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Scoprire Salvador de Bahia, il cuore nero del Brasile

Salvador de Bahia cosa vedere © oltreilbalcone

Pianta on the road: gli alberi di jacaranda che colorano la baia di Todos os Santos a Salvador de Bahia.

Ci sono luoghi la cui anima è sempre in festa e Salvador de Bahia è uno di questi. Nel Nord-Est del Brasile, è una città solare e vibrante, dove batte un cuore africano. Vi suggerisco cosa fare, tra musei, spiagge, spettacoli della tradizione, capoeira, street art, quartieri da non perdere – inclusa una favela che merita una visita, anche per supportare la comunità locale – e alcuni indirizzi golosi, ideali per vegetariani (ma non solo).

Salvador de Bahia al primo sguardo

Salvador, come viene più semplicemente chiamata, venne fondata dai portoghesi come São Salvador da Bahia de Todos os Santos ed è la capitale dello stato brasiliano di Bahia. La città è un centro storico e culturale palpitante, caratterizzato da una forte componente afro-brasiliana.

È la patria della capoeira, arte marziale che nasce all’epoca della schiavitù, unendo musica e armonia dei movimenti (e che spesso viene confusa per un ballo); della danza samba de roda e del candomblé, culto locale basato sulla commistione tra le antiche religioni animistiche africane e gli elementi rituali cristiani.

Famosa per il suo carnevale, Salvador ha un aeroporto internazionale e può essere facilmente raggiunta dall’Italia: calcolate circa 14 ore, con uno scalo. Naturalmente il periodo di febbraio è altissima stagione e i prezzi dei voli lievitano.

In questo post vi suggerisco cosa vedere per entrare in contatto con l’anima della città, alcune esperienze da non perdere, gli indirizzi consigliati, dove mangiare e dormire.

Ragazzi a Salvador de Bahia. © oltreilbalcone

1. Assaporare il Pelourinho

Il centro storico di Salvador è il Pelourinho: un susseguirsi di stradine in acciottolato, con eleganti edifici coloniali dai colori pastello e chiese barocche. È una meta turistica, ma comunque suggestiva. Si respira un’atmosfera magica e, soprattutto al tramonto, il ritmo dei tamburi è onnipresente.

Il Pelourinho è sempre trafficato nelle sue vie principali e vi capiterà di incontrare dei gruppi che praticano (tecnicamente si usa il termine, bellissimo, ‘giocare’) capoeira. Potete anche visitare un’accademia storica situata proprio in centro, la Associação Mestre Bimba.

Largo do Pelourinho, uno dei luoghi più frequentati del centro storico. © oltreilbalcone

Perdetevi anche nelle stradine secondarie del Pelourinho, ammirando i murales che colorano le vie e cogliendo i suoi scorci più autentici.

Nel centro storico sorge la Casa degli Olodum, un gruppo musicale di samba reggae, attivo da oltre 40 anni che in questa sede fa prove e riunioni, oltre ad avere un auditorium intitolato a Nelson Mandela.

Uno dei bei murales che colorano il Pelourinho di Salvador de Bahia. © oltreilbalcone

2. Spettacolo folclorico di Bahia

Un’esperienza da non perdere per conoscere le musiche e i balli locali della cultura afro-brasiliana è assistere allo spettacolo Balé Folclórico da Bahia nel Teatro Miguel Santana, nel cuore del Pelourinho.

La mise en place mostra alcune delle espressioni più rappresentative del folclore bahiano, la cui cultura vede fondersi l’influenza europea, a causa della presenza dei coloni portoghesi; quella africana, grazie agli schiavi e quella indigena dei nativi brasiliani.

Nello spettacolo – fatto di balli e canti, con costumi spettacolari – vedrete alternarsi il Pantheon degli Orisha (semidivinità appartenenti originariamente alla mitologia africana); la Danza dei Pescatori; quella del Maculelê; del Samba de Roda e la capoeira. Il biglietto costa circa 12 euro e li vale tutti. (Purtroppo non ho foto perché era proibito scattarne: sarà ancora più una sorpresa quando lo vedrete.)

Atleti di Capoeira a Salvador de Bahia. © oltreilbalcone

3. Passeggiare per il quartiere Barra

Fuori dal centro storico, il brioso Barra è un quartiere dinamico e gay-friendly, che si affaccia sul mare. È anche un buon posto dove prenotare il proprio hotel. Io ho pernottato al Sol Barra, un grande albergo a 4 stelle pulito e accogliente, con piscina e vista sulla spiaggia pubblica Porto da Barra, che essendo in una baia vanta un’acqua placida.

