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Giappone, itinerario e informazioni utili per il viaggio

Itinerario Giappone

Pianta on the road: i prugni, che fioriscono ogni anno a febbraio in Giappone.

Un viaggio in Giappone è un’esperienza davvero speciale, ma mai come in questo Paese l’effetto ‘Lost in Translation‘ è dietro l’angolo. È un luogo unico, ma non sempre facile da comprendere, complice una lingua e una cultura molto diverse dalla nostra. I pro: il Giappone vanta una varietà di paesaggi incredibile, una cucina squisita, che va ben oltre il sushi e una cultura millenaria, che si accompagna ai più pazzeschi progressi dell’età moderna. È forse il Paese più stravagante che abbia mai avuto occasione di conoscere. Sembra di arrivare su Marte. Precauzione per l’uso: è necessaria una chiave d’interpretazione per capire e amare il Giappone come merita. Se pensavate di partire impreparati, non è il posto giusto per farlo. In questo post condivido il mio itinerario di viaggio, ma anche tante altre informazioni, logistiche e pratiche, che potrebbero esservi utili prima di partire e per affrontare al meglio il vostro soggiorno, senza arrivare impreparati.

Il mio itinerario in Giappone

Un viaggio in Giappone richiede almeno due settimane, se poi riuscite a ritagliarvene tre o quattro meglio ancora. Pur non essendo enorme, ci sono davvero moltissime cose da vedere: Tokyo da sola è un viaggio nel viaggio.

Detto questo, per la mia prima volta in Giappone, ho scelto di sviluppare un itinerario da Tokyo verso il Sud del Paese, avendo a disposizione 17 giorni in totale. Lo trovate qui sotto!

Cosa fare in aeroporto

Appena sbarcate in Giappone, in aeroporto vi consiglio di fare subito tre cose. La prima è cambiare i soldi: calcolate che 1 euro corrisponde circa a 120 yen giapponesi. Nelle città la carta di credito è accettata un po’ ovunque, ma nei paesini più piccoli, in alcuni ristoranti e per operazioni come i biglietti della metro il contante vi servirà.

Sempre in aeroporto, potete noleggiare un router wi-fi. Avere la connessione vi tornerà molto utile: potrete utilizzare applicazioni che semplificano la vita, da quelle per la traduzione, a google map (orientarsi non è semplicissimi dato che è tutto scritto in giapponese), sino a quelle per gli orari dei treni e l’indicazione dei binari. Per 17 giorni ho speso circa 150 euro: la comodità è che riconsegnerete il vostro router direttamente in aeroporto.

Veniamo alla terza dritta: passate al Visitor Center del Japan Rail Pass per convertire il vostro foglio in biglietto vero e proprio (nel paragrafo che segue ‘Come spostarsi’ vi spiego meglio) e prenotate – gratuitamente – i primi spostamenti in treno che avete in programma.

Metropolitana a Tokyo, dove spesso è importante avere soldi in contanti. © oltreilbalcone

Come spostarsi in Giappone

Il modo più comodo per girare il Giappone è utilizzare i ‘treni proiettile‘, della rete ferroviaria Shinkansen. Si tratta di vere e proprie schegge che collegano le principali città del Paese, procedendo ad una velocità che raggiunge i 320km/h.

Prima di partire, in Italia (o dove abitate), ricordatevi di fare il Japan Rail Pass: può essere acquistato solo fuori dal Giappone e permette un accesso illimitato a tutti i gli Shinkansen, ad eccezione di due tipologie, i Nozomi e i Mizuho. Potete acquistarlo da 7, 14 o 21 giorni (io ho fatto quest’ultimo, pagandolo 486 euro), in base al vostro viaggio.

Una volta in Giappone, dovrete semplicemente convertire il vostro pass in biglietto. Per ogni viaggio che farete, direttamente in stazione prenotate il vostro posto a sedere (non è obbligatorio, ma consigliabile) e scaricatevi l’applicazione www.hyperdia.com per consultare gli orari e i binari dei treni… in inglese.

Il treno proiettile Shinkansen, utilissimo per il proprio itinerario in Giappone. © oltreilbalcone

La magia del bentō

In un viaggio in Giappone avrete senz’altro occasione di sperimentare il bentō. Si tratta di un contenitore con coperchio all’interno del quale ci sono molteplici squisitezze da mangiare: una sorta di ‘schiscetta’.

