Cammini Aperti 2025: scoprire l’Italia a passo lento

cammini aperti 2025

Pianta on the road: la Rosa canina assisiensis del roseto circostante la chiesetta Porziuncola, in Umbria, regione capofila del progetto Cammini Aperti 2025.

La bellezza dietro l’angolo, alla volta di territori poco battuti dell’Italia centrale, da scoprire a piedi, senza fretta. Con occhi gentili e curiosi. L’edizione 2025 di Cammini Aperti è un elogio alla camminata lenta e al turismo sostenibile. Ti racconto questa iniziativa speciale del 10 e 11 maggio che coinvolge 5 regioni dello Stivale – Umbria, Toscana, Marche, Emilia-Romagna e Lazio – ed è perfetta se sei alla ricerca di un’esperienza rigenerativa, a contatto con la natura e se ti piace scoprire scampoli preziosi di cultura e storia italiani. Con una dritta per una lettura a tema… per partire con lo spirito giusto!

Week-end sostenibile, tra cultura e natura

L’appuntamento da segnarsi in agenda è quindi per il week-end del 10 e 11 maggio 2025. L’iniziativa è gratuita e adatta a tutti. Questo sia da un punto di vista fisico, perché gli itinerari non sono troppo impegnativi; che per i valori universali veicolati: accessibilità, sostenibilità e spiritualità.

L’obiettivo è esplorare un’Italia lontana dalle grandi folle, fatta di piccoli borghi, gioielli artistici di grande valore e aree verdi incontaminate. Con l’arrivo della primavera, cosa c’è di meglio che mettersi in cammino? A passo lento c’è un mondo da scoprire, fatto di dettagli che spesso sfuggono, oltre che di grandi bellezze. E, forse, si può capire un po’ meglio anche se stessi.

Giunto alla seconda edizione, lo speciale Cammini Aperti 2025 propone 27 escursioni accompagnate da guide ambientali escursionistiche, alla scoperta di 3 cammini, tra i più rilevanti d’Italia – le Vie e i Cammini di San Francesco, le Vie e Cammini Lauretani e il Cammino di San Benedetto -, con 5 aperture straordinarie di siti solitamente chiusi al pubblico.

Il progetto è stato fortemente voluto dal Ministero del Turismo, con la Regione Umbria capofila e coinvolge anche le regioni Toscana, Marche, Emilia-Romagna e Lazio.

Il 2025, in fondo, oltre ad essere l’anno del Giubileo, è anche l’anniversario francescano dell’ottavo centenario del Cantico delle Creature.

Il comune di Cascia (Perugia), in Umbria, tra le tappe di Cammini Aperti.
Il comune di Cascia (Perugia), in Umbria, tra le tappe di Cammini Aperti.

I 3 Cammini

Ognuna delle cinque regioni già menzionate propone 3 percorsi per cammino che le attraversa, per un totale di 27 itinerari. Tutti i dettagli sono consultabili sul portale Italia.it.

  1. Le Vie e i Cammini di San Francesco (uno dei Santi Patroni d’Italia) attraversano le regioni Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Umbria, disegnando percorsi costellati di antichi borghi e luoghi di culto, con suggestivi scorci naturalistici. La geografia di questi itinerari tocca i luoghi significativi della vita di San Francesco, dalla Valle Santa di Rieti, alla Verna (Arezzo), sino a Balze, piccolo villaggio romagnolo ai piedi del Monte Fumaiolo.
  2. Le Vie e Cammini Lauretani sono il cammino di antichissima tradizione mariana e si intreccia con significative vie del pellegrinaggio internazionale, come la Via Francigena in Toscana. Tocca comuni come Macerata e Recanati, Camerino e Tolentino, Spoleto e Foligno, Civita Castellana e Narni.
  3. Il Cammino di San Benedetto è incentrato sui territori legati alla vita del Santo, fondatore del monachesimo occidentale e Patrono d’Europa. Si sviluppa tra l’Umbria e il Lazio, attraversando i monti Sibillini, la valle dell’Aniene e la valle del Liri. Il percorso attraversa abbazie, borghi medievali nascosti e i tre punti chiave del movimento: Norcia, Subiaco e Montecassino.

Solo per citare qualche itinerario di Cammini Aperti 2025, in Toscana una delle esperienze legate a San Francesco porterà a Cortona, lungo un tracciato di 9 chilometri, tra aree verdi collinari e siti come l’Eremo delle Celle e la chiesa cortonese di San Francesco. 

Nelle Marche, l’escursione di 11,5 chilometri sulle Vie e Cammini Lauretani, toccherà il piccolo borgo di Muccia e Camerino, città universitaria tra le più antiche d’Italia, attraversando tratti incontaminati di interesse naturalistico. 

O ancora, in Umbria, un itinerario offrirà una panoramica su Città di Castello, visitando luoghi particolari come l’orto botanico di Alice Hallgarten, attraversando boschi di castagneti fino all’Eremo del Buonriposo.

Il paesaggio delle Crete Senesi, in Toscana, toccato dai Cammini Lauretani. © Benedetta Perissi

5 aperture straordinarie

Per l’occasione di Cammini Aperti 2025, sarà possibile ammirare cinque siti del patrimonio culturale italiano, solitamente chiusi al pubblico. Eccoli nel dettaglio.

In Umbria

Partiamo dall’Umbria: avrai l’occasione di scoprire la cripta a tre navatelle della Basilica di San Benedetto a Norcia, che sorge sorge su quella che secondo la tradizione era la casa natale dei santi Benedetto e Scolastica.

