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Tokyo, guida prêt-à-porter tra i quartieri della città

Pianta on the road: gli iris nel parco del santuario Meiji-jingū di Tokyo.

La capitale del Giappone è un caos creativo, sospeso tra futuro e passato. Tra grattacieli e templi. Ipertecnologia e cultura millenaria. È una megalopoli colorata, gentile ed eterogenea, con una varietà di persone e luci al neon da far girar la testa. È lontana da tutto, culturalmente e geograficamente: è la città più estranea e al tempo stesso la più accessibile. Non potrà rimanervi indifferente, questo è certo. Vi propongo una mini guida alla volta dei suoi quartieri (ognuno è un mondo a parte!), suggerendovi dove dormire e alcuni indirizzi intriganti, cosa vedere e come muovervi appena arrivati in città, quando vi sentirete degli alieni appena giunti in una nuova galassia.

Tokyo: precauzioni per l’uso

Come prima cosa, considerate che Tokyo è enorme e sembra non avere confini. Conta oltre 13 milioni di persone (riuscite a immaginarvelo?) ed ogni quartiere è una città nella città.

Vanta musei all’avanguardia, giardini lussureggianti, templi antichi e una cultura pop che trasuda da ogni angolo. E ancora: una cucina pazzesca e cocktail preparati ad arte. Veniamo ai difetti: l’inglese lo parlano pochissimo e male (senza offesa, eh).

Uno scorcio di Tokyo.
Uno scorcio di Tokyo. © oltreilbalcone

Tornando ai pregi, non è una città cara e il fatto che sia una delle metropoli più sicure e organizzate al mondo rende semplice (e piacevole) perdervisi. Nessuno tenterà mai di fregarvi o di rubarvi la borsetta. Per strada si sentono le cicale frinire: le auto sono elettriche e non fanno rumore.

Fate un abbonamento alla metropolitana per i giorni in cui vi fermate in città: è il modo più comodo per muoversi. Alle 13 linee della metro si aggiunge la JR Jamanote, una circolare che collega i quartieri più importanti, coperta dal vostro JR Pass, quello che vi permette di viaggiare in tutto il Giappone con treni ad alt(issim)a velocità, i mitici Shinkansen.

Un negozio di Tokyo.
Un negozio di Tokyo. © oltreilbalcone

Spazi urbani e persone

La densità degli edifici di Tokyo non trova eguali né a Shangai né altrove (unica rivale Hong Kong). Dovrete quindi abituarvi a pensare che passeggiando per strada vedrete solo una minima parte di quello che offre la città: punti di interesse e locali sono spesso al 10° o 20° piano di un grattacielo.

A tal proposito, l’architetto Fumihiko Maki ha inventato il concetto di Oku: ci sono luoghi incastrati tra le cose; ci si può trovare in mezzo e chiedersi ‘Dov’è?’.

Le persone a Tokyo sono sempre molto eleganti. In modo eterogeneo, ma eleganti. Per strada convivono individui vestiti con il kimono, donne con abiti raffinati, uomini in colletto bianco, ragazzini con divise da collage (quelle dei cartoni, ricordate?) e gente travestita da Pickachu. C’è di tutto. E di più.

Per le strade di Tokyo.
Per le strade di Tokyo. © oltreilbalcone

Shibuya, il centro nevralgico

A Tokyo interi quartieri dalla vita placida resistono indisturbati a pochi passi dal caos e dai luoghi più turistici. Sia gli uni che gli altri meritano di essere scoperti perché creano quel complesso e deliziosamente folle mosaico che è la capitale del Giappone.

Shibuya è uno dei cuori pulsanti della città. È un flusso ininterrotto di persone, luci al neon, grattacieli, sopraelevate, video luminosi e suoni. Molto frequentato dagli adolescenti, qui trovate molteplici ristoranti e negozi di ogni genere, dai brand popolari internazionali (Zara & co), a store specializzati in bacchette magiche di Sailor Moon.

