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Naoshima, l’isola dell’arte: museo a cielo aperto del Giappone

Naoshima © oltreilbalcone

Pianta on the road: la zucca gialla, diventata il simbolo di Naoshima, dell’artista Yayoi Kusama.

Se amate l’arte contemporanea e volete fare un’esperienza insolita, inserite Naoshima tra le tappe del vostro itinerario in Giappone. Vi racconto come arrivarci, cosa vedere e come viverla al meglio. Non scoprirete solo un’isola – con un passato di pescatori, fatta di piccoli villaggi tradizionali – ma un progetto artistico. Ovunque ci sono gallerie, opere di land art e sculture, capaci di dialogare con lo scenario naturale dove sono inserite. Persino nei musei (bellissimi!) interno ed esterno si fondono, disegnando nuovi spazi. Tra le chicche da scoprire: il giardino dell’artista Andō Atao, ispirato a quello di Monet a Giverny.

Perché scegliere Naoshima

A Naoshima non ci sono templi incantevoli, non si produce sakè, né stoffe particolari: in compenso, potete respirare arte contemporanea e brezza di mare. Naoshima è la meta giusta per fare un break dal Giappone più tradizionale, assaporando l’incredibile eterogeneità e i guizzi creativi di questo Paese. (Belli i templi, però dopo averne visti tanti, viene voglia anche di altro).

L’isola, che conta poco più di 16 chilometri di circonferenza, si affaccia sul mare Seto, calmo come un lago e dal clima sempre mite. Un tempo la principale attività era la pesca, ma i ricavi erano scarsi. Negli Anni ’90 la Benesse Corporation scelse Naoshima come sede della sua più ricca collezione d’arte moderna.

Una delle tante sculture che si incontrano passeggiando per Naoshima.
Una delle tante sculture che si incontrano passeggiando per Naoshima. © oltreilbalcone

Da allora l’isola ha subito una profonda trasformazione: le case disabitate sono state ristrutturate e trasformate in gallerie d’arte. Oggi, ovunque, le installazioni – fuori e dentro gli spazi espositivi – si susseguono, in un museo a cielo aperto, richiamando artisti da tutto il Paese.

Il bello è che l’avanguardia artistica non ha snaturato i villaggi di pescatori, fatti di piccole stradine, antiche case in legno e giardini mignon. Naoshima conserva un sapore autentico e uno spirito rivoluzionario. Il meglio della contemporaneità si è inserito in un contesto tradizionale, rispettandone i ritmi naturali e lenti.

Una fermata d'autobus d'autore a Naoshima.
Un’opera d’arte ironica nel paesino di Honmura, a Naoshima. © oltreilbalcone

Come raggiungere Naoshima

Da Tokyo (leggi l’articolo dedicato) calcolate circa 5 ore per arrivarci. In generale, ovunque vi troviate, il treno veloce Shinkansen arriva sino alla cittadina di Okayama. Da qui dovete prendere un treno JR locale (incluso nel Japan Rail Pass) e scendere al capolinea, ad Uno.

A due minuti a piedi dalla stazione c’è l’imbarco dei traghetti (si tratta di piccole imbarcazioni, non aspettatevi chissà cosa). Munitevi di monetine perché non accettano carte di credito e spesso non hanno il resto: il biglietto della traversata costa circa 2 euro. In meno di venti minuti approderete sull’isola di Naoshima.

L'isola al tramonto, ammirata dal traghetto.
Naoshima al tramonto, ammirata dal traghetto. © oltreilbalcone

I porti di Honmura e Miyanoura

Ci sono 2 paesini principali, ai lati opposti dell’isola, entrambi affacciati sul mare: Honmura e Miyanoura. Sono due piccoli porti, a misura d’uomo: hanno mantenuto il loro aspetto tradizionale e sono molto graziosi. I traghetti che partono da Uno arrivano in uno o nell’altro (verificate bene la destinazione che vi interessa).

Passando per l’interno, se da Honmura dovete raggiungere Miyanoura o viceversa (circa 10 minuti di macchina), prendete un autobus. I mezzi pubblici collegano bene i principali punti di interesse di Naoshima. Considerate che, il più delle volte, vi potete anche muovere a piedi o in bici.

Bus pubblico a Naoshima.
Bus pubblico a Naoshima, con dipinta la Zucca Gialla, simbolo dell’isola. © oltreilbalcone

Museo Benesse House

Affacciato sul mare, il Benesse House è il luogo dal quale si è sviluppata la personalità artistica dell’isola. Oltre ad essere un museo (aperto dalle 8 alle 21), è anche un hotel di lusso. La struttura stessa dell’edificio è un’opera d’arte, firmata dal celebre architetto Andō Tadao.

Fra i pezzi esposti ci sono opere di Andy Warhol, Basquiat e artisti giapponesi come Ōtake Shinrō. La mia installazione preferita sono due pietre levigate sulle quali sei invitato a sdraiarti: con il naso all’insù, si contempla il cielo incorniciato da quattro pareti, senza il soffitto.

La costa circostante e la foresta che avvolge il Benesse House sono costellate di opere d’arte, in un connubio armonioso tra natura e architettura.

Una delle installazioni del museo Benesse House di Naoshima.
Una delle installazioni del museo Benesse House di Naoshima. © oltreilbalcone

Museo d’Arte Chichu

Dal Benesse House parte una navetta gratuita che fa la spola con il Chichu Art Museum, altra creazione di Andō Tadao che, per capirci, sta all’isola un po’ come Cesar Manrique sta a Lanzarote. Il museo sorge in un giardino ispirato a quello del pittore Monet a Giverny.

