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Val di Chiana: 4 borghi e 1 cantina da scoprire a passo lento

Val di Chiana vino © oltreilbalcone

Pianta on the road: l’aglione, di origine antica, ora riscoperto e coltivato nella Val di Chiana. Gli spicchi dell’ortaggio sono giganti e la pianta è una specie distinta dall’aglio, da cui si differenzia anche nel sapore e nella digeribilità.

Nell’entroterra, la Toscana è costellata di suggestivi borghi medievali affacciati sulle colline. In questo post vi porto nella provincia di Arezzo, in Val di Chiana, per un itinerario da assaporare a passo lento, alla scoperta di 4 suggestivi paesi – Monte San Savino, Civitella, Cortona e Castiglion Fiorentino – più una cantina, in cui sorseggiare gli squisiti vini naturali di Stefano Amerighi. Troverete anche gli indirizzi da segnare in agenda per un aperitivo e i ristoranti consigliati in zona. Per un viaggio dove la prerogativa è rallentare il ritmo e godersi il momento, circondati da un paesaggio fiabesco.

Toscana slow: cosa vedere in Val di Chiana

Al netto delle piacevoli cittadine di provincia, note un po’ a tutti, la Toscana mi ha sempre affascinato per i suoi piccoli borghi – alcuni davvero poco noti – che spuntano qui e là come funghi, incastonati tra le colline come gioielli di rara bellezza.

In questo articolo condivido un itinerario alla scoperta di 4 incantevoli comuni che meritano di essere visitati nella provincia di Arezzo, in Val di Chiana, più un’eccellente cantina di vini naturali. Per un viaggio dove la prerogativa è rallentare il ritmo e assaporare i dettagli, lasciandovi conquistare da un paesaggio che riempie gli occhi e da borghi medievali dove storia e cultura si respirano nell’aria.

Il mio cane Felakuti in Val di Chiana, in provincia di Arezzo. © oltreilbalcone
Il mio cane Felakuti in Val di Chiana, in provincia di Arezzo. © oltreilbalcone

Monte San Savino

Questo antico borgo, dove sono stati rinvenuti diversi segni della civiltà etrusca, sorge sul versante occidentale della Val di Chiana. Cinto da mura, il centro storico si sviluppa su un corso principale, corso San Gallo a cui si accede da Porta Fiorentina, a nord e da Porta Romana, a sud.

Meritano una visita le Logge dei Mercanti, disegnate dall’architetto fiorentino Nanni di Baccio Bigio; l’elegante Palazzo Comunale con il suo giardino interno, che con la bella stagione ospita diverse rassegne culturali e l’antico ghetto con la sua Sinagoga. Tra gli edifici religiosi degni di nota di Monte San Savino: le chiese di Santa Chiara, Sant’Agostino e San Giovanni e il santuario di Santa Maria delle Vertighe. Per approfondire le virtù dell’artigianato locale, c’è il Museo del Cassero, dedicato all’antica tradizione ceramica del paese.

Aperitivo e cena a Monte San Savino

Fermatevi al Bar la Combriccola, lungo il corso principale (corso San Gallo 56), per sorseggiare un rabarbaro zucca on the rocks e fare uno spuntino a base di finocchiona, insaccato tipico toscano, aromatizzato con semi di finocchio e bagnato nel vino rosso. Sappiate che sarebbe un crimine visitare la Val di Chiana senza assaggiare uno dei suoi piatti tipici – che tra l’altro è vegetariano! -: i pici all’aglione, un primo gustoso e delicato, dove l’aglio non è indigesto (provare per credere). Un buon posto per vivere quest’esperienza è il ristorante Il Cassero, che ha anche una cantina ben fornita e, per gli onnivori, propone ottime costolette di agnello alla brace e baccalà fritto.

Ma il mio luogo del cuore a Monte San Savino è il mitico Bar Madison (via Fiorentina 2): fuori dal centro storico, all’apparenza non ha nulla di speciale. Eppure ha tutto: il Campari shakerato preparato con maestria; il signor Savino – habitué del posto – che mi accoglie come se ci conoscessimo da sempre; le partite di calcio trasmesse sul grande schermo; le chiacchiere e i pettegolezzi del paese; una ciotola di acqua fresca per i cani. Tutte le città e i paesi del mondo dovrebbero avere un Bar Madison. Sono i posti così che più cerco quando viaggio: senza troppi fronzoli. Autentici.