Ma soprattutto è il quartiere dedicato ad Hachikō. Lo ricordate? Il cane di razza Akita diventato simbolo di fedeltà verso il suo padrone. Dopo la sua morte, il cane ha aspettato il suo ritorno davanti alla stazione di Shibuya per 10 anni ed oggi è celebrato come un’eroe nazionale.

Il famoso incrocio di Shibuya.
Il famoso incrocio di Shibuya, a Tokyo. © oltreilbalcone

Cosa vedere a Shibuya

Naturalmente la statua di Hachikō, appena fuori dalla stazione e dalla metropolitana (Hachikō Exit, non potete sbagliarvi). In questo modo sbucherete anche sull’Incrocio di Shibuya: pare che sia l’attraversamento pedonale più trafficato del mondo, spesso utilizzato al cinema, da Lost in Traslation a Fast and Furious.

Il quartiere è famoso anche per i tanti love hotel, che si concentrano nella cosiddetta Love Hotel Hill. Si tratta di alberghi dove fare l’amore in modo fantasioso. Le stanze sono tematiche e ad ore: da Biancaneve ai costumi più sadomaso, se volete regalare qualche perversione alla vostra vita di coppia questo è il posto giusto. La privacy è totale!

La statua di Hachikō a Shibuya, Tokyo. © oltreilbalcone

Harajuku e Aoyama, shopping e templi

In questi quartieri si fondono sacro e profano. Cominciamo da quest’ultimo.

La moda e gli stili di Tokyo

Harajuku e Aoyama sono una delle principali aree di shopping e tendenza della città. Da Omotesando, dove le boutique di fascia alta si trovano all’interno di edifici di design, veri e propri esemplari di architettura contemporanea; sino a Takeshita-dōri, dedicata alle mode giovanili, in stile gothic lolita, rockabilly, punk e cyber-punk. I negozi chiudono verso le 21.

Arrivate sino a Cat Street, una delle mie zone preferite di Tokyo. È un dedalo di viuzze pedonali dall’atmosfera hipster, con edifici bassi e stilosi: brulica di negozi con marchi di nicchia, di parrucchieri aperti sino a tardi, locali trendy e ristoranti sfiziosi, ma informali.

Nel negozio Line Friends di Omotesando.
Nel negozio Line Friends di Omotesando. © oltreilbalcone

Tra parchi e templi

Tornando al sacro, visitate il suggestivo santuario scintoista Meiji-jingū, che si trova all’interno dell’omonimo parco composto da giganteschi viali alberati. Un imponente torii (portale sacro) di legno – alto 12 metri e scolpito nel tronco di un cipresso giapponese di 1500 anni – dà accesso al santuario.

Nel parco, rinomato per la fioritura degli iris a giugno, perderete completamente la percezione di essere in città: è uno splendido polmone verde. Il tempio merita la visita perché è uno dei pochi a conservare un’atmosfera autentica.

Nei quartieri di Harajuku e Aoyama si trova anche il mio parco preferito di Tokyo, lo Yoyogi-kōen. Bello perché vivo. Qui le persone fanno yoga, girano in skate, giocano con il frisbee, creano originali coreografie palleggiando a ritmo di musica e si siedono sulle panchine davanti al laghetto a bere una birra ed ammirare il tramonto.

Il parco Yoyogi-kōen di Tokyo.
Il parco Yoyogi-kōen di Tokyo. © oltreilbalcone

Ginza e il lusso

È il quartiere posh, dell’eleganza e delle grandi firme, ma anche delle gallerie d’arte. Oltre ai negozi di lusso (che fanno apparire quelli sulla Quinta strada di New York cosa di provincia), qui trovate anche gli store dei brand locali popolari più famosi, come Uniqlo e Muji (shopping consigliato!).

E poi ci sono i grandi magazzini raffinati – come Matsuya e Mitsukoshi -, che al piano interrato celano squisite boutique gastronomiche: un pranzo è d’obbligo (e non vi costerà una fortuna). È anche uno dei quartieri più veggie-friendly di Tokyo (ve ne parlerò presto in un post dedicato).

