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New Orleans, il fascino meticcio della Big Easy

New Orleans © oltreilbalcone

Pianta on the road: i glicini profumati del Garden District di New Orleans.

New Orleans non si visita, si vive. I suoi abitanti la chiamano The Big Easy, il luogo dove tutto è possibile. Ed è così. La città che ha saputo rialzarsi dalle violenze dell’uragano Katrina (e dagli altri che l’hanno seguito), è un concentrato di energia pura. Dove batte un cuore meticcio e la musica non smette mai di suonare. È la città delle ostriche fritte e del gumbo, dei riti Vudù, dei ghost tour, dei locali di Bourbon Street che servono birra e cocktail H24. Ma non solo: dal fascino del French Quarter all’energia vibrante dei quartieri più alternativi, poco battuti dai turisti. E ancora: gli artisti ad ogni angolo; il Dixieland; il blues; il jazz; i sound ed i sapori che spaziano dall’Africa ai Caraibi. Vi racconto i luoghi che mi sono rimasti nel cuore e gli indirizzi da non perdere.

Il melting pot di New Orleans

Affacciata sul fiume Mississippi, New Orleans è la città principale dello stato della Louisiana, nel Sud degli Stati Uniti. La sua anima cosmopolita è il risultato di un passato coloniale: venne fondata dai francesi, poi amministrata dagli spagnoli (e poi di nuovo dai francesi).

È una città dallo stile europeo, come possono esserlo poche altre negli States, vedi San Francisco (leggi l’articolo) e Boston. Al contempo, si respirano ritmi, colori e sapori africani e caraibici. È un crocevia tra la cultura creola (discendenti dei primi coloni europei, soprattutto francesi e spagnoli, per lo più benestanti e provenienti dalla città) e quella cajun (discendenti delle popolazioni francofone esiliate dal Canada, provenienti dalla campagna).

Questo crogiolo originale di culture si riversa in modo inedito nella musica, nella cucina e nelle usanze, regalando a New Orleans un carattere unico. Nel mio viaggio ho avuto la fortuna di conoscere la città con un amico americano che vive qui da oltre 15 anni: quello che ho scoperto, tra indirizzi e quartieri, lo condivido con voi. [Grazie George!]

Case colorate a New Orleans, nel French Quarter.
Case colorate a New Orleans, nel French Quarter. © oltreilbalcone

Il quartiere francese

Soprannominato anche The Quarter, è il quartiere più famoso, progettato dai francesi nel XVIII secolo. È qui che si concentra la città coloniale, con eleganti edifici dal sapore antico, cottage colorati in stile creolo, lampioni a gas, suggestivi cortili e caratteristici balconi in ferro battuto.

Ed è sempre qui che si trovano le leggendarie Royal, Dauphine e Bourbon street, caratterizzate da un susseguirsi di locali che trasudano musica, dove l’alcool scorre a fiumi a qualsiasi ora e in cui la sera c’è la tipica usanza di lanciare collanine ai passanti dai balconi.

Un tipico balcone in ferro battuto con piante del quartiere francese, a New Orleans.
Un tipico balcone in ferro battuto con piante del quartiere francese, a New Orleans. © oltreilbalcone

Bourbon e Royal street

Croce e delizia, insomma. Bourbon street non è frequentata dai cittadini di New Orleans: qui trovate turisti, buttadentro, olezzi poco gradevoli e musica di scarsa qualità a tutto volume. È un acquario umano popolato da ubriachi, personaggi strambi, giovani che festeggiano addii al nubilato e celibato. Ma è da vedere!

Più intrigante è la sua parallela, Royal street. Qui si susseguono diverse gallerie d’arte – belle le opere con Blue Dog, famose in città – e capita spesso di incontrare bravi musicisti per strada.