Il lungomare è allegro e spensierato: costellato di bar, ristoranti e food truck, è popolato da un acquario umano variegato che mostra come la diversità è ricchezza. Raggiungete a piedi il Farol de Barra, simbolo del quartiere: un faro maestoso alto 22 metri che si staglia tra i forti di Santa Maria e São Diogo.

Il lungomare del quartiere e, sullo sfondo, il Farol de Barra. © oltreilbalcone

4. Assistere al tramonto

In ogni città mi diverto a scovare i miei luoghi preferiti dove ammirare il tramonto. A Salvador ne ho due. Uno è proprio il Farol de Barra. Dietro al faro, sedetevi sugli scogli, lasciandovi cullare dalle onde del mare, osservando il sole che sprofonda nell’Oceano.

Qui noterete, cinti ad un corrimano, i braccialetti colorati e benauguranti de Nosso Senhor do Bom Fin (sono venduti ovunque in città). Le scritte riportate sui braccialetti sono gli auspici di una vita serena (fede, speranza, amore, fortuna…): si legano al polso con 3 nodi e, per ognuno, si esprime un desiderio.

L’altro posto dove fare i romantici è il Forte Mont Serrat, nato con lo scopo di proteggere il porto della città. Il Forte, bianco come zucchero a velo, si trova su una collinetta che domina il quartiere: da qui si ha una bella veduta panoramica sulla spiaggia, che si sviluppa alla sua sinistra, e su Salvador.

I bracciali de Nosso Senhor do Bom Fin al Farol de Barra, al tramonto. © oltreilbalcone

5. Rio Vermelho, il quartiere di Jorge Amado

Eclettico e trendy, questo quartiere è il cuore della movida notturna. Veniteci al tramonto e ordinate una caipirinha in uno dei tavolini che affollano piazza Largo de Santana.

Potete scegliere lo street food che più vi ispira tra i baracchini della piazza e consumarlo dove siete seduti a bere: dalle tapioche preparate sul momento (è una sorta di crêpe fatta con la farina di questo tubero), anche in versione veggie; all’acarajé, specialità locale con pasta di fagioli fritta, ripiena di gamberetti e salsine.

A Rio Vermelho visse il romanziere Jorge Amado: come omaggio, in piazza Largo de Santana c’è una scultura in bronzo che lo ritrae insieme alla moglie Zélia Gattai, seduti su una panchina con il loro cane.

La Casa-Museo di Amado, nel quartiere Rio Vermelho. © oltreilbalcone

Vi consiglio anche di visitare la sua Casa-Museo di Amado, che si trova sempre in questo quartiere (da non confondere con la Fundação che è al Pelourinho). Passeggiando per le stanze e nel suo pittoresco giardino, tra manghi e orchidee – dove è sepolto, insieme alla sua Zélia – sembra di scorgere i personaggi dei suoi libri: da Gabriella, Garofano e Cannella a Dona Flor e i suoi Due Mariti.

Qui ho anche scoperto la passione dello scrittore per le rane: nella sua abitazione e in giardino sono ovunque, raffigurate o come sculture; persino la piscina è dedicata a loro.

L’ingresso al giardino di Jorge Amado, con una delle immancabili rane. © oltreilbalcone

6. La favela Gamboa – Solar do Unhão

Visitare una favela è un’esperienza speciale e quella di Gamboa Solar do Unhão – che ospita circa 400 famiglie, si trova dietro al Museo di Arte Moderna e affaccia sul mare (portatevi il costume!) – ha una bella storia, che merita di essere raccontata e supportata.

Andarci è un ottimo modo per farlo, aiuta a sostenere l’economia locale, oltre a sviluppare scambi e socialità.

La favela Gamboa - Solar do Unhão. © oltreilbalcone
La favela Gamboa – Solar do Unhão a Salvador de Bahia. © oltreilbalcone

Nelle favelas violenza e omicidi sono all’ordine del giorno, ma c’è anche molta solidarietà. La Comunità Bugunçaço, fondata da Joselito Crispim, a sua volta nato in questa realtà, ha sviluppato progetti sociali di sostegno, rendendo Gamboa – Solar do Unhão un esempio modello.