Li trovate un po’ ovunque, soprattutto in stazione sono molto diffusi. Prima di prendere il vostro Shinkansen acquistatene uno (la scelta è molto vasta): dopo esservi seduti comodi sul treno, potrete fare il vostro spuntino. È un vero e proprio pasto.

Per i vegetariani: purtroppo non ho mai incontrato bentō espressamente veggie, ma spesso alcune delle portate lo sono. Si tratta di spizzicare qui e là, chiedendo collaborazione (e comprensione) ai vostri compagni di viaggio.

Il mitico bentō, acquistato alla stazione di Kyoto. © oltreilbalcone

I taxi

I taxi in Giappone hanno diversi colori: dal giallo al verde, dal rosso al blu. Si chiamano agitando la mano, come a Londra per capirci. Il costo è simile all’Italia (la tariffa base è intorno ai 700 yen, circa 6 euro), ma tenete presente che non si contratta mai: la tariffa è fissa, mettetevi il cuore in pace. La cosa positiva è che nessuno proverà mai a fregarvi, non è culturale.

Tenete presente che le porte del taxi si aprono e chiudono da sole: più di una volta ho avuto il timore di rompere la portiera, dimenticando che fosse automatica (non fate come me). I tassisti sono sempre molto gentili e guidano indossando eleganti guanti bianchi: la loro mise mi ha sempre fatto sentire una principessa.

Un taxi giapponese a Tokyo.
Un taxi giapponese a Tokyo.

In hotel

La vita quotidiana in Giappone ha a che fare con spazi molto piccoli, sia a casa che al lavoro. Tutto è misurato nei pochi centimetri a disposizione per camminare, sedersi, attraversare.

Gli hotel non fanno eccezione: le stanze sono mediamente minuscole. Ho sempre avuto la sensazione di essere Renato Pozzetto nel film Ragazzo di Campagna quando gli mostrano il mini appartamento con il letto a scomparsa. Naturalmente ci si abitua: ricordatevelo però quando fate i bagagli, meglio viaggiare leggeri dato che c’è poco spazio.

In compenso, tutti gli hotel (anche quelli non di lusso) hanno kit di cortesia fornitissimi, che includono sempre un pigiama, solitamente in stile kimono, unisex. Non è geniale? I giapponesi sono sempre molto attenti ai dettagli e per questo li amo molto.

Ah, se prendete l’ascensore, tenete presente che l’1 è sempre il piano terra; mentre il primo piano lo trovate al piano 2. Lo so, è strano.

I pigiami di cortesia nell’hotel Anteroom di Kyoto. © oltreilbalcone

I bagni ad alta tecnologia

I bagni sono sempre pulitissimi, anche quelli pubblici. Lo ammetto, su questo personalmente sono un po’ schizzinosa, ma in Giappone è un vero paradiso. Ovunque – dalle stazioni ai bar – si trovano sempre toilette profumate e splendenti: questo rende gli spostamenti più piacevoli e pratici.

Oltre ad essere puliti, i bagni sono iper moderni. Servirebbe quasi un manuale delle istruzioni, perché il mini-computer posizionato di fianco al wc non è esattamente di facile comprensione.

In compenso offre molteplici alternative: si può optare tra diversi tipi di bidè; l’asse può essere più o meno riscaldata e c’è anche un pulsante per azionare dei rumori (foresta, mare e così via) per avere una privacy ineccepibile anche nei luoghi pubblici.

Il mini-computer con i vari bottoni che si trova accanto al wc.
Il mini-computer con i vari bottoni che si trova accanto al wc. © oltreilbalcone

Al ristorante

Il Giappone offre un’offerta gastronomica pazzesca. I menù, spesso anche a Tokyo, sono solo in lingua locale (quindi incomprensibili). Fuori dai ristoranti però c’è sempre una rappresentazione dei piatti in PVC, che raffigurano fedelmente le portate servite. È una vera e proprio arte: a Tokyo (ve ne parlo qui!) c’è un quartiere dove vengono prodotte, si chiama Kappabashi-dōri.

La mancia non è mai richiesta, anzi, viene considerate un’offesa, quindi evitate di lasciarla. Acqua e tè freddo sono spesso offerti. In alcuni ristoranti c’è un distributore per ordinare: avete presente quello delle sigarette automatiche che si trova in Italia? Ecco, più o meno così. Inserite la carta o più spesso i contanti e scegliete il bottone della portata che volete ordinare. Saranno poi i camerieri a servirvi al tavolo.

