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Cap Corse, on the road alla scoperta del dito della Corsica

Pianta on the road: il leccio, che insieme ad altri alberi contribuisce a creare quell’oceano verde che è il maquis del Cap Corse.

Alcuni lo chiamano ‘il Dito’ per la sua somiglianza, sulla cartina, ad un indice. Nell’estremo Nord della Corsica, il Cap Corse è una lingua di terra lunga 40 chilometri e larga 10, fatta di curve tortuose, piccoli pescherecci, sentieri naturalistici, borghi antichi, rocce, torri genovesi e spiagge deserte. Sì, perché questa penisola è poco frequentata, anche in alta stagione e racchiude l’anima più selvaggia della Corsica. È un mondo a parte, perfetto per un viaggio on the road anche con il cane, in macchina o in moto, e per chi ha sete di esplorare. Ma non per tutti. Le calette sono splendide, ma possono richiedere avventurose passeggiate per essere raggiunte. Se avete uno spirito wild e non amate le orde di turisti, saprete apprezzarlo. Vi suggerisco un itinerario del Cap Corse attraversando le sue mete più suggestive, dove fare un pranzo goloso e un posto speciale in cui dormire cullati dalle onde.

Il fascino del Cap Corse

Il Capo Corso – Cap Corse, in francese – viene spesso definito un’isola nell’isola. È un viaggio a sé, fatto di incantevoli tappe, dove potete fermarvi due ore come un giorno. Sta a voi. È un connubio intrigante tra patrimonio storico e paesaggistico, con borghi arroccati su rilievi – ricoperti dalla tipica macchia forestale mediterranea (maquis) – che precipitano in un mare dalle incredibili sfumature d’azzurro.

In alcuni casi, proprio per via di queste altezze vertiginose che rendono il paesaggio così affascinante, raggiungere le spiagge può richiedere un po’ di fatica (ve lo dicevo che non è per tutti). Una volta giunti sulla sabbia, però, il sudore è ricompensato da baie stupende e dalla bassa concentrazione di persone. Per chi viaggia con i quattro zampe: i cani sono benvenuti in pressoché tutte le spiagge.

Nel Dito della Corsica si contano circa 60 torri di avvistamento genovesi, sorte con l’intento di proteggere l’isola dagli assalti saraceni. E poi ci sono sfiziose chicche da scoprire, come un borgo marinaro dove vengono pescate principalmente aragoste e scorci panoramici la cui bellezza rimane negli occhi.

Cap Corse wilderness © oltreilbalcone
La wilderness del Cap Corse, pennellato di Verde e d’Azzurro, sulla costa occidentale. © oltreilbalcone

Informazioni pratiche e dove dormire

Bastia (ve ne parlo qui) è uno dei principali porti di approdo dei traghetti ed è (oltre ad una piacevole cittadina) una base strategica di partenza per il vostro on the road nel ‘Dito’ della Corsica. Il mio suggerimento è di non pernottare proprio in città, ma appena fuori dal centro – verso Nord – per essere comodi con la macchina. Se siete in moto, la logistica è più semplice anche nel centro urbano.

Per assaporare la tranquillità e addormentarvi cullati dalle onde, vi suggerisco l’Hotel Torre Mare, nel minuscolo borgo Santa-Maria di Lota. È un albergo pieds-dans-l’eau, 10 minuti di macchina a Nord di Bastia, dove le camere affacciano direttamente sul mare e con una spiaggetta di ciottoli graziosa. Proprio accanto all’hotel sorge una torre pittoresca. Oltre alla cornice idilliaca, l’Hotel Torre Mare è un punto di partenza perfetto.

L’itinerario che vi suggerisco del Cap Corse parte da Bastia, sulla base del dito, ad Est e fa un giro completo in direzione Saint-Florent, ad Ovest. Qui sotto trovate le tappe, secondo me, più intriganti.

La finestra della mia camera pieds-dans-l'eau all'Hotel Torre Mare. © oltreilbalcone
La finestra della mia camera pieds-dans-l’eau all’Hotel Torre Mare. © oltreilbalcone

Erbalunga

Ad appena 20 minuti di macchina da Bastia (e 5 minuti dall’hotel di cui vi ho parlato sopra), sulla costa orientale del Cap Corse, Erbalunga è un placido borgo con una torre genovese del XVI secolo. Grazie alla sua pittoresca marina, nel primo dopoguerra fu una meta gettonata da molti pittori e ancora oggi è frequentata da artisti: questo le è valso il soprannome di Nid des Peintres (nido di pittori).

Il fascino di Erbalunga è fatto di piccoli dettagli e scorci incantevoli. Passeggiate senza fretta nelle sue tranquille viuzze, che formano una sorta di promontorio e scendete sino al piccolo porto, dove sono ormeggiate le barchette variopinte. Se volete fare un’escursione di trekking, imboccate il Chemin U Castellu, che conduce ai villaggi abbandonati di Grotta e Serboghju.

Curiosità: poco prima di raggiungere Erbalunga, a Brando, c’è una delle chiese più note del Cap Corse. L’Église de Lavasina ospita il quadro di Notre-Dame-des-Graces, al quale sono stati attribuiti diversi miracoli.

Il borgo di Erbalunga, proteso sul mare, nel Cap Corse. © oltreilbalcone
Il borgo di Erbalunga, proteso sul mare, nel Cap Corse. © oltreilbalcone

Da Macinaggio a Rogliano

Dopo aver percorso la costa orientale del Cap Corse, fermatevi a Macinaggio, antica base navale del patriota Pasquale Paoli. Il paese non vanta nulla di speciale, ma è una base di partenza strategica per molteplici sentieri escursionistici, che collegano a diverse torri genovesi.