C’è una scuola di musica, dove gli strumenti sono latte e oggetti della quotidianità; un barbiere molto gettonato; un grazioso baretto sulla spiaggia, A Novidade (qui la loro pagina Instagram) e persino un ristorantino, da Dona Suzana: il sabato il piatto del giorno è la moqueca (a soli 15 reales, circa 3 euro), specialità locale a base di pesce, con pepe, coriandolo e latte di cocco.

Il ristorantino casalingo Dona Suzana, all’interno della favela. © oltreilbalcone

Gamboa – Solar do Unhão è anche la sede del MUSAS, il Museo di Street Art di Salvador, nato dal Coletivo Nova 100rdem, un gruppo di artisti che vuole mostrare quanto le favelas possano essere belle e non violente.

Dato che in ogni caso si tratta di realtà complesse, vi suggerisco di venire accompagnati da una guida o dallo stesso Joselito, per farvi raccontare la sua storia. Una curiosità: in questa favela è stato girato anche un video musicale di Anitta, J. Balvin e Tropkillaz: lo potete vedere qui.

Una delle opere di street art della favela. © oltreilbalcone

7. Le spiagge di Salvador de Bahia

Bahia permette di fare una vacanza che unisce cultura e relax: potete approfondire la sua anima afro-brasiliana, andare per concerti, visitare chiese e musei, ma anche oziare nelle sue belle spiagge e baiette.

Tra le spiagge più alternative, vi suggerisco l’intima baia della favela di Gamboa – Solar do Unhão e la Praia do Buracao, alla quale si accede dal quartiere Rio Vermelho. Le spiagge Porto e Farol da Barra, pur non essendo da cartolina, sono piacevoli perché animate e ricche di movimento.

Tra le più frequentate ci sono Praia do Flamengo, tra le palme; Praia do Corsário e Praia de Armação.

La baia alternativa della favela Gamboa – Solar do Unhão. © oltreilbalcone

8. I musei da non perdere

Salvador vanta diversi musei interessanti da visitare: come vi dicevo, non solo mare e feste, ma anche cultura. Soprattutto se non avete occasione di essere in città in occasione del famoso Carnevale (io l’ho mancato per poco, avendola visitata tra dicembre e gennaio), vi suggerisco di andare alla Casa do Carnaval, al Pelourinho.

È un interessante museo interattivo, dove viene raccontato non solo da dove nasce il Carnevale più celebre del mondo, ma anche le sue evoluzioni e come, negli anni, abbia portato allo sviluppo di veri e propri generi e gruppi musicali, oltre alla diffusione dei balli. Per apprezzarlo a pieno è richiesta la comprensione di inglese, portoghese o spagnolo perché ci sono molti video da ascoltare. Non perdetevi l’ultima sala dove sarete invitati a seguire una coreografia a tema!

Il Museo del Carnevale di Salvador de Bahia. © oltreilbalcone

Della Casa-Museo di Jorge Amado a Rio Vermelho vi ho già parlato, al Pelourinho c’è invece la sua Fondazione, ad ingresso gratuito. Molti dei romanzi dello scrittore avevano come scenario il centro storico di Salvador, anche se lui non visse mai in questo quartiere. Prendetevi una spremuta nella caffetteria della Fondazione, arredata con le copertine dei suoi libri, tradotti in oltre 60 lingue.

Altra tappa consigliata è il MAM, Museo di Arte Moderna., che sorge in un elegante edificio del XVI secolo, incorniciato da alberi di jacaranda e affacciato sulla baia di Todos os Santos. Un tempo in questa cornice sbarcavano gli schiavi africani. Oggi il complesso, che comprende un giardino di sculture e una cappella trasformata in sala museo, ospita opere di grandi artisti moderni brasiliani.

Uno scorcio del Museo di Arte Moderna di Salvador de Bahia. © oltreilbalcone

9. I love Shopping a Salvador de Bahia

Salvador è una città ideale per fare acquisti: per voi stessi o per comprare i regali da portare a casa. Nel Pelourinho ci sono molti negozietti che propongono artigianato locale e splendide stoffe e vestiti africani, con geometrie e disegni fantasiosi e variopinti.

In largo Terreiro de Jesus fate tappa nel negozio di Havaianas (le infradito in gomma, avete presente?): c’è una varietà di modelli sorprendente e i prezzi sono competitivi.

