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5 esperienze da vivere nel Parco del Gran Sasso in Abruzzo

Gran Sasso Abruzzo Corinna Agostoni © oltreilbalcone

Pianta on the road: lo zafferano che cresce nella piana di Navelli, nel Parco del Gran Sasso in Abruzzo.

L’entroterra abruzzese è un luogo dalle infinite meraviglie, dove si alternano irte vette, maestosi altopiani, fiumi dalle acque cristalline e pittoreschi borghi medievali in cui il tempo sembra essersi fermato. Nel Parco del Gran Sasso, un territorio ancora piuttosto vergine da un punto di vista turistico, la presenza dell’uomo è gentile e convive in armonia con la Natura. Vi suggerisco perché visitare l’Aquila e 5 esperienze da fare nel Gran Sasso, con tanti consigli pratici: sentieri escursionistici – da percorrere a piedi o in bici -, eccellenze enograstronomiche da gustare e pittoreschi centri abitati da scoprire, tra campi di zafferano, orchidee selvatiche e camosci.

Il Parco del Gran Sasso

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è situato per la maggior parte in Abruzzo, nelle province dell’Aquila, Teramo e Pescara. Si sviluppa tra cime maestose e monti più dolci e ondulati, altopiani verdeggianti, corsi d’acqua e boschi.

È un paradiso della biodiversità, sia per la fauna – è frequentato da aquile, falchi, camosci, cervi e lupi (giusto per citarne alcuni) – che per la flora, dalla genziana (che è una specie protetta), al ginepro sino alle orchidee. Gli itinerari nella Natura sono molteplici e alcuni davvero spettacolari.

Un laghetto a Campo Imperatore, nel Parco del Gran Sasso in Abruzzo.
Un laghetto a Campo Imperatore, nel Parco del Gran Sasso in Abruzzo. © oltreilbalcone

Incastonati in questa cornice bucolica, ci sono anche borghi splendidi da visitare ed esperienze enogastronomiche golose da provare, che ben raccontano il territorio. Queste zone, da anni, sono popolate da pastori, che tramandano le tradizioni: i muri a secco, i rifugi, le masserie e le chiese rupestri sono la testimonianza più evidente della loro presenza.

In questo post vi consiglio alcune piacevoli esperienze da vivere in questa parte d’Italia così affascinante e ancora poco nota ai più. Specifico che non si tratta di una panoramica completa (impossibile racchiudere tutte le bellezze della zona in un post), ma di spunti che possono offrire un colpo d’occhio su questo territorio così affascinante, tra Natura e Cultura. In fondo all’articolo, trovate anche un capitolo dedicato al capoluogo della regione, l’Aquila.

La wilderness del Parco del Gran Sasso con, alle spalle, il Grande Corno.
La wilderness del Parco del Gran Sasso con, alle spalle, la cima Grande Corno. © oltreilbalcone

1. Allargate gli orizzonti a Campo Imperatore

Lo chiamano il ‘Piccolo Tibet’. Campo Imperatore è il più imponente altopiano dell’Appennino ed una cosa colpisce da subito appena ci si arriva: lo spazio. Lungo 20 chilometri e largo dai 3 ai 7, ha una quota che varia tra i 1500 e i 1900 metri: c’è sempre un bel freschetto quassù, anche in estate.

La vegetazione è prevalentemente erbacea – con violaciocche, graminacee e forasacchi – e lo sguardo corre lontano, tra pascoli sterminati utilizzati per l’alpeggio estivo di pecore, mucche e cavalli. Qui si sono susseguite generazioni di pastori, in un paesaggio dal forte impatto lirico ed emotivo, dove non c’è nulla e c’è tutto. Sull’altopiano si affacciano le cime più elevate e suggestive dell’Appennino, tra cui il maestoso Corno Grande (2912 metri).

