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Manchester, mini guida alla città dell’ape

Manchester murale

Pianta on the road: le aiuole di narcisi a Castlefield, quartiere imperdibile di Manchester.

Gentile, combattente, vivace. Piacevole meta per un week-end, Manchester è una città di cultura, scienza, musica, design e calcio. Ha una storia travagliata e appassionante – fu la capitale della Rivoluzione Industriale -, vantando intriganti musei (gratuiti!) e librerie antiche, veri capolavori d’architettura. Ma non è ripiegata sul passato, è in continua evoluzione, tra locali, opere di street art e quartieri vibranti. È un posto dalla grande personalità. Lo sapevate che il suo simbolo è l’ape? Vi spiego perché e vi propongo una mini guida alla città, suggerendovi cosa vedere, tra siti da visitare e indirizzi sfiziosi, più qualche dritta utile su dove dormire, mangiare e bere.

I primati di Marchester

La città sorge nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, ad appena un’ora di macchina da Liverpool (leggi l’articolo dedicato) ed è il secondo agglomerato urbano del Regno Unito per numero di abitanti. Potete raggiungerla comodamente con un volo low cost, da EasyJet a Ryanair.

Che Manchester sia un posto speciale lo confermano i suoi primati. Fu protagonista della Rivoluzione Industriale, diventando la capitale del settore tessile, soprattutto del cotone, ma anche il luogo dove si sono formati i primi sindacati maschili e femminili. Conobbe poi un periodo di crisi, ma ebbe la forza di riprendersi, trovando nuovi slanci in settori come la tecnologia e il design.

A Manchester è stato inventato il primo computer, vennero avanzate le prime tesi sulla termodinamica e fu inaugurata la prima ferrovia al mondo. Non solo. È stata (ed è tuttora) il teatro di una vivace scena musicale, basti pensare a gruppi come Oasis, The Smith e Joy Division, oltre ad essere una delle mecche del calcio, con due squadre fortissime: il Manchester United e il Manchester City.

Un murale a Manchester. © oltreilbalcone

Perché l’ape?

Noterete, visitando la città, che l’insetto nero e giallo è ricorrente, non solo nei gadget, come spille e t-shirt, ma anche dipinto sui muri, nei menù e (giuro!) sul corpo.

L’ape operosa divenne il simbolo della città durante la Rivoluzione Industriale. Rappresenta i lavoratori di Manchester, la loro intensa attività sviluppata durante quel periodo e l’instancabile voglia di fare.

Dopo l’attentato del 2017 – dove al termine del concerto di Ariana Grande ci fu un’esplosione che provocò 23 morti e più di 200 feriti – tra i mancunian (abitati di Manchester) si è diffusa la moda di farsi tatuaggi a forma d’ape, per testimoniare la forza, il coraggio e l’audacia della comunità. Vi parlavo di ‘città combattente’ perché i suoi abitanti sono così, sempre pronti a lavorare duro e capaci a rialzarsi con grinta, nonostante le difficoltà.

Vi suggerisco cosa vedere nella dinamica Manchester, tra quartieri e attrazioni principali, consigliandovi gli indirizzi dove mi sono trovata meglio.

Uno scorcio di Manchester. © oltreilbalcone

Northern Quarter

È uno dei quartieri più vivaci della città, caratterizzato da tipici edifici in mattoni rossi. Si sviluppò nel 1700, durante la Rivoluzione Industriale. Fu in questa zona che nacque il primo cotonificio (a cui ne seguirono molti altri). Negli anni, con la crisi, molti dei vecchi magazzini sono stati riconvertiti in appartamenti e le sue aree più decadenti sono state valorizzate da opere di street art.

Oggi è un quartiere alternativo e bohémien. Pullula di boutique vintage, di negozi di vinili e chitarre, di parrucchieri e barbieri, di bistrot graziosi e di locali con un’accattivante selezione di musica dal vivo. Ho anche incontrato un fiorista pittoresco dove vi consiglio di fare tappa, anche solo per dare uno sguardo.

Il fioraio del Northern Quarter di cui mi sono innamorata. © oltreilbalcone

I murales – per lo più di grandi dimensioni, alcuni ricoprono pareti intere – si concentrano tra Mason street, Cable street, Oldham street, Tib street, Stevenson square e Lever street. Tra i miei preferiti, la città imbottigliata di Sheffield Phlegm e quello dell’ape gigante di Qubek (in copertina in questo post).

Il murale con Manchester imbottigliata di Phlegm. © oltreilbalcone

Gay Village

Un altro quartiere molto animato, soprattutto dall’ora dell’aperitivo in poi, è il Gay Village. Si sviluppa lungo l’esuberante Canal street, una strada pedonale che fiancheggia il canale Rochdale, tra disco pub e caffè informali con tavolini all’aperto.