Su una collina di Monte San Savina, all'ingresso della casa di amici. © oltreilbalcone
In collina a Monte San Savino, all’ingresso della casa di amici. © oltreilbalcone

Il Castello di Gargonza

Prima di lasciare Monte San Savino, mettete in programma una visita al fiabesco Castello di Gargonza e al suo borgo fortificato del Duecento di origine medievale, circondato dai boschi e da suggestivi scorci sulla Val di Chiana. Nel 1304 il Castello ospitò anche Dante Alighieri.

Oggi è un Bed & Breakfast e dispone di appartamenti; con tanto di piscina, ad uso esclusivo degli ospiti della struttura e ristorante con sala panoramica, aperto a tutti. Se volete regalarvi una coccola, dormire in questa cornice è molto romantico. In alternativa potete venire anche solo per ammirare il borgo, il giardino della Limonaia e qualche stanza del castello.

Uno scorcio del Castello di Gargonza. © oltreilbalcone
Uno scorcio del Castello di Gargonza, in Val di Chiana. © oltreilbalcone

Civitella

La definizione di ‘borghi minori’ non rende loro giustizia: si tratta sicuramente di piccoli paesi, ma il loro fascino è inversamente proporzionale alle dimensioni e alla notorietà turistica. Ne è un’esempio Civitella, che non raggiunge i 10 mila abitanti, ma fu importante anche storicamente. Sorge su una collina e la sua posizione era strategica come presidio della strada tra Arezzo e Siena.

Civitella è un delizioso borgo in pietra, dove i balconi e le porte sono impreziosite da vasi di piante e fiori. Purtroppo in passato fu oggetto di bombardamenti e guerre (è noto, tristemente, ‘l’Eccidio di Civitella’, una rappresaglia tedesca che costò la vita a 244 civili). Nonostante ciò, ancora oggi vanta gran parte delle sue mura difensive del XII secolo, la porta Senese di accesso al centro abitato e alcune parti del castello medievale e del suo maestoso torrione.

Nella piazza principale, ammirate la cisterna medievale a basa ottagonale. Civitella vanta anche due musei: uno è la Sala della Memoria, dedicato alle molte testimonianze dei fatti avvenuti nel 1944 durante la rappresaglia; l’altro è la Pinacoteca d’Arte Contemporanea. Per un calice di vino, con vista, sedetevi all’Enoteca Il Vicolo, che è anche un ristorante (il lunedì è chiuso).

Con il mio cane Pastis a Civitella, in Val di Chiana. © oltreilbalcone
Con il mio cane Pastis a Civitella, in Val di Chiana. © oltreilbalcone

Castiglion Fiorentino

A mezz’oretta di strada da Civitella e a 20 minuti da Monte San Savino, Castiglion Fiorentino è un altro borgo antico della Val di Chiana. Fu abitato prima dagli Etruschi e poi in epoca romana. Il centro storico ha ricevuto anche la Bandiera Arancione del Touring Club, un riconoscimento di qualità turistico-ambientale, assegnato ai piccoli comuni dell’entroterra italiano.

Entrate nel paese dalla Porta Fiorentina (era l’antico accesso) e raggiungete l’ariosa piazza San Francesco, dove sorge l’omonima chiesa del XIII secolo, in stile romanico con alcuni elementi gotici. Di fianco, c’è un bellissimo chiostro, i cui muri ospitano lapidi risalenti al 1800, ognuna delle quali con scritte poetiche – alcune davvero originali – in memoria dei defunti. Di fianco alla chiesa c’è un ottimo ristorante, Da Muzzicone, dove gustare la fiorentina; se siete vegetariani come me, non temete perché ci sono squisite proposte anche per noi.

Il loggiato rinascimentale del Vasari a Castiglion Fiorentino. © oltreilbalcone
Il loggiato rinascimentale del Vasari a Castiglion Fiorentino. © oltreilbalcone

Con la pancia piena, proseguite la visita del paese sino all’incantevole piazza del Municipio, in stile rinascimentale, con l’elegante loggiato rinascimentale del Vasari, vero e proprio balcone architettonico che affaccia sulla Val di Chiana, la Val di Chio e la Valtiberina. Qui, nella Chiesa di Sant’Angelo, è ospitata la Pinacoteca Comunale con alcuni importanti dipinti. Merita una visita anche il Teatro Comunale, che internamente sfoggia decorazioni ottocentesche, stucchi dorati e intonaco marmorizzato.

Curiosità: tra le strade di Castiglion Fiorentino mi sono persa ad ammirare le insegne vintage dei negozi, dalla tipografia alla macelleria.