Un altro luogo che consiglio agli/alle shopaholic è il Mercado Modelo. Aperto dalle 9 alle 18, è uno spazio al coperto dove si trovano gli articoli tipici di Bahia, dall’abbigliamento ai gioielli, sino a tamburi, borsette in paglia e alcolici, tra cui l’immancabile Cachaça, il liquore usato per la Caipirinha. Appena fuori c’è un palco dove si allenano atleti di Capoeira.

La Feria São Joaquin piacerà anche ai meno avvezzi allo shopping. È un mercato popolare, per nulla turistico, dove scoprire i colori, odori, musiche e sapori di Salvador. Qui – tra frutta e verdura – troverete olio di cocco come se piovesse (quello puro, da usare per corpo e capelli, ma anche per cucinare); collane; utensili in legno per la cucina e molto altro.

Una signora vende scaglie di cocco al mercato São Joaquin. © oltreilbalcone

10. Salvador a tavola

La città offre grandi opportunità anche a tavola, riservando piacevoli sorprese per i vegetariani. Nel mio viaggio nel Nord-Est del Brasile mi ero abituata a mangiare riso, fagioli, platano fritto (buonissimo!) e uno strano concetto di insalata, a base di carote e patate. Altre verdure, banalmente quelle verdi: non pervenute.

A Salvador la svolta: ci sono almeno 4 ristoranti esclusivamente vegetariani e vegani, più molti altri che offrono opzioni veggie-frendly. Tra i primi, vi suggerisco Romã, che a dispetto del nome non ha nulla a che vedere con l’Italia e propone una cucina naturale a buffet: la varietà dei piatti è ampia, il prezzo ottimo (50 reales, 11 euro) e la location graziosa, con una bella parete dove è dipinta Frida.

Un altro indirizzo da scoprire è Rango Vegan, 100% vegetariano, nel quartiere Santo Antônio, in un angolino nascosto e pittoresco, a 5 minuti a piedi dal Pelourinho ma lontano ani luce dalla sua frenesia, con una veranda en plein air con vista sull’isola di Itaparica. Per accompagnare il pasto, ordinate un succo (freschissimo!) al lime o al frutto della passione.

Il ristorante vegetariano Rango Vegan a Salvador de Bahia. © oltreilbalcone

Spostandovi completamente, nel quartiere Barra, il Portal do Mar offre piatti tipici della cucina di Bahia, sia di carne che pesce, ma anche buone pizze (per gli standard locali, naturalmente).

Il proprietario è californiano e parla bene italiano; il locale ha simpatiche tovaglie a quadretti rosse e bianche e si trova sul lungomare. Se vi siete stancati di birra e caipirinha, qui trovate vini dignitosi.

La bellezza di Salvador de Bahia

Salvador de Bahia è una città che mette allegria. È coinvolgente e ti trascina nella festa: poco importa se non sai ballare, vieni risucchiato in un vortice di colori, suoni, profumi che ti rimangono piacevolmente addosso.

Forse, a renderla così speciale, è il suo passato travagliato, fatto di contaminazioni, di popoli diversi che si sono scontrati, incontrati, feriti, dando vita a nuove realtà, nuove tradizioni, usanze e religioni (vedi il candomblé). Salvador è variopinta, ma non dimentica mai di rimarcare il suo orgoglio Nero. Fa lo stesso effetto del caffè la mattina: è energia pura.

DRITTE TAKE AWAY

Dove dormire
Sol Barra Hotel, av. Sete de Setembro, 3577 – Barra, Salvador 
Da scoprire
§ Pelourinho 
§ Favela Gamboa – Solar do Unhão
Musei
§ Casa do Carnaval, praça Ramos de Queirós, s/n – Pelourinho, Salvador
§ Casa do Rio Vermelho (Jorge Amado), r. Alagoinhas, 33 – Rio Vermelho, Salvador 
§ Fondazione Jorge Amado, largo do Pelourinho, 15 – Pelourinho, Salvador
§ MAM Museo de Arte Moderna, av. Lafayete Coutinho – Comercio, Salvador
Shopping
§ Havaianas, largo Terreiro de Jesus – Pelourinho, Salvador
§ Mercato Modelo, praça Visc. de Cayru, s/n – Comercio, Salvador
§ Feira São Joaquin 
Ristoranti consigliati
§ Romã, largo do Cruzeiro de São Francisco 7, Salvador
§ Rango Vegan, rua do Passo 62, St Antonio, Salvador
§ Portal do Mar, av. Sete de Setembro 510 – Porto da Barra, Salvador

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