Cavalli a Campo Imperatore, nel Parco del Gran Sasso in Abruzzo.
Cavalli a Campo Imperatore, nel Parco del Gran Sasso in Abruzzo. © oltreilbalcone

Proprio per questa sua forte connotazione scenografica, a Campo Imperatore sono stati girati diversi film, da Ladyhawke a Lo Chiamavano Trinità, che gli sono valsi il soprannome di ‘Hollywood ad alta quota‘. Personalmente mi ricorda i set western. Ha una bellezza non comune, che riempie gli occhi di meraviglia.

Consiglio: dopo averlo ammirato di giorno, tornate in questo luogo dagli spazi immensi la sera – meglio in fase di Luna nuova – ed alzate gli occhi verso il cielo, per farvi incantare da uno strabiliante tappeto di stelle.

La vastità degli spazi a Campo Imperatore, in Abruzzo.
La vastità degli spazi a Campo Imperatore, in Abruzzo. © oltreilbalcone

2. Raggiungete Rocca Calascio

Un’escursione avvincente da fare a piedi – o in bici, per i più allenati – è quella che porta a Rocca Calascio, dove sorge un castello abbarbicato sulla montagna. È vero che ci sono anche delle navette che portano poco distante da qui, ma vi perdereste tanto. Oltre infatti alla meta finale vera e propria, il bello di questa esperienza è il percorso panoramico, dal quale si godono scorci incantevoli sulla Valle del Tirino e l’altopiano di Navelli.

Dopo un’ora e mezzo di cammino – dove non mancano le salite faticose – si raggiunge il castello, di origine medievale, che si trova su un crinale a 1.460 metri d’altezza ed è considerato il più alto dell’Appennino. Di origine medievale, la struttura è interamente in pietra bianca locale. Si visita gratuitamente, facendo un po’ d’attenzione perché è stato più volte danneggiato dai terremoti, ma i restauri conservativi lo hanno preservato nel tempo.

Uno scorcio di Rocca Calascio e del Castello.
Uno scorcio di Rocca Calascio e del Castello. © oltreilbalcone

Oltre al castello, fermatevi ad ammirare la Chiesa della Madonna della Pietà, risalente al XVI secolo, la cui facciata principale è in stile barocco. Si pensa che sia stata costruita in omaggio alla Madre Celeste per la vittoria ottenuta dagli abitanti locali contro una grossa banda di briganti.

Come sempre la montagna richiede fatica, ma in questo caso (e quasi sempre, ad essere onesti) ogni singola gocciolina di sudore ha il suo perché. La grandiosità del paesaggio ripaga di tutto. Se una volta al castello non sarete certo soli (colpa della navetta), durante il percorso l’esperienza è quasi mistica.

Consiglio: merita una visita anche il grazioso borgo di Calascio, a sud-ovest rispetto al castello.

Lungo il percorso panoramico che conduce a Rocca Calascio.
Lungo il percorso panoramico che conduce a Rocca Calascio. © oltreilbalcone

3. Navigate il fiume Tirino

Avete presente le incredibili sfumature delle acque caraibiche (o quelle della Sardegna, senza spingersi troppo lontani)? Le ritroverete nel fiume Tirino, classificato tra i più puliti d’Europa e, secondo me, anche tra i più affascinanti. È una meta ideale anche se viaggiate con un cane.

Questo tesoro dell’Abruzzo, che scorre a cavallo delle province dell’Aquila e Pescara, nasce dal massiccio del Gran Sasso. Vanta sfumature incantevoli di verde e d’azzurro, che si mescolano dando vita ad una varietà cromatica degna di una scatola di pastelli Caran D’Ache. L’acqua è limpidissima, ma gelida, circa 11 ° C: come resistere ad un bagno (in fondo è anche tonificante)?

Con i miei cani, Felakuti e Pastis, sulle sponde del fiume Tirino. © oltreilbalcone

Per queste sue caratteristiche, il Tirino è popolato da un abitante molto speciale: il gambero di fiume, raro e protetto dalle normative ambientali europee. La sua presenza è un bioindicatore ecologico: le aree in cui prospera sono infatti molto sane.

Il fiume è costeggiato da una vegetazione lussureggiante: se da un lato questo gli conferisce un fascino selvaggio, dall’altro – sul versante pratico – è impossibile costeggiarlo a piedi (non ci sono passeggiate lungofiume) e si intravede poco dalla strada.

