parco sia naturale che nazionale – raggiunge una superficie di oltre 500 chilometri quadrati. Geograficamente si trova tra le province andaluse di Huelva e Siviglia (leggi qui l’articolo).
È un capolavoro della natura. Nel 1994, l’Unesco ha dichiarato il parco Patrimonio dell’Umanità per la sua varietà di flora e fauna. All’interno c’è un’area protetta, il Parque Natural de Doñana, che si estende per 135 chilometri quadrati.

Le macchine non possono circolare (… una meraviglia!), ad esclusione di quelle autorizzate dei guardaparchi. Per visitare Doñana dovrai quindi prenotare un tour guidato con veicoli 4×4 (più avanti ti suggerisco l’agenzia alla quale mi sono affidata io, trovandomi bene).
Puoi scegliere tra diversi tipi di itinerario, considerando che ci sono vari punti di accesso al Parco. I centri visitatori sono in totale 5, dislocati tra le province di Huelva, Siviglia e Cadice.

Escursione in barca e fuoristrada
Tra le diverse possibilità, ho optato per un’escursione che combina barca e fuoristrada. È una piacevole avventura anche con i bambini.
Avevo trascorso un paio di notti nella graziosa Cadice e il punto di accesso al parco più vicino era Sanlúcar de Barrameda, situato nella provincia di Cadice e raggiungibile in appena 40 minuti d’auto dal capoluogo.
La mia escursione è durata in totale3 ore, dalle ore 9 alle 12. Il rendez-vous era nel porticciolo di Sanlúcar de Barrameda alle 8.50 di mattina, per partire alle 9 con un battello che attraversa la foce del fiume Guadalquivir. Calcola circa 15 minuti come tempo di percorrenza in barca. Il panorama è splendido e, a quell’ora, c’è una quiete quasi surreale.
Ho fatto questa escursione a gennaio. I miei amici ed io eravamo in totale 7, oltre a noi c’era un’altra persona che ha preso parte al tour. Eravamo quindi in 8 per la visita guidata.
Sul battello c’erano anche i pescatori di telline, prelibatezza locale, che portano con sé i motorini per svolgere la loro attività nel parco nazionale, nella porzione di spiaggia dove è consentito.

Visita al Parco
Giunti dall’altra parte del fiume, siamo approdati nel Parco di Doñana. Qui non ci sono vere e proprie strade, ma è necessario un veicolo a motore per esplorarlo, perché è molto grande e vale la pena ammirare i diversi habitat presenti.
Come già scritto, il Parco è soggetto a regole rigide per la sua salvaguardia e non è possibile visitarlo autonomamente. Le guide sono molto attente anche a fare percorsi che non disturbino gli animali che stanno nidificando.
Ad aspettarci al di là del fiume Guadalquivir, c’era un particolare furgone fuoristrada color verde mela. Questo mezzo è capace di affrontare qualunque tipo di terreno e pendenza, con le sue 4 ruote motrici, le marce ridotte e delle gomme enormi.

A bordo di questo fuoristrada così speciale, abbiamo attraversato suggestive paludi, dune mobili, boschi, spiagge sterminate, pinete e lagune. È un mondo lontano dall’immagine classica che si ha dell’Andalusia, bollente e polverosa.
In ogni ecosistema, puoi fare avvincenti passeggiate a piedi, per conoscere da vicino il territorio in cui ti trovi.
Visitare il Parco di Donana significa fare un vero e proprio viaggio, in un luogo in cui la Natura cambia velocemente a distanza di pochi chilometri.

Gli animali del Parco di Doñana
Tra le specie animali simbolo ci sono la lince iberica, il felino più minacciato al mondo che qui ha trovato rifugio e l’aquila imperiale.
Doñana è come un hotel per gli uccelli migratori, sono oltre 500 mila quelli che transitano durante il viaggio tra l’Europa e l’Africa.

Quando ho visitato il parco ho visto tanti – ma proprio tantissimi! – cervi e daini. Spuntano da ogni angolo perché qui non hanno predatori.
Mi è capitato anche di ammirare intere famigliole di cinghiali (in foto) che ti attraversano la strada e i cavalli di Doñana o di retuerta. È una delle più antiche razze equine europee: sono selvatici, robusti e vivono allo stato brado.
Da queste parti sono di casa anche i fenicotteri rosa, una rara specie di anatre – chiamata marmorizzata -, aironi, spatole e camaleonti.
L’antico insediamento di La Plancha
Nel cuore del Parco avrai anche l’occasione di visitare il villaggio di La Plancha, un piccolo insediamento di capanne palustri, costruite con legno e rami delle foreste circostanti.
Si tratta di un antico insediamento di famiglie che vivevano in queste tipiche abitazioni – circa 60 – fino alla fine del XIX secolo. Le loro attività principali erano la caccia, la produzione di carbone, l’apicoltura, la pesca fluviale, l’allevamento del bestiame e la coltivazione di piccoli frutteti.
È rimasto un uomo, che viveva in questi antichi insediamenti. Oggi non vive più qui, ma gli è concesso l’accesso al parco in modo autonomo. Pare venga spesso con la sua barca per trascorrervi la giornata… oggi ha oltre 90 anni!

Consigli pratici
Una volta attraversato il fiume ed entrato nel Parco, non ci sono bar o negozi. Se fai l’escursione come me nella mattinata, ricordati di fare un’abbondante colazione prima di partire e porta con te acqua e qualche spuntino. Indossa un abbigliamento sportivo e scarpe comode.
L’agenzia alla quale mi sono affidata è Viajes Doñana e questi sono i riferimenti mail ai quali puoi scrivere: viajesdonana(at)hotmail.com e info(at)donanavisitas.es
Lasciato il Parco e tornata a Sanlúcar de Barrameda, era proprio l’ora di pranzo: questa piacevolissima cittadina è un posto squisito per mettersi a tavola. La sua offerta eno-gastronomica è di qualità.
Sul lungofiume ci sono molteplici ristoranti con vista. La mia guida ci ha consigliato di sederci da Casa Juan, specializzato in cucina di pesce. Uno dei vini più rappresentativi della zona è la Manzanilla, da accompagnare con un gustoso piatto di telline, cucinate sapientemente con aglio e prezzemolo.

Dritte Take Away
Agenzia locale per visitare il parco
Viajes Doñana
Dove mangiare
Casa Juan, avenida de Bajo de Guía – Sanlúcar de Barrameda
SCOPRI ANCHE…
→ Visitare Tarifa, città di frontiera tra due mari (leggi l’articolo)
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