Un poeta di strada a New Orleans.
Un poeta di strada a New Orleans. © oltreilbalcone

Jackson square

Da non perdere Jackson square, una grande piazza quadrata con giardini recintati, una cattedrale su un lato e il lungofiume sull’altro. È il centro gravitazionale del quartiere, dove si riversano pittori, chiromanti, artisti di strada e poeti, pronti a scrivere una poesia estemporanea per pochi dollari.

Di giorno fate un giro tra i bellissimi edifici e cortili coloniali del quartiere francese e, per qualche ora la sera, tuffatevi nel delirio di Bourbon street & co. Non fate però l’errore di rimanere incastrati nel quartiere francese: c’è un’intera città da scoprire al di fuori!

Quadri di un artista di strada esposti in Jackson square.
Quadri di un artista di strada esposti in Jackson square. © oltreilbalcone

Tra fantasmi e riti Vudù

New Orleans ha un’anima dark, impregnata di mistero e magia. Il suo cuore esoterico è legato alle origini africane e alla deportazione degli schiavi neri, che dalle isole caraibiche giunsero sin qui.

L’incontro del culto cattolico, praticato in città, con i riti e le tradizioni degli schiavi africani diede origine al Vudù, dove i feticci vengono idolatrati come santi, capaci di offrire sollievo o sventura, grazie a formule e pozioni.

Visitate l’Historic Voodoo Museum (7 $ il biglietto) per scoprire il côté ‘oscuro’ di New Orleans e conoscere la storia di Marie Leveau, nota come The Voodoo Queen. Dopo la sua morte in circostanze misteriose nel 1881, pare sia stata avvistata più volte. Ancora oggi c’è chi giura di vederla praticare riti magici.

Se vi appassiona il genere, recatevi in una delle tante agenzie per prenotare una visita guidata del quartiere francese tra fantasmi e leggende. È raro trovare tour in italiano: l’esperienza è intrigante, ma è necessaria una conoscenza buona della lingua inglese (o francese).

Bamboline Vudù all'ingresso dell'Historic Voodoo Museum.
Bamboline Vudù all’ingresso dell’Historic Voodoo Museum. © oltreilbalcone

Il Garden District

Lontano anni luce dalla folla di Bourbon street, il Garden District è il mio quartiere preferito in città (… e giuro che non mi sono fatta condizionare dal nome!).

Caratterizzata da strade alberate e da case grandiose in stile coloniale, incorniciate da glicini profumati e con sedie a dondolo in veranda, è una zona abitata soprattutto da neolaureati e giovani professionisti. Qui trovate molteplici negozi e locali trendy: è un quartiere grazioso sia per una passeggiata che per assaporare sino in fondo l’atmosfera locale, driblando il caos di Bourbon street!

Due indirizzi tra tutti dove fare tappa. Il primo è Nola Mix Records, un simpatico negozio di vinili che spazia tra tutti i generi musicali del globo ed offre anche lezioni a tema. È uno di quei posti dove non sai se siano più interessanti i prodotti in vendita o le persone che lo frequentano. L’altro è Surrey’s Judice Bar, un locale colorato e giovane, ideale per colazioni e pranzi. Sul menù: succhi di frutta freschissimi (ottimo quello al lime!), uova strepitose in tutti i modi e purea di avocado da urlo.

Una delle eleganti case che caratterizzano il verdeggiante Garden District.
Una delle eleganti case che caratterizzano il verdeggiante Garden District. © oltreilbalcone

I quartieri di Marigny e Bywater

A New Orleans la musica non smette mai. Nei locali e per strada – a qualsiasi ora del giorno e della notte – solisti e gruppi raccontano il loro mondo grazie alle note, jazz soprattutto, ma nessun genere è escluso. I quartieri di Marigny e Bywater, vissuti soprattutto dai cittadini e meno dai turisti, sono il posto giusto dove assaporare questa atmosfera in modo autentico.

