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Orchidea, curiosità e consigli per farla rifiorire

Orchidea © oltreilbalcone

Per la prima volta sono riuscita nell’impresa di far rifiorire un’orchidea. E dato che è avvenuto all’inizio di un nuovo anno, mi piace pensare che sia di buon auspicio. Confesso di aver imparato ad apprezzare questo fiore solo recentemente: ve ne parlo in questo articolo, tra curiosità, dritte su come coltivarla e farla rifiorire, esperienza personale e spunti. All’apparenza fragile, l’orchidea è tenace e astuta, abile nell’assorbire (e accumulare) dall’ambiente acqua e sostanze nutritive, da sfruttare nei periodi di siccità. È un’eroina transgender, dal fascino raffinato.

Appunti

Quando ti concedi di conoscere meglio qualcosa, spesso hai delle piacevoli rivelazioni. Con la mia prima orchidea è avvenuto così. Un sabato mattina di una manciata di anni fa, la pioggia tamburellante stava mettendo a dura prova il mio animo spensierato da week-end.

Dopo aver portato a spasso il mio quadrupede peloso color vaniglia – che non si è risparmiato nell’inzupparmi di fango, trascinandomi nelle voragini melmose del parco – ho provato a dare una svolta all’umore. Così ho comprato la mia prima orchidea.

Mi ero avventurata in una Milano sonnacchiosa e intorpidita alla ricerca di candele profumate, ma ho trovato ben altro. Quando ti muovi, le cose succedono. Sono rimasta stregata da un’orchidea, seducente e raffinata, esposta in un negozio.

Se in passato non era mai scattato il colpo di fulmine, in quel momento è avvenuto. L’ho desiderata e me la sono regalata, senza pensarci troppo. E ho scoperto un mondo.

Curiosità sull’orchidea

L’orchidea è simbolo di armonia ed emblema della perfezione spirituale. La sua bellezza trascende ogni genere, essendo maschile e femminile insieme. Alla faccia di coloro che non comprendono che la diversità è bellezza.

Gli antichi greci la definivano ‘il Sandalo del Mondo, per la forma del suo grande labello rigonfio, che la fa somigliare alla punta di una scarpetta. In passato si credeva producesse effetti stimolanti. L’etimologia del nome ne dice qualcosa: dal latino ‘orchis‘, che significa ‘testicolo’, in riferimento ad alcuni tubercoli presenti alla base di alcune specie.

Tutte le piante nelle loro forme primarie, come le alghe, sono sulla terra da 2 miliardi di anni ed hanno ultimato il loro sviluppo. Non le orchidee, che anche da questo punto di vista sono speciali. Apparse dopo l’ultima glaciazione, sono delle fanciulle di ‘soli’ 10.000 anni d’età e si stanno ancora evolvendo.

La mia orchidea, specie Phalaenopsis. © oltreilbalcone
La mia orchidea, specie Phalaenopsis, alla sua seconda fioritura. © oltreilbalcone

Descrizione della pianta

Originarie delle aree tropicali e subtropicali di Asia e Americhe, le orchidee si trovano oggi allo stato endemico anche in Italia e in Europa, nelle aree collinari e montane (sono dette ‘terricole’, perché affondano le radici nel terreno).

Le specie che si trovano negli ambienti più temperati e caldi sono epifite, si aggrappano cioè con le radici ad altre piante, che fungono da sostegno. Le foglie sono carnose e il loro ruolo è prezioso: hanno lo scopo di trattenere i liquidi e i nutrienti. Le radici – aree e anch’esse carnose – assorbono invece l’umidità dell’aria.

La forma dei fiori è composta da una parte superiore, con tre sepali e da una parte inferiore, con tre petali. Quello centrale – detto labello (sì, come il noto brand di burrocacao) – ha la funzione importantissima di attirare gli insetti impollinatori.

Come fare rifiorire l’orchidea

Il primo passo è la scelta della pianta. Tra le specie più diffuse di orchidea c’è la Phalaenopsis, con radici molto ramificate e grosse, che diventano argentate quando la pianta necessita di bere. Questa varietà richiede una cura più semplice: può essere un buon punto di partenza.

Una volta terminata la prima fioritura, tagliate il gambo a metà, dopo il secondo o terzo nodo. Assicuratevi che la pianta sia in una posizione luminosa ma non alla luce diretta del sole. Se la vostra abitazione o l’ufficio sono esposti unicamente a Nord, vi suggerirei di rinunciare all’impresa: l’orchidea non si troverebbe bene. Se avete una finestra esposta ad Est o ad Ovest, apprezzerà molto!

Utilizzate un buon fertilizzante, meglio se specifico: una volta al mese e solo durante il periodo di crescita attiva. Ogni due anni ricordatevi di cambiare il vaso, facendo attenzione alle radici che sono delicate. Nel travaso dovete sostituire completamente il substrato; poi annaffiate per tre giorni consecutivi.

Un fattore cruciale è l’escursione termica. È importante che la notte la stanza dove si trova l’orchidea raggiunga una temperatura tra i 12° e i 18°; mentre durante il giorno la temperatura dovrà essere più alta di 4° o 5°.

Dritte di giardinaggio

  • Sistemate la vostra orchidea in una posizione luminosa, ma attenzione: non ama i raggi diretti del sole.
  • Ama l’umidità: in stanze come la cucina o il bagno si troverà benissimo (purché siano luminosi).
  • Innaffiatela una volta a settimana. Potete immergerla in un contenitore pieno d’acqua (attenzione che non sia troppo fredda). Poi toglietela e lasciatela almeno un’ora nel lavandino o in vasca senza sottovaso, per essere certi che non ci sia ristagno.
  • Utilizzate un vaso trasparente: in questo modo faciliterete lo sviluppo dell’apparato radicale. Nelle orchidee anche le radici, come le foglie, svolgono la fotosintesi.

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