Consiglio: il modo migliore per scoprire il Tirino è in canoa o kayak. È importantissimo prenotare per tempo (almeno un paio di settimane prima), soprattutto se venite in alta stagione. L’operatore più quotato e affidabile è la cooperativa Il Bosso, che punta su un turismo ecosostenibile del territorio. Tra le varie scoperte di questo fiume incantevole, assaggiate la sedanina d’acqua, una pianta autoctona totalmente immersa nel Tirino.

Le limpide acque del fiume Tirino, nel Parco del Gran Sasso in Abruzzo.
Le limpide acque del fiume Tirino, nel Parco del Gran Sasso in Abruzzo. © oltreilbalcone

4. Assaporate l’oro rosso di Navelli

Tra i borghi, merita senz’altro una visita Navelli, che si affaccia sulla piana dove viene coltivato lo zafferano. Queste piantine fioriscono in autunno ed è un vero spettacolo: i fiori sfoggiano petali color viola, che vengono colti in ottobre, all’alba e rigorosamente a mano per produrre lo zafferano più pregiato d’Italia.

Ci vogliono circa 250 fiori per ricavare un grammo della rinomata spezia; per 1 chilogrammo occorrono i pistilli di circa 200 mila fiori (capite ora il perché del prezzo?!). Un tempo la raccolta era di circa 300 chilogrammi, mentre oggi si attesta intorno ai 30: quel che manca è la forza lavoro.

Anche se capitate da queste parti non in autunno, merita comunque fermarsi a Navelli, classificato tra i Borghi Più Belli d’Italia.

Nel borgo di Navelli con il mio cane Pastis.
Nel borgo di Navelli con il mio cane Pastis. © oltreilbalcone

Oggi purtroppo il paese è quasi disabitato – il suo spopolamento ha inizio ancora prima del terremoto del 2009, con l’allontanamento dei giovani – ma il fascino è intatto. Perdetevi tra le viuzze strette e silenziose del centro storico medievale, che conducono tutte al Palazzo Cantucci, di epoca tardo-rinascimentale.

Consiglio: mettetevi a tavola al ristorante Antica Taverna e ordinate i ceci di Navelli – presidio slow food – con lo zafferano, autentica prelibatezza del territorio! Ottimo anche il primosale con il tartufo. I cani sono ben accolti.

Uno scorcio del Parco del Gran Sasso.
Uno scorcio del Parco del Gran Sasso. © oltreilbalcone

5. Visitate Santo Stefano di Sessanio

Un altro paese in cui ho lasciato un pezzetino di cuore è Santo Stefano di Sessanio, anch’esso inserito tra i Borghi Più Belli d’Italia. Come Navelli, ha subito nella seconda metà del ‘900 un forte spopolamento, ma a differenza sua ha trovato una nuova vita ed oggi è un albergo diffuso, valorizzato e protetto da una ‘carta dei valori’ e da un progetto di sviluppo turistico sostenibile.

Incastonato come una pietra preziosa tra i monti, i suoi graziosi vicoli stretti sono particolarmente animati, tra boutique che vendono artigianato locale – come il negozio di lana aquilana, con colorazioni vegetali, di Valeria Gallese – ai bar dove fermarsi a bere un calice per l’aperitivo. Nella stagione estiva ci sono spesso anche concertini e spettacoli en plein air.

La lana aquilana di Valeria Gallese nella boutique di Santo Stefano di Sessanio.
La lana aquilana di Valeria Gallese nella boutique di Santo Stefano di Sessanio. © oltreilbalcone

Consiglio: un ottimo posto dove fermarsi a dormire è la Locanda sul Lago, appena fuori dal centro storico di Santo Stefano di Sessanio, davanti ad un laghetto artificiale. Questa locanda è strategica anche come meta di partenza per tante escursioni, come Rocca Calascio ed è comoda per raggiungere, in pochi minuti di macchina, Campo Imperatore.