Perdetevi tra le sonorità di Fisherman street, entrando ed uscendo dai locali che più vi ispirano (il segreto è girare, mai fermarsi in un solo club) e fate sosta per strada, dove si incontrano bravissimi musicisti che tutti ascoltano con rispetto, lasciando sempre una generosa offerta per ringraziarli della performance.

Fate tappa al Frenchmen Art Market: è il posto giusto per scovare qualche regalino artigianale da portare a casa. Oltre ad una selezione di opere d’arte e stampe originali, qui trovate t-shirt, gioielli fatti a mano e altre creatività. Attenzione però: il mercato è aperto solo la sera (dalle 19 all’1). Ma in fondo a New Orleans tutte le cose più belle accadono la notte.

Musicisti per strada nel vivace quartiere di Marigny.
Musicisti per strada nel vivace quartiere di Marigny.

Dove ascoltare ottima musica

Parlando di musica, c’è un posto a New Orleans che non potete assolutamente perdervi: è il Tipitina’s. Il Tips, come lo chiamano quelli del posto, è un leggendario club nella zona di Uptown che ospita alcuni dei concerti più strepitosi della città.

C’è sempre moltissima gente (e coda purtroppo), ma ne vale davvero la pena. Consultate sul sito il calendario eventi: alcuni sono gratuiti, per quelli a pagamento, acquistateli direttamente sul sito: tipitinas.ticketfly.com.

Il leggendario palco del Tipitina's a New Orleans.
Il leggendario palco del Tipitina’s a New Orleans. © oltreilbalcone

I parchi: la New Orleans più Verde

La città vanta diversi polmoni Verdi e per me è stata una (piacevolissima) scoperta! Il principale – in termini di estensione – è il City Park: è più grande persino del Central Park di New-York! Alcune aree ricordano le foreste e le paludi della Louisiana, il paesaggio che abbraccia la città.

Tra querce, tillandsie (piante senza radici sotterranee) e bayou, si susseguono giardini, canali e ponti. Ci sono campi da baseball, rugby, football, un’area gigantesca per il barbecue e un bellissimo lago.

Il lago del City Park a New Orleans.
Il lago del City Park a New Orleans. © oltreilbalcone

Noleggiate una bici per girare il parco: considerate che è lungo quasi 5 chilometri e largo 1,5! Potete utilizzare quelle del comune, le riconoscete perché sono azzurro puffo: ci sono diversi stalli nel parco e basta attivare l’abbonamento per le ore che vi servono. Fatelo direttamente dallo smartphone, con carta di credito.

L’area cani è un parco nel parco: davvero gigantesca ed è anche dotata di parco giochi a quattro zampe. Mai visto nulla di simile! Il City Park ospita al suo interno il Giardino Botanico e un bel Museo d’Arte, incentrato su artisti americani e locali.

Da non perdere il giardino del museo – visitabile gratuitamente – dove sono collocate sculture di tanti artisti, da Magritte a Mimmo Paladino, sino a George Rodrigue, autore dei famosi Blue Dog di cui vi parlavo prima.

Uno dei 'Blue Dog' di George Rodrigue nel giardino del Museo d'Arte del City Park.
Uno dei ‘Blue Dog’ di George Rodrigue nel giardino del Museo d’Arte del City Park. © oltreilbalcone

Armstrong Park

L’ingresso, da solo, vale la visita: un pittoresco arco che strizza l’occhio all’epoca del jazz incornicia con eleganza l’entrata di questo parco. Dedicato a Louis Armstrong, l’Armstrong Park è costellato di statue dei più grandi artisti del jazz.

L'ingresso dell'Armstrong Park.
L’ingresso dell’Armstrong Park. © oltreilbalcone

Da scoprire: Congo square, un tempo gli schiavi si ritrovavano qui la domenica per ballare e suonare. Ancora oggi la piazza è molto frequentata e la musica è rimasta protagonista.

Per un tuffo nel passato, attraversate la strada ed entrate nel J&M Recordind Studio: un tempo studio di registrazione, oggi è una lavanderia a gettoni, ma conserva ancora preziose testimonianze di un tempo che fu, tra le quali un antico jukebox.