Il Sentiero dei Doganieri (Sentier des Douaniers) conduce all’incantevole spiaggia sabbiosa di Tamarone e si addentra in un paesaggio dominato dalla verdissima macchia mediterranea, con scorci mozzafiato sul mare turchese, toccando la piccola Cappella di Santa Maria, torri e calette isolate.

Una volta ripresa l’auto (o la moto) spingetevi nell’interno e – percorrendo una strada che sale tortuosa – raggiungete Rogliano, abbarbicato sulle montagne, ad appena 5 chilometri (15 minuti) da Macinaggio. Il paese in realtà è composto da sette frazioni sparse sulle alture, che ospitano un numero incredibile di chiese, monumenti storici, cappelle e torri. Da qui potete ammirare suggestivi scorci sul mare.

Rogliano, abbarbicato sulle montagne. © oltreilbalcone
Rogliano, abbarbicato sulle montagne. © oltreilbalcone

Centuri

Sulla costa occidentale, a Nord, Centuri è un grazioso porticciolo dove fermarsi a pranzo. Qui la specialità è l’aragosta, una tradizione locale di pesca, che trovate in tutti i ristorantini di questo borgo marinaro particolarmente pittoresco.

Tra i tanti, vi suggerisco di prenotare da A Maciotta dove, con 49 euro, potete ordinare il Menù Langouste (menù aragosta), che prevede zuppa di pesce o frittura di calamari come entrée e aragosta al vapore con maionese fatta in casa come piatto principale. Ottime anche le cozze alla marinara.

Dopo un lauto pranzo, fate una passeggiata al porto, dove le barche variopinte ormeggiate e i mucchi di reti da pesca formano piacevoli giochi di colore. La sera, i déhors dei ristoranti illuminano il borgo e sembra di essere in un luogo senza tempo.

Il mio cane Felakuti davanti al molo di Centuri, il borgo delle aragoste. © oltreilbalcone
Il mio cane Felakuti davanti al molo di Centuri, il borgo delle aragoste. © oltreilbalcone

Canari e la spiaggia d’Albo

Percorrendo la costa ad Ovest in direzione Sud, in un’ora scarsa di macchina da Centuri, raggiungete Canari. È un paesino composto da più frazioni, arroccate sulle alture. Per arrivarci, negli ultimi 3 chilometri dovete affrontare una stretta stradina, ma ne vale sicuramente la pena. La veduta panoramica è mozzafiato! Nella piazza centrale, dove si ammira la costa dall’alto, si staglia un faro – trasformato in campanile – incorniciato da palme.

Proseguendo lungo la costa, dopo 20 minuti di strada, fermatevi alla Marine D’Albo, che vanta una bellissima spiaggia di ciottoli neri. Dalla plage, lo Chemin des Barbaresques in circa due ore di percorso attraversa cappelle, una torre e un mulino.

Una delle incantevoli baie del litorale Occidentale del Cap Corse. © oltreilbalcone
Una delle incantevoli baie del litorale Occidentale del Cap Corse. © oltreilbalcone

Nonza

Proseguite in macchina sino a Nonza, meta imperdibile di questo on the road del Cap Corse per almeno due ragioni. La prima è il paese, abbarbicato ad un picco roccioso, sul quale si staglia anche una torre genovese da un’altezza di 150 metri.

Potete raggiungerla con una breve (ma intensa) passeggiata a piedi che attraversa il villaggio. Da qui ammirate il paesaggio mozzafiato e respirate nell’aria i profumi del maquis corso (l’esperienza è sconsigliata a chi soffre di vertigini). Nonza ha anche una graziosa chiesetta del XVI, l’Église Sainte-Julie, con un’allegra facciata giallo e rossa.

Il secondo motivo per fermarvi a Nonza lo potete ammirare dall’alto della torre ed è l’immensa spiaggia nera, che fa da contrasto al mare turchese. È pressoché deserta perché va conquistata con un percorso a piedi, particolarmente sfiancante soprattutto al ritorno e con il caldo estivo, dato che la strada è tutta in salita. Per premiarvi, una volta tornati in paese fermatevi a sorseggiare una limonata fresca o uno yogurt frozen da Milk Café. Tenete presente che la spiaggia non ha punti d’ombra. Volendo, potete raggiungerla anche in macchina percorrendo una strada asfaltata.

La suggestiva spiaggia nera di Nonza, pressoché deserta. © oltreilbalcone
La suggestiva spiaggia nera di Nonza, pressoché deserta. © oltreilbalcone

Una tappa extra: Patrimonio

Prima di tornare a Bastia o comunque sul versante orientale – se vi rimane tempo, per concludere in bellezza – fermatevi nell’entroterra a Patrimonio. Questo tratto è ricoperto di vigneti (circa 500 ettari): questa è infatti la zona più prestigiosa di produzione vinicola corsa. Qui potete fare qualche degustazione e acquistare del buon vino.

Se amate i viaggi on the road, il Cap Corse saprà conquistarvi con i suoi paesaggi suggestivi e il ricco patrimonio culturale. Ogni scorcio è ricco di magia. E di storia.

Dritte Take Away

Dove dormire
Hotel Torre Mare, route du Bord de Mer – Santa Maria di Lota
Ristorante consigliato
A Maciotta, Port – Centuri
Spiagge da non perdere
§ Plage de Tamarone
§ Plage d’Albo
§ Plage de Nonza

DA SCOPRIRE IN CORSICA
Bastia, cosa vedere nel vivace porto della Corsica (leggi l’articolo)
 Bonifacio, viaggio tra cielo e mare nel sud della Corsica (leggi l’articolo)

Maggiori informazioni
france.fr #ExploreFrance
visit-corsica.com #VisitCorsica

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