I cani sono benvenuti! Prenotate perché dispone solo di 4 camere, carine e confortevoli. Non perdetevi il ristorante – eccellente e a prezzi democratici – a cura dello chef Simone Iezzi, con tanti piatti della tradizione, anche per vegetariani, come gli gnocchi fatti in casa zafferano e zucchine o la ricotta di pecora con semi di girasole, da gustare insieme ad una buona bottiglia di Cerasuolo d’Abruzzo.

Uno scorcio di di Santo Stefano di Sessanio.
Uno scorcio di Santo Stefano di Sessanio. © oltreilbalcone

Uno sguardo sull’Aquila

Molti dei luoghi di cui vi ho parlato si trovano nella provincia dell’Aquila. Il capoluogo dell’Abruzzo, importante centro universitario della regione, si trova a oltre 700 metri d’altezza, alle porte del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga e del Parco Regionale Silente Velino. Per questo è circondato da una natura rigogliosa e si respira una piacevole aria di montagna.

L’Aquila merita di essere visitata perché è una cittadina graziosa e a misura d’uomo, con un patrimonio storico prezioso. Ma anche per sostenerla, perché dopo oltre 10 anni dal terremoto sta provando a rialzarsi, eppure c’è ancora molto da fare e non può ripartire davvero senza il turismo.

La chiesa delle Anime Sante di Giuseppe in piazza del Duomo a l'Aquila.
La chiesa delle Anime Sante in piazza del Duomo a l’Aquila. © oltreilbalcone

Cosa vedere a l’Aquila

Il centro storico è ormai riaperto anche se diversi edifici sono ancora in fase di ristrutturazione. Scoprite piazza del Duomo (conosciuta anche come piazza del Mercato) e passeggiate nella vivace via Garibaldi, dove i locali si susseguono uno dopo l’altro. Ammirate la Fontana delle 99 Cannelle, legata alla leggenda dei 99 feudi che parteciparono alla fondazione della città: si trova in una piazza di cui tre lati sono coperti da fontanelle.

E ancora: dal Museo Nazionale d’Abruzzo o MunDa, spostato dopo il terremoto nell’ex mattatoio della città alla Fontana Luminosa, dove dalla vasca escono due busti femminili in bronzo.

Spingetevi sino al Parco del Castello, che circonda il Forte spagnolo e da dove si può ammirare una splendida veduta sul massiccio del Gran Sasso. Quest’area vive una seconda vita dopo il terremoto: è stata riqualificata, anche grazie alla costruzione del variopinto Auditorium di Renzo Piano ed è oggi molto frequentata.

Il Forte Spagnolo e, sullo sfondo, il massiccio del Gran Sasso.
Il Forte Spagnolo e, sullo sfondo, il massiccio del Gran Sasso. © oltreilbalcone

Il Chiosco della Fenice, all’interno del Parco del Castello, è un posto piacevole per sorseggiare un aperitivo, mentre poco distante il ristorante Arrosticini Divini – se non siete vegetariani – è tra i migliori per gustare questa prelibatezza abruzzese.

Personalmente, dopo la visita e l’aperitivo in città, mi sono spinta a 10 minuti di macchina dal centro urbano, all’Osteria della Posta, a Poggio Picenze: consigliatissimo, offre anche una vasta scelta di squisite portate vegetariane, tra cui un antipasto luculliano!

[Un ringraziamento speciale ad Alessia de Iure e Nello Avellani, che mi hanno fatto scoprire un Abruzzo dalle infinite meraviglie].

DRITTE TAKE AWAY

Ristoranti consigliati
§ Antica Taverna, via dell’Osteria 16 – Navelli
§ Locanda sul Lago, via del Lago – Santo Stefano di Sessanio
§ Arrosticini Divini, via Castello 13 – Aquila
§ Osteria della Posta, via Palombaia 1 – Poggio Picenze
Dove dormire
Locanda sul Lago, via del Lago – Santo Stefano di Sessanio

ALTRE METE DA NON PERDERE…
Civitanova Marche, emozioni e indirizzi tra il mare e le colline (leggi l’articolo)

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