Sculture di musicisti all'Armstrong Park di New Orleans.
Sculture di musicisti all’Armstrong Park di New Orleans. © oltreilbalcone

La cucina di New Orleans

L’animo meticcio di New Orleans si riflette bene nella sua cucina. A tavola la cultura francese, africana ed americana si incontrano dando vita ad un mix inedito.

Da un lato la cucina cajun, dove primeggiano piatti come ostriche fritte e gumbo (un incrocio tra lo stufato e la zuppa, a base di gamberetti e pollame… saporitissima!); dall’altro la cucina creola, di origine franco-spagnola, che tende ad essere più raffinata.

Dove mangiare

Passando agli indirizzi, ve ne suggerisco alcuni molto diversi tra loro. Il Parkway Bakery & Tavern è un’istituzione: qui si mangiano i migliori po’boy di New Orleans (sono in tanti in città ad affermarlo!).

Si tratta del sandwich tradizionale della Louisiana, a base di roast beef o pesce fritto. Da Parkway lo trovate in molteplici varianti, anche vegetariana con patate dolci o formaggio grigliato. C’è sempre coda ma merita: i cetriolini fritti sono indimenticabili, il gelato alla vaniglia innaffiato con Coca-Cola è un abominio.

Informazione pratica: il martedì è il giorno di chiusura. I prezzi sono economici; il locale è dog-friendly e ideale per famiglie.

Il mio o'boy vegetariano con salse e cetriolini fritti, al Parkway Bakery & Tavern.
Il mio po’boy vegetariano con salse e cetriolini fritti, al Parkway Bakery & Tavern. © oltreilbalcone

Cambiando universo (ma rimanendo a New Orleans), N7 è un ristorante creolo raffinato, dal sapore squisitamente francese. Ha un incantevole giardino ed è frequentato solo dagli abitanti di New Orleans: raro vedere turisti qui. Andateci per cena, è romantico.

In carta: tempura di lumache, galletto al Riesling, anatra all’arancia, insalata di asparagi o torta di funghi flambé. Buoni vini a prezzi abbordabili (rarità negli States) e, per chi lo ama come la sottoscritta, c’è anche il Pastis!

La cornice suggestiva del ristorante N7 di New Orleans.
La cornice suggestiva del ristorante N7 di New Orleans.

Il terzo indirizzo che vi suggerisco si trova nel quartiere di Marigny, ideale prima di una serata il cui ingrediente principale è la musica. Si chiama Sukhothai ed è un buon ristorante di cucina thailandese che associa piatti sfiziosi (ed abbondanti) a cocktail ben preparati. Ha anche una sede in Uptown.

Per colazione o per merenda, andate al Café du Monde e ordinate caffè alla cicoria e bignè ricoperti di zucchero. È un indirizzo cult in città: pasticceria ottima e posizione privilegiata. Godetevi la musica jazz suonata all’angola della strada e volgete lo sguardo verso il fiume, il maestoso Mississippi sarà proprio dinnanzi a voi.

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
Cosa vedere
§ Quartiere francese
§ Historic Voodoo Museum
§ Garden District
§ Quartiere Marigny e Bywater
§ NOMA, Museo d’Arte
Dove ascoltare musica
Tipitina’s, 501 Napoleon avenue – New Orleans
Shopping (alternativo)
§ Nola Mix Records, 1522 Magazine street – New Orleans
§ Frenchmen Art Market, St Claude avenue – New Orleans
Parchi
§ City Park
§ Armstrong Park
Dove mangiare
§ Surrey’s Judice Bar, 1418 Magazine street – New Orleans
§ Parkway Bakery & Tavern, 538 Hagan avenue – New Orleans
§ N7, 1117 Montegut street – New Orleans
§ Sukhothai (scoprilo qui), 2200 Royal street – New Orleans

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