La boutique di Hermes a Ginza, Tokyo.
La boutique di Hermès a Ginza, Tokyo. © oltreilbalcone

Gli indirizzi di Ginza

Concedetevi una pausa nei giardini Hama-rikyū del Palazzo dell’Imperatore, uno dei più raffinati della città, tra laghetti, papere e antiche case da tè perfettamente conservate.

Poi scoprite lo Shideido Parlour, un’elegante caffetteria storica fondata nel 1902: se per prendere un tè con biscotti bisogna mettersi in coda (e potete anche evitare), al piano interrato c’è una galleria d’arte gratuita.

Il mio negozio preferito del quartiere ha per protagonista la carta. Da Kyukyodo trovate ventagli, cartoline, carte da parati variopinte e scotch fantasiosi. È in attività dal 1663 e si respira un’atmosfera magica.

I giardini Hama-rikyū del Palazzo dell’Imperatore, a Ginza. © Matteo Ioppolo

Asakusa e il suo mondo antico

Benvenuti nell’antico quartiere del periodo Edo, che conserva l’atmosfera della città vecchia. Qui i grattacieli sono lontani anni luce: al loro posto trovate le case tradizionali, in legno e basse, negozi di tessuti e antiquariato locale.

È un ottimo posto dove mangiare, ci sono molteplici izakaya. Sono delle osterie caratteristiche: avete presente quelle con le porte scorrevoli, dove lavorava il papà M’Arrabbio in Kiss Me Licia? Ecco, loro!

Una delle caratteristiche izakaya dove mangiare, ad Asakusa.
Una delle caratteristiche izakaya dove mangiare, ad Asakusa. © oltreilbalcone

Dopo aver visitato l’antico tempio Sensō-ji, intorno al quale si sviluppa il quartiere, fate una passeggiata tra le bancarelle di Nakamise-dōri e Kannon-dōri, che vendono di tutto, tra oggetti di artigianato e street food: spiedini di caramelle, latte di banana, creaker di riso, biscottini con forme di animali ripieni di fagioli e tante altre curiosità.

Se volete prendere un risciò, questo è il posto giusto: sono condotti da giovani aitanti giapponesi con polpacci da fare invidia a Juri Chechi e cappelli a forma di pagoda (mettete in conto che il giro non è economico). Ad Asakusa c’è anche la maggiore concentrazione di donne e uomini vestiti in kimono.

Risciò nel quartiere di Asakusa, a Tokyo.
Risciò nel quartiere di Asakusa, a Tokyo. © oltreilbalcone

Cosa vedere ad Asakusa

Oltre al tempio Sensō-ji di cui vi ho già parlato, per ammirare la città dall’alto salite sulla Tokyo Sky Tree, è la torre a struttura indipendente più alta del mondo (634 metri), suggestiva anche la notte quando è illuminata. Già che ci siete date un’occhiata anche all’edificio della birra Asahi: è stato disegnato da Philippe Starck.

Ad Asakusa si trova il parco di divertimenti di Hanayashiki, il più antico di Tokyo: conserva un’atmosfera poetica e retrò, con le sue giostre a cigno e a forma di tanti altri animali.

Alcune amiche in kimono intente a scegliere un gelato ad Asakusa.
Alcune amiche in kimono intente a scegliere un gelato ad Asakusa. © oltreilbalcone

Il mondo della cucina di Kappabashi-dōri

Spingetevi sino a questa strada: Kappabashi-dōri è una via di meno di un chilometro costellata di negozi che vendono tutto ciò che riguarda il mondo della cucina. Alcuni store sono in attività da oltre un secolo, come la coltelleria Kamata Hakensha.

Molti negozi vendono le rappresentazioni dei piatti in PVC, fatte a regola d’arte. Sono incredibili riproduzioni di pietanze (sembrano vere!) – Sampuru – che poi i ristoranti espongono in vetrina: hanno lo scopo di rappresentare fedelmente i piatti serviti all’interno.