Anche qui l’edificio è un’opera d’arte, formata da spazi sotterranei con pareti in cemento, con prospettive geometriche, giochi di pieni e di vuoti, di luce e buio, con fessure che disegnano forme e si trasformano in spazi dalle infinite prospettive.

Ci sono 4 stanze da visitare che danno vita a vere e proprie esperienze, di varia natura, come entrare nel quadro di James Turrell o ammirare alcune opere di Monet in ciabatte. Da sapere: l’entrata al museo si prenota solo online sul sito ufficiale (potete farlo anche il giorno stesso); dovete inoltre scegliere l’orario esatto perché gli ingressi avvengono a scaglioni definiti.

Al Chichu Art Museum, dove l'edificio in cemento dialoga armoniosamente con la Natura circostante.
Al museo Chichu, dove l’edificio in cemento dialoga armoniosamente con la Natura circostante. © oltreilbalcone

La zucca gialla e rossa

L’eccentrica artista giapponese Yayoi Kusama, nota anche come l’artista dei pois per la sua predilezione per i pallini, ha firmato due installazioni che sono diventate il simbolo dell’isola.

Entrambe posizionate a pochi passi dal mare, potete ammirare la Zucca Gialla (in copertina a questo post) a pochi minuti a piedi dal museo Benesse House. La Zucca Rossa si trova invece al porto di Miyanoura.

Le ninfee nel giardino del museo Chichu, ispirato a quello di Monet.
Le ninfee nel giardino del museo Chichu, ispirato a quello di Monet. © oltreilbalcone

Art House Project

Nel villaggio di Honmura, alcune case tradizionali in legno – che erano state abbandonate – sono tornate protagoniste grazie alla contaminazione con l’arte dell’Art House Project. Restaurate ed affidate ad artisti contemporanei, oggi ospitano fantasiose installazioni e sono aperte al pubblico.

Fate il biglietto cumulativo – che vi permette di visitarle tutte – al centro di Informazioni Turistiche, vicino al porto. I vari siti sono a breve distanza a piedi tra di loro. Tra le mie preferite: la casa Haisha di Ōtake Shinrō, che ospita la rivisitazione della Statua della Libertà e l’antica abitazione Kadoya, dove tra le varie opere c’è una piscina che dà i numeri.

Una dritta: recatevi come prima cosa all’installazione luminosa di James Turrell nel Minami-dera: qui gli ingressi sono a orari definiti, prenotatelo e nell’attesa visitate gli altri siti.

L'opera "banzai corner" di Yurinori Yanagi.
L’opera “banzai corner” di Yurinori Yanagi. © oltreilbalcone

Bath I Love Yu

Per concludere la giornata in assoluto relax, concedetevi qualche ora in questo originale bagno pubblico: Bath I Love Yu. ‘Yu‘ in giapponese significa ‘acqua calda’. Progettato dall’artista Ōtake Shinrō, è variopinto ed eccentrico: non capita tutti i giorni in fondo di scorgere un elefante guardando il soffitto.

Anche in questa occasione, la tradizione giapponese – in questo caso dei sentō (bagni pubblici termali) – si sposa con l’arte contemporanea. Il Bath I Love Yu si trova ad una manciata di minuti a piedi dal porto di Miyanoura.

Informazioni pratiche: è aperto dalle 13 alle 21, chiuso il lunedì.

Il bagno termale 'artistico' Bath I Love Yu di Naoshima.
Il bagno termale ‘artistico’ Bath I Love Yu di Naoshima.

Informazioni pratiche

Per visitare l’isola vi suggerisco di fermarvi un giorno e una notte. Se il genere vi piace, sappiate che nei dintorni ci sono anche altre isole minori da scoprire, sempre a tema artistico, come Inujima e Teshima. In questo caso prendetevi uno o due giorni in più.

Ad eccezione del Benesse House, che è un Signor hotel, a Naoshima ci sono soprattutto pensioni a conduzione familiare. Io ho dormito a La Curación: un appartamento – pulito e spazioso – a Tsumuura, mezz’ora a piedi e 6 di bus da Honmura.

La scelta di ristoranti non è vasta, soprattutto la sera: molti di quelli aperti per pranzo sono infatti chiusi. Questo perché c’è molta meno gente, diversi turisti infatti fanno un’escursione in giornata e nel tardo pomeriggio lasciano Naoshima.

Ma è questo il bello: per cena avete l’occasione di condividere il pasto con la gente dell’isola nelle taverne locali, molto caratteristiche. Naturalmente, scordatevi di trovare menù in inglese.

Una scultura a Naoshima che invita a sedersi e godersi il paesaggio.
Una scultura a Naoshima che invita a sedersi e godersi il paesaggio. © oltreilbalcone

Tra arte e natura

Anno dopo anno, Naoshima porta avanti il suo progetto di comunicazione tra arte e natura, storia e vita.

Decine di artisti sono stati invitati a creare opere per l’isola ed hanno lasciato segni importanti un po’ ovunque. Venire qui significa fare un pellegrinaggio laico votato all’arte e al design. Ed è un’esperienza unica.

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
La Curación, Tsumuura – Naoshima
Da vedere e fare
§ Benesse House
§ Chichu Art Museum
§ Art House Project
§ Bath I Love Yu

SCOPRI ANCHE…
Tokyo, guida prêt-à-porter tra i quartieri della città (leggi l’articolo)

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