Un aspetto negativo (almeno per me): i giapponesi quando mangiano succhiano, che è una delle cose che mi dà più fastidio nel mondo. Avete presente i ramen in brodo o gli udon? Ecco, per mangiarli fanno un rumore che mi fa venire i brividi. È un fenomeno culturale, sono abituati così e non è maleducazione, anzi. Ammetto però che personalmente ho grandi difficoltà a tollerarlo.

Scorpacciata di ramen a Kyoto, insieme al mio compagno Matteo. © oltreilbalcone

Puntualità e sicurezza

I giapponesi sono molto precisi, è risaputo. Le code sono sempre ordinate e composte. Considerate, inoltre, che per loro la puntualità è tutto: non ho mai visto un treno partire in ritardo neanche di un minuto. Allo stesso modo, ricordatevi che se prenotate un ristorante ad un’ora, dovrete presentarvi per tempo. Non è un mondo per i ritardatari come me; arrivare dopo l’orario fissato non è contemplato.

In parallelo, il Giappone è un luogo molto sicuro. Le biciclette vengono parcheggiate senza lucchetto e potete tranquillamente passeggiare per strada con la borsetta aperta senza timore che nessuno rubi niente. Se sei da solo, puoi andare alla toilette, sia che tu sia in stazione o ad un bar, lasciando la tua valigia incustodita, certo che al ritorno la ritroverai.

E a proposito di lasciare la propria valigia, nelle stazioni dei treni e della metro ci sono dei comodissimi sportelli dove potete metterla, se per esempio trascorrete la giornata a visitare una città e poi vi dovete spostare in un’altra.

Nessuno ti fregherà mai in Giappone, non è culturale: non è semplice abituarvisi, ma poi diventa difficile tornare indietro. Allo stesso modo, anche in una grande città come Tokyo, non ci sono quartieri o situazioni poco sicure: potete trotterellare ovunque ed essere sempre tranquilli. È impagabile ed è uno dei tanti aspetti positivi di un viaggio nel Sol Levante.

I coin locker dove lasciare comodamente le proprie valige. © oltreilbalcone

Fumo e cestini

I giapponesi hanno uno strano rapporto con il fumo. È vietato in moltissimi spazi all’aperto: se volete accedervi una sigaretta en plein air dovete cercare gli spazi dedicati. In compenso, in molti locali e ristoranti al chiuso è permesso di fumare. Bizzarro, no?

Per quel che riguarda i cestini è molto semplice: non esistono. Un’altra stranezza locale (sempre dal mio punto di vista). Nonostante questo, città e strade sono pulitissime. Abituatevi a girare con un sacchettino da tenere in borsa, dove mettere i vostri rifiuti. Negli hotel e in pochissimi altri punti avrete poi occasione di liberarvi della spazzatura accumulata. È solo una questione di abitudine.

Gli onsen

I bagni termali con acqua calda – chiamati onsen – sono molto frequenti in Giappone. Spesso si trovano anche negli hotel e ryokan più carini e sono molto utilizzati, soprattuto la notte, a fine serata. Servono per rilassarsi e purificarsi.

Negli onsen ci sono alcune regole che è importante conoscere. Solitamente sono divisi per donne e uomini e vi si entra nudi, senza costume, con un piccolo asciugamano. Prima di entrare nella vasca, la cui acqua è caldissima (circa 43°), ricordatevi di sciacquarvi accuratamente. Infine, purtroppo, è vietato l’ingresso a chi ha tatuaggi sul corpo.

In compagnia di Hello Kitty, una delle icone giapponesi.
In compagnia di Hello Kitty, una delle icone giapponesi. © oltreilbalcone

Lo sviluppo verticale

In Giappone la vita si sviluppa non solo in orizzontale, ma anche in verticale. Soprattutto nelle grandi città – come Hiroshima o Tokyo – bar, ristoranti e negozi si trovano nei grattacieli ai piani superiori.

Tenetene conto quando cercate qualcosa, viceversa rischiereste di perdervi parte di quello che questi luoghi hanno da offrire. Da sapere anche che alcuni locali chiedono una cover charge di ingresso per i turisti, che può andare dai 500 ai 1000 yen (circa 4-8 euro).

Ora che siete entrati nel mood della destinazione, non mi resta che augurarvi Buon Viaggio, certa che il Giappone sarà un’esperienza indimenticabile.

DRITTE TAKE AWAY

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