Le rappresentazioni dei piatti in PVCa Kappabashi-dōri.
Le rappresentazioni dei piatti in PVC a Kappabashi-dōri. © oltreilbalcone

Akihabara, tra manga e tecnologia

Tokyo è l’unico posto al mondo dove la tecnologia si trasforma in attrazione. Chiamata anche “città elettrica”, Akihabara è il quartiere dell’high tech e la culla della cultura otaku, nata negli Anni ’80 dalla passione per i manga, gli anime (film d’animazione) e i giochi elettronici. In sintesi: nerd e smanettoni informatici si riuniscono qui.

Mi sono sentita un’aliena (non è esattamente il mio mondo), ma è un’esperienza da provare. Entrate in un Maid Café: sono locali a tema dove consumare cibi o bevande serviti da cameriere vestite da dark lolite, Hello Kitty, governanti francesi, studentesse (e molto altro), devote ai clienti.

Da Yodobashi Akiba trovate qualsiasi genere di prodotto nel campo dell’elettronica; mentre Super Potato è il negozio (una catena in realtà) giusto se siete in cerca di videogiochi retrò Anni ’80 e ’90. Prendetevi una pausa da questo strambo mondo nel bel giardino Koishikawa Kōrakuen e, tra iris e susini, attraversate il Ponte della Luna Piena, che risale all’inizio del periodo Edo.

Uno scorcio del quartiere di Akihabara a Tokyo.
Uno scorcio del quartiere di Akihabara a Tokyo. © oltreilbalcone

Shinjuku e la movida notturna

Pare che Ridley Scott, per gli scenari di Blade Runner, abbia preso spunto da Shinjuku. Per la sua stazione passano ogni giorno circa tre milioni di persone: più che un quartiere, una città nella città.

Merita una visita soprattutto dopo il tramonto, per bere un bicchiere al Golden Gai. È una zona popolare formata da 6 piccole strade parallele dove si concentrano circa 280 minuscoli bar (dai 10 ai 15 metri quadrati) che propongono whisky, sakè, calici di vino e cocktail.

Usati come bordelli sino alla fine degli Anni ’50, quando la prostituzione diventò illegale furono trasformati in bar e, negli Anni ’60 e ’70, diventò il posto favorito di scrittori, registi ed artisti. Oggi molti di questi baretti chiedono una cover charge di ingresso (oltre al prezzo di quello che berrete), il mio suggerimento è di entrare in quelli con affisso il cartello ‘No cover charge’.

Bottiglie di whisky in uno dei minuscoli bar del Golden Gai.
Bottiglie di whisky in uno dei minuscoli bar del Golden Gai. © oltreilbalcone

Indirizzi e cosa vedere a Shinjuku

Al Golden Gai entrate da Kotets: è il nome sia del locale che del proprietario, che veste sempre un cappello Borsalino. In attività dal 1976, propone oltre 220 etichette di whisky; mi ha raccontato che “a causa delle dimensioni ridotte, tengo solo bottiglie giapponesi e scozzesi” (non ama il whisky irlandese).

Accanto alla stazione di Shinjuku, un paio di viette strette prendono il nome di Yakitori Alley (Omoide Yokocho). È qui che, all’interno di minuscoli ristorantini da una decina di coperti, tutti al bancone, potrete provare gli spiedini di carne più buoni del mondo. Sono gli yakitori: composti da pollo o frattaglie, grigliati solitamente su carbonella. Astenersi vegetariani (io mi sono limitata a fare compagnia alla mia dolce metà).

A Shinjuku fate una passeggiata serale nella zona gay e nel quartiere a luci rosse Kabukichō. Da vedere, ma di giorno, il bel parco Gyoen, con una serra lussureggiante con orchidee e ninfee variopinte.

Le ninfee del parco Gyoen di Tokyo.
Le ninfee del parco Gyoen di Tokyo. © oltreilbalcone

L’alternativa Shimokitazawa

Per raggiungere Shimokitazawa dovete fare un biglietto aggiuntivo della metropolitana (parliamo di pochi yen), ma ne vale la pena. È un quartiere alternativo, dove si respira uno spirito hippy.