Il cuore della vita LGBT cittadina è costellato di bandiere arcobaleno e di personaggi eclettici, è un vero e proprio elogio della diversità.

Canal street, nel Gay Village di Manchester. © oltreilbalcone

Castlefield e i canali

Da non perdere Castlefield, dove si snoda un percorso pedonale che costeggia i canali di Manchester: il Rochdale Canal Tow Path. Questo quartiere – patrimonio Unesco – permette di scoprire la storia della città, assaporandone il suo carattere industriale.

I canali artificiali, che confluiscono nel fiume Irwell, erano un tempo utilizzati per trasportare carbone e merci. Lontani dal caos, in un’atmosfera rilassata, passeggiate tra house boat, oche che starnazzano, viadotti ferroviari e ponti in acciaio e cemento armato, cogliendo l’anima autentica della città.

Castlefield con le house boat ormeggiate lungo il canale. © oltreilbalcone

Chinatown

Dopo Londra, la Chinatown di Manchester è la seconda più grande del Regno Unito e la terza in Europa. Sarete accolti nel quartiere, che si trova proprio nel centro della città, dall’arco cinese di Faulkner street.

Merita naturalmente fermarsi in uno dei tanti ristoranti locali, dove si mangia bene spendendo poco. Tra tutti, vi consiglio Happy Season, la cui specialità è l’anatra arrosto, ma ci sono anche alternative vegetariane.

L’arco di Chinatown a Manchester. © oltreilbalcone

Biblioteche gioiello

Tra i siti da scoprire a Manchester, una menzione d’onore va a due incantevoli biblioteche. Nel cuore della città, visitate la John Rylands Library, splendido capolavoro di architettura neogotica vittoriana: somiglia più ad una maestosa cattedrale che a una biblioteca. Ha una navata centrale con un lunghi tappeti rossi e bellissime nicchie laterali con finestre decorate.

Lo spazio ospita un milione e mezzo di volumi, tra libri, manoscritti, papiri e mappe antiche, che costituiscono una delle più grandi raccolte d’Inghilterra. L’entrata è gratuita e il bello è che è un edificio vissuto: si può venire qui a studiare e consultare i libri. Fu Enriqueta Augustina Rylands ad aprire l’edificio al pubblico nel 1900, in memoria del marito, celebre filantropo inglese.

Merita una visita anche la Chetam’s Library, la più antica biblioteca pubblica di lingua inglese al mondo. Fondata nel 1653, si trova all’interno di un edificio risalente al XV secolo. È molto usata dai cittadini per motivi di studio e per questa ragione non sempre è possibile visitarla: informatevi prima di andare. Anche qui l’ingresso è gratuito.

La John Rylands Library di Manchester. © oltreilbalcone

I musei di Manchester

La città offre una variegata offerta di musei, molti dei quali gratuiti, che rappresentano anche splendide opere architettoniche.

La Manchester Art Gallery accoglie una delle collezioni artistiche più importanti del Regno unito, spaziando tra artisti romantici e impressionisti, all’interno di un maestoso edificio in stile neoclassico. All’ingresso, su un gigantesco pannello giallo si legge ‘Free and open to all‘ (gratuito e aperto a tutti). Una volta dentro, preparatevi a rimanere incantati dall’eleganza dello spazio, sembra un palazzo nobiliare.

Una coppia davanti ad un dipinto alla Manchester Art Gallery. © oltreilbalcone

Per visitare il MOSI – Museo della Scienza e dell’Industria – calcolate una mezza giornata. Si trova nel quartiere Castlefield, all’interno della più antica stazione ferroviaria esistente ed è dedicato alle scoperte scientifiche, oltre che alle glorie tecnologiche e industriali locali, con molte parti interattive. Tra locomotive, aerei e macchinari per la lavorazione del cotone, ripercorrerete le scoperte e i progressi che hanno determinato il primato di Manchester nel corso dell’Ottocento. Anche qui in un cartello all’entrata si legge ‘Our museum belongs to you‘ (il nostro museo appartiene a te): l’ingresso è gratuito, con una donazione consigliata di 5 sterline.

La Withworth Art Gallery si trova nel quartiere universitario ed è incastonata come un gioiello in un bellissimo parco. Creata nel 1889 – in memoria dell’omonimo ingegnere – e ingrandita nel 2015, espone opere di arte moderna e contemporanea. Se da fuori il museo è un maestoso edificio in mattoni rossi, dentro – complici le vetrate trasparenti – lo spazio dialoga con l’esterno, in un gioco continuo tra interno ed esterno. La struttura fa parte dell’Università di Manchester, che vi suggerisco di vedere (si trova a 5 minuti a piedi): mi ha ricordato il castello di Hogwarts di Harry Potter.