L'insegna vintage della tipografia di Castiglion Fiorentino. © oltreilbalcone
L’insegna vintage della tipografia di Castiglion Fiorentino. © oltreilbalcone

Cortona

Tra i borghi che vi suggerisco in questo post, Cortona è il più conosciuto: vuoi perché ospita il bel festival di fotografia Cortona On the Move, vuoi perché è il paese natale di Lorenzo Cherubini (Jovanotti). Ed è anche il più popoloso (oltre 21 mila abitanti). Qui incontrerete più turisti rispetto agli altri comuni che vi ho consigliato: evitate se possibile di venirci nel week-end. Ma venite a visitarla, perché Cortona è splendida.

Vicinissima al confine con l’Umbria, il borgo – cinto da mura medievali – è abbarbicato su un colle ed è un susseguirsi di stradine e vicoli pittoreschi. Lasciate le scarpe col tacco a casa e indossate delle comode sneaker perché è tutto un saliscendi, con tanto di pavé. Nella centrale piazza della Repubblica il Palazzo Comunale è del XIV secolo e si contraddistingue per la torre con l’orologio e l’imponente scalinata di accesso.

Dal Palazzo Casali al Teatro Signorelli, con il suo loggiato a sette arcate; dall’obelisco dedicato a Garibaldi nell’omonima piazza sino a via Jannelli, dove potete ammirare quella che era l’architettura medievale: ovunque ti giri, a Cortona, c’è qualcosa di bello da scoprire. Non mancano nemmeno i musei: vi segnalo il MAEC, Museo della Civiltà Etrusca e il Museo Diocesano.

Lasciatevi sedurre dagli scorci mozzafiato che la città regala sulla Val di Chiana: nelle giornate terse si scorge il lago Trasimeno e il monte Amiata. Vi consiglio anche di percorrere il sentiero che porta alla Fortezza di Girifalco (siamo a 651 metri sopra il livello del mare), un’antica rocca fortificata ristrutturata nel ‘500 e di scoprire gli interni meravigliosi della Basilica di Santa Margherita, patrona di Cortona.

Uno scorcio di Cortona, in Val di Chiana. © oltreilbalcone
Uno scorcio di Cortona, in Val di Chiana. © oltreilbalcone

Visita alla cantina di Stefano Amerighi

Dato che siete in zona, un’esperienza che vi suggerisco di vivere è visitare la cantina biodinamica e assaggiare i vini di Stefano Amerighi. I suoi vigneti si sviluppano su due colline esposte a sud-ovest, su circa 9 ettari di terreno – principalmente sabbioso-argilloso, con una parte calcarea – che danno vita ad una produzione di 33 mila bottiglie.

Una delle bottiglie degustate di (e da) Stefano Amerighi. © oltreilbalcone
Una delle bottiglie degustate di (e da) Stefano Amerighi. © oltreilbalcone

È dalla passione per la Valle del Rodano francese che nascono i vini di Amerighi: intriganti Syrah, che sono il frutto di una viticoltura naturale e dell’agricoltura biodinamica. La potatura e le lavorazioni della terra sono scandite dalle fasi lunari e planetarie; le piante vengono trattate solo con rame e zolfo.

I vini di Amerighi nascono dal rispetto per l’ambiente e dal recupero di antiche tecniche artigianali. Se riuscite, fate una chiacchierata con Stefano, vi aprirà un mondo. Le sue bottiglie sono eleganti, intense, complesse. E sono l’eccellente espressione di un territorio ricco di fascino, la Val di Chiana. Perché per conoscere una destinazione, la devi (anche) bere.

Dritte Take Away

Dove dormire
Castello di Gargonza, Monte San Savino
Ristoranti consigliati
§ Il Cassero, via della Riconoscenza 13/15 – Monte San Savino
Da Muzzicone, piazza San Francesco – Castiglion Fiorentino
Per l’aperitivo
§ Bar Madison, via Fiorentina 2 – Monte San Savino
§ Bar la Combriccola, corso San Gallo 56 – Monte San Savino
§ Enoteca Il Vicolo, piazza Mazzini 5 – Civitella
Cantina da visitare
Stefano Amerighi, Poggiobello di Farneta

IN TOSCANA, SCOPRI ANCHE…
Giardino La Foce, il balcone sulla Val d’Orcia (leggi l’articolo)
Bolgheri e Montescudaio: calici insoliti nella terra dei vini (leggi l’articolo)

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1 Comment

  • Reply
    rossana
    Maggio 6, 2021 at 10:24 am

    Belle idee interessanti anche per un wend in Toscana..

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