Formato da stradine strette ed edifici bassi, pullula di negozi di vintage, vecchie botteghe, ristoranti a gestione famigliare e bar underground. Per strada ci sono giovani che suonano promuovendo sé stessi, mentre la sera potete ascoltare musica dal vivo di gruppi indipendenti.

Una delle arterie principali di Shimokitazawa a Tokyo.
Una delle arterie principali di Shimokitazawa a Tokyo. © oltreilbalcone

Roppongi e l’arte

Questo quartiere è rinomato da sempre per la sua vita notturna. In tempi più recenti invece si è reinventato grazie a nuovi progetti architettonici: tra edifici e grattacieli di design, brulica di musei, ristoranti, negozi e gallerie d’arte.

Da vedere, tra tutti, il Museo d’Arte Mori, un gigantesco spazio espositivo d’arte contemporanea con soffitti alti e panorami mozzafiato: da qui potete anche ammirare una veduta sublime della città. E se non vi basta, salite sino all’ultimo piano della Mori Tower, dove si trova il museo: al piano 52F (ci vuole un biglietto a parte), a 250 metri d’altezza, la vista su Tokyo non ha eguali.

La mostra 'The soul trembles' dell'artista Shiota Chiharu al Museo d'Arte Mori di Tokyo.
La mostra ‘The soul trembles’ dell’artista Shiota Chiharu al Museo d’Arte Mori di Tokyo. © oltreilbalcone

Tutt’intorno alla Mori Tower, che fa parte del progetto immobiliare Rappongi Hills, la zona è disseminata di arte pubblica. Ammirate per strada il monumentale ragno di Louise Bourgeois: se siete stati a Bilbao, sapete di cosa parlo. Da scoprire anche il Giardino Mohri, che riproduce un giardino di epoca Edo.

Tappa golosa da Café Crepe Rappongi Hills: le crepe sono giganti e quella alla cheesecake con panna e fragole è da urlo; se preferite, le potete ordinare anche in versione salata.

Il ragno di Louise Bourgeois a Rappongi, Tokyo.
Il ragno di Louise Bourgeois a Rappongi, Tokyo. © oltreilbalcone

Odaiba e la baia di Tokyo

La linea Yurikamome – una monorotaia automatica senza conducente che viaggia in esterno regalando bei panorami della città – conduce alla baia di Tokyo ed ad Odaiba, un’isola artificiale. Anche in questo caso dovete fare un biglietto aggiuntivo perché non è coperta dalla linea JR né dalla metro.

Si trova qui il nuovo Mercato del Pesce – fermata Toyosu – che nel 2018 ha traslocato dalla pittoresca cornice di Tsukiji. Vi anticipo che, nonostante ami alla follia i mercati, non ha senso venire sin qui per vederlo.

La nuova sede è sicuramente più funzionale per chi ci lavora, ma poco suggestiva per i turisti, che possono osservare gli spazi solo da una balconata a vetri. Le aste del pesce si svolgono la mattina verso le 5, al di fuori di questo (che in ogni caso vedrete come una sorta di acquario e non vale la levataccia) non c’è nulla da vedere. Non aspettatevi di girare tra i vicoli di un mercato.

Ci sono però altre ragioni per spingersi da queste parti.

La mascotte del nuovo Mercato del Pesce.
La mascotte del nuovo Mercato del Pesce. © oltreilbalcone

Cosa fare nella Baia di Tokyo

Una delle esperienze più originali che ho fatto a Tokyo è la visita al Mori Building Digital Art Museum (25 euro circa e li merita), che si trova sull’isola artificiale Odaiba, insieme ad una spettacolare ruota panoramica.

Il Mori Digital Art Museum è un museo esperienziale. Percorrerete molteplici stanze dove – tra farfalle e petali svolazzanti, fioriture di ciliegi, foreste incantate e labirinti di ghiaccio – sarete catapultati dentro le opere d’arte, con tanti momenti interattivi e poetici. Da provare!