La Withworth di Manchester. © oltreilbalcone

Gli ultimi due musei che vi suggerisco sono molto differenti. Uno si trova nel Northern Quarter: il Craft and Design Centre è dedicato al design e all’arte contemporanea. È all’interno di un elegante edificio vittoriano, dove un tempo c’era il mercato del pesce. Le diverse botteghe di artigiani vendono i loro lavori ed è un posto perfetto per comprare qualche regalino, per sé o per gli amici.

L’altro è a 5 km dal centro città (prendete un taxi per andarci) e per chi è appassionato di calcio è imperdibile. L’Old Trafford è il leggendario stadio del Manchester United, soprannominato ‘il teatro dei sogni’. Se non riuscite ad assistere ad una partita (il biglietto è caro purtroppo), visitate almeno il museo in cui, oltre alla storia della squadra e alle coppe, è possibile accedere con visite guidate a zone cult, come gli spogliatoi e le panchine.

I luoghi simbolo della città

Oltre ai musei, Manchester sfoggia edifici maestosi, che vi si stagliano dinnanzi mentre passeggiate. Tra questi ci sono il Town Hall, il municipio e la Cattedrale, entrambi in stile neogotico e ad appena 10 minuti a piedi l’uno dall’altro, in pieno centro.

Alle porte del Northern Quarter, tra King e Market street, che sono le vie dedicate allo shopping, ci sono i Piccadilly Gardens, uno snodo vissuto della città. Non pensate a giardini, si tratta di una generosa piazza, molto verde questo sì, con al centro una fontana dove i bambini amano giocare.

Qui i mancunian vengono per leggere, chiacchierare, suonare la chitarra e fare picnic. Spesso nei dintorni della piazza ci sono dei mercatini di prodotti locali.

La fontana di Piccadilly Gardens. © oltreilbalcone

Indirizzi da segnarsi

Con voi sono sincera: parlando di cucina l’Inghilterra non è uno dei miei Paesi preferiti, qui però vi suggerisco alcuni posticini dove mangiare che mi hanno conquistata. Dishoom è un ristorante di street food indiano, con un arredamento stiloso e uno dei più buoni cheese naan (pane al formaggio) mai assaggiati. C’è sempre coda, ma ne vale la pena.

Da Impossible si cena pasteggiando con un buon cocktail (bella selezione di gin). L’ambiente è raffinato e allegro e la musica spesso alta. Io ho ordinato cavolfiori impanati e wrap con halloumi (formaggio grigliato). Hawksmoor ha una cucina creativa – molta carne ma anche piatti veggie – in un ambiente sofisticato, con un conto sulle 50 sterline a testa. Se volete concedervi una coccola, è perfetto.

Birrerie

Naturalmente in quanto a birrerie c’è l’imbarazzo della scelta. Vi consiglio Alvarium, che ha anche buoni cocktail e piatti vegani; Tib Street Tavern, dove bere guardando una partita e Oxnoble Pub, che la domenica propone birra e hamburger – buonissimo il thai veggie con maionese al curry – a 10 sterline.

Il Sinclair Opster Bar (2 Cathedral Gates) è tra i più storici: i proprietari non sono molto simpatici, ma la selezione di birre è pazzesca e costano appena 2,5 sterline.

Il thai veggie burger dell’Oxnoble Pub. © oltreilbalcone

Dalla colazione alla musica dal vivo

Per colazione e all’ora del tè, Sugar Junction è un baretto pittoresco nel Northern Quarter, con buone torte fatte in casa e una vasta selezione di tisane. L’arredamento è composto da bici appese alle pareti e le tazze, a fiori, mi ricordano l’ora del tè del Cappellaio Matto.

Rimanendo nel quartiere, se cercate musica dal vino, il posto giusto è Night and Day: l’ho scoperto per caso e in città è il must.

Dove dormire a Manchester

Per la notte ho optato per il Princess Hotel e lo consiglio. È un piacevole 4 stelle in una posizione strategica. Si trova proprio dietro la Cattedrale, alle porte di Chinatown ed è un’ottimo punto di partenza per raggiungere tutti i quartieri. La colazione è sfiziosa e il personale molto gentile.

Dritte Take Away

Dove ho dormito
Princess Hotel, Princess street
Edifici da vedere
John Rylands Library, 150 Deansgate – Manchester
Chetam’s Library, Long Millgate – Manchester
Università di Manchester, Oxford road – Manchester
Town Hall, Albert square
Cattedrale, Victoria street
Musei
Manchester Art Gallery, Mosley street – Manchester
Museum of Science and Industry, Liverpool road – Manchester
Withworth Art Gallery, Oxford road – Manchester
Craft and Design Centre, Oak street – Manchester
Old Trafford, Trafford Park – Stretford Manchester
Ristoranti consigliati
Happy Season, 59 Faulkner street
Dishoom, 32 Bridge street
Impossible, Peter street
Hawksmoor, 186 Deansgate
Locali
Sugar Junction, Tib street
Night and Day, Oldham street

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