Nelle Marche

Nelle Marche l’apertura eccezionale riguarda l’Abbazia di San Firmano, edificio bizantino-romanico a tre navate con un bell’affresco del 1400, attribuito a Giacomo da Recanati.

In Toscana

In Toscana sarà visitabile la Pieve di Sant’Ippolito, chiesa più antica del paese di Asciano, citata in un documento dell’età longobarda, risalente all’anno 714.

Grazie ai lavori di restauro, all’interno del sito è stato ritrovato un affresco nascosto dall’intonaco, che potrebbe essere di un giovane Raffaello (è al momento oggetto di studio).

In Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna l’apertura riguarderà uno tra i più suggestivi conventi francescani d’Italia. E non a caso, dato che la regione è un territorio d’elezione per le Vie e i Cammini di San Francesco.

Nel Lazio

Nel Lazio – lungo il Cammino di San Benedetto – potrai ammirare la Certosa di Trisulti, complesso monastico fondato agli inizi del 1200, appollaiato su un colle ricoperto di boschi, a oltre 800 metri di altitudine.

Qui avrai l’occasione di ammirare anche la farmacia Settecentesca, che ha mantenuto arredi originali e antichi vasi per la conservazione delle erbe medicamentose e dei veleni estratti dai serpenti.

Come partecipare a Cammini Aperti 2025

Il progetto Cammini Aperti 2025 è a portata di click.

Ti puoi iscrivere gratuitamente online grazie al portale dedicato, dove puoi anche consultare nel dettaglio tutte le escursioni disponibili e le aperture straordinarie del week-end del 10 e 11 maggio 2025.

Gli itinerari sono prevalentemente ad anello: percorrono al massimo 12 chilometri e hanno un dislivello che non supera i 300 metri. Si tratta di percorsi semplici, adatti a tutti, da fare in giornata.

Le escursioni avvengono sempre in compagnia di una guida professionista, che illustra i territori e condivide dritte sulla preparazione e l’attrezzatura necessarie. 

I partner del progetto Cammini Aperti

Fish (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) ha contribuito nel definire i requisiti di accessibilità con cui identificare le escursioni adatte a persone con esigenze specifiche, fornendo strumenti utili per l’accoglienza e il supporto dei camminatori con disabilità.

Anche FederTrek collabora al progetto per garantire un’esperienza rispettosa delle diverse necessità dei partecipanti con disabilità, per condividere con loro la bellezza e il senso profondo di prendere parte a un cammino.

Sulla sostenibilità ambientale ci mette la firma il Club Alpino Italiano (CAI), che per Cammini Aperti valorizza la frequentazione dell’ambiente naturale attraverso escursioni in contesti lontani da strade trafficate e immersi nel verde.

Libro sul comodino

Per prepararti con lo spirito giusto al week-end del 10 e 11 maggio 2025, ma anche per lasciarti ispirare da una geografia dell’Italia vista da una prospettiva diversa, ti consiglio la recente pubblicazione del libro “111 luoghi di San Francesco che devi proprio scoprire” di Fabrizio Ardito (edizione emons:).

Quella di San Francesco è una vita che emoziona anche gli spiriti più laici, per il suo animo ecologista e la sua empatia nei confronti dei più poveri e sfortunati.

San Francesco fu un grandissimo viaggiatore del 13° secolo. Percorreva con rispetto villaggi e città, promuovendo messaggi di pace, solidarietà e carità, creando comunità.

Il libro di Fabrizio Ardito "111 luoghi di San Francesco che devi proprio scoprire". oltreilbalcone
Il libro di Fabrizio Ardito “111 luoghi di San Francesco che devi proprio scoprire”. © oltreilbalcone

Tra i luoghi da scoprire di San Francesco

Nel libro, il fotografo e giornalista Fabrizio Ardito – unendo testi e immagini – colleziona 111 storie e luoghi legati ai cammini di San Francesco, che diventano le tappe di un viaggio nel cuore dell’Italia Centrale.

I golosi mostaccioli

Leggendo il libro scopri per esempio i mostaccioli, peccato di gola di San Francesco. Nonostante l’uomo fosse severo con sé stesso per molti aspetti, aveva le sue piccole umane debolezze, come questa passione alimentare.

I mostaccioli sono un dolce medievale a base di mandorle e miele. Nel quartiere romano di Trastevere, nell’antico forno del Biscottificio Innocenti, puoi ancora oggi assaporare dei biscotti che si avvicinano a quelli amati da San Francesco.

Il roseto di Porziuncola

Oppure puoi scoprire la storia del roseto della piccola chiesetta Porziuncola nella basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, in Umbria. Questo giardino è composto da una specie particolarissima di rosa senza spine, la Rosa canina assisiensis, che per molto tempo è cresciuta solo in questo luogo.

Per resistere alle tentazioni della carne, si narra che Francesco si rotolò nudo tra i rovi che circondavano ai tempi la Porziuncola, dove visse per un certo periodo. A dimostrazione dell’attenzione di Dio verso Francesco, i rovi si trasformarono di colpo in rose senza spine.

Sono moltissimi gli spunti, le storie e gli indirizzi raccontati nel libro, una piacevole lettura per scoprire tanti luoghi che meritano di essere visitati. Sono piccole e grandi chicche del patrimonio italiano, che possono tornarti utili anche nel week-end del 10 e 11 maggio, per una o più deviazioni, curiose e sorprendenti.

[Nota: la foto in copertina è stata scattata da Giulia Pesarin a Fara in Sabina, Rieti.]

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