Se non siete esausti, spingetevi sino al Parco Marino di Odaiba, per ammirare una riproduzione della Statua della Libertà alta 11 metri ed una spiaggia artificiale lunga 800 metri.

Il Il Mori Digital Art Museum nella baia di Tokyo.
Il Il Mori Digital Art Museum nella Baia di Tokyo. © oltreilbalcone

Dove dormire a Tokyo

In città c’è l’imbarazzo della scelta: gli hotel sono circa 5.000, di qualsiasi gamma. Potete prenotare il vostro albergo direttamente da Booking o da qualsiasi altra piattaforma utilizzate normalmente. Personalmente, mi sono trovata bene nei due hotel nei quali ho dormito e ve li consiglio.

Uno si trova nel quartiere di Ginza ed è, tra i due, il mio preferito. The Square Hotel ha un design moderno ed accattivante: pareti con mattoni a vista e tonalità grigio metallo (100 euro la camera doppia a notte, ma i prezzi cambiano ovviamente a seconda del periodo). La fermata della metro dista 400 metri a piedi e si trova in un quartiere strategico, piacevole anche da vivere la sera, tra ristoranti e cocktail bar.

La mia camera al The Square Hotel di Tokyo, con i pigiami-kimono di cortesia sul letto.
La mia camera al The Square Hotel di Tokyo, con i pigiami-kimono di cortesia sul letto. © oltreilbalcone

Le camere sono leggermente più grandi rispetto agli standard (in Giappone le stanze sono piccolissime) e c’è anche un onsen incluso nel prezzo: è la SPA giapponese, con piscina riscaldata e bagno turco. Tenete presente che gli accessi sono separati per uomo e per donna e che dentro è obbligatorio essere nudi e non avere tatuaggi.

La colazione non è mai inclusa, ma c’è un bar all’ingresso dove farla: rimane aperto fino a mezzanotte quindi è perfetto anche per un cocktail della buona notte. Il plus: le camere sono dotate di alta tecnologia, grazie ad un iPad regolate luci, aria condizionata, TV e molto altro.

Lo skyline di Tokyo dalla Mori Tower.
Lo skyline di Tokyo dalla Mori Tower. © oltreilbalcone

L’altro hotel che vi suggerisco si trova nel quartiere di Shinjuku, strategico perché interessante da vivere soprattutto la notte, oltre ad essere ben collegato con i mezzi pubblici. Il vantaggio dell’E-Hotel è soprattutto la posizione: si trova a 5 metri dalla fermata della metropolitana ed i prezzi sono più economici rispetto al primo hotel suggerito (circa 80 euro la doppia).

Le camere sono piccoline (in Giappone è la norma), ma pulitissime e graziose. La colazione è convenzionata con il Tully’s Coffee, un bar in stile Starbuck.

Tokyo è gigante

Lo so, ve l’ho già detto, ma è tenetene conto. Potete fermarvi un’intera settimana e, anche così, avrete visto una piccolissima parte della capitale. La città è suddivisa in 23 circoscrizioni e, oltre ai quartieri che vi ho descritto, ve ne sono molti altri.

Vi ho parlato delle zone che ho avuto modo di conoscere e delle aree più strategiche: se siete stati in quartieri che vi hanno entusiasmato e di cui non ho fatto menzione, sarei felicissima se li condivideste nei commenti di questo articolo.

Se invece è il vostro primo viaggio a Tokyo, siate consapevoli di una cosa: vorrete tornarci!

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
§
The Square Hotel, Ginza
§ E-Hotel, Shinjuku
Quartieri da scoprire
§ Shibuya
§
Ginza
§ Harajuku e Aoyama
§ Asakusa
§ Akihabara
§ Shinjuku
§ Shimokitazawa
§ Roppongi
§ Baia di Tokyo e Odaiba

SCOPRI ANCHE…
Naoshima, l’isola dell’arte: museo a cielo aperto del Giappone (leggi l’articolo)

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