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Viaggio nel paradiso liquido delle Everglades, il mare Verde della Florida

Everglades © oltreilbalcone

Pianta on the road: le ninfee gialle che colorano le paludi delle Everglades.

‘Mare d’Erba’: è così che i primi nativi chiamavano le Everglades. Non c’è nulla di simile nel resto d’America: sono uno dei più preziosi gioielli naturali degli Stati Uniti. Si trovano nel sud della Florida e sono facilmente raggiungibili in auto da Miami. Questo Parco Nazionale, popolato da coccodrilli e aironi, è la più grande Riserva Naturale di tipo subtropicale degli States e racchiude una biodiversità incredibile. In questo post vi parlo di questa ecoregione paludosa dal fascino selvaggio, consigliandovi come e perché visitarla. Se nell’animo siete romantici esploratori, non potrete che innamorarvene!

Perché visitare le Everglades?

Le Everglades sono una distesa di paludi, stagni e canali, intervallati da mangrovie, boschi di salici, pini, palme e falaschi, che formano il cosiddetto sea of grass. Come un mare, dalle infinite sfumature di verde, con dolci orizzonti e tramonti a perdita d’occhio. Sono uno spettacolo della Natura, classificato come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Seppur vicine alla ‘civiltà’, le Everglades sono una felice oasi incontaminata, un santuario naturale la cui maggior parte del territorio è ancora inaccessibile all’uomo! A pochi chilometri dalla popolosa metropoli di Miami, rappresentano una delle zone più selvagge degli Stati Uniti e vantano dimensioni enormi. Hanno una superficie di oltre 6.000 kmq: per intenderci, raggiungono l’estensione dell’intero Molise.

Sono un paradiso della biodiversità. È l’unico posto al mondo in cui coccodrilli e alligatori convivono: possono essere ammirati nel loro habitat ad una vicinanza incredibile.

Uno dei molteplici coccodrilli che popolano le Everglades.
Uno dei molteplici coccodrilli che popolano le Everglades. © oltreilbalcone

Il Parco vanta una ricchissima flora e fauna, con più di 50 specie di pesci, oltre 30 di insetti – tra cui le fastidiose zanzare, ma anche incantevoli farfalle – ed innumerevoli tipi di uccelli. Ideale per il birdwatching, qui anche se non siete esperti potete avere la fortuna di vedere da vicino cicogne, falchi pescatori, pellicani ed aironi.

Anche la flora è suggestiva. Dall’acqua emergono alberi di cocco, mele, mango ed una distesa di mangrovie che creano oltre 10.000 isolette e stretti canali, rendendo le vie d’acqua una delle migliori soluzioni per esplorare la zona. Bellissime le nuphar advena, ninfee gialle che emergono dalla distesa Verde delle Everglades.

Una ninfea giallo in procinto di sbocciare nel Parco delle Everglades.
Una ninfea giallo in procinto di sbocciare nel Parco delle Everglades. © oltreilbalcone

Informazioni pratiche

Il modo più comodo per arrivare all’Everglades National Park è l’auto. Da Miami dista circa 40 minuti e se avete una macchina a noleggio vi suggerisco di andarci da soli, per assaporarlo con i vostri ritmi, evitando i gruppi organizzati. In loco potete affidarvi ad uno dei tanti operatori per le diverse escursioni.

Se non avete molto tempo a disposizione, calcolate una mezza giornata. In alternativa potete dedicargli anche due o tre giorni, per esplorarlo con più calma e lasciarvi conquistare dalla sua bellezza incontaminata. Miami (leggi l’articolo) vi sembrerà lontana anni luce.

Il Parco ha tre ingressi: nell’estremità sud-orientale vicino a Homestead e Florida City (la parte più isolata); sul litorale nord-occidentale, oltre Everglades City e lungo il lato centro-settentrionale sul Tamiami Trail. Quest’ultima è una strada pubblica (highway 41): potete per questo attraversarla gratuitamente sino alla Shark Valley. Per tutto il resto, il biglietto d’ingresso vi dà diritto a visitare l’intera aerea per 7 giorni consecutivi.

Il "mare d'erba" delle Everglades.
Il “mare d’erba” delle Everglades. © oltreilbalcone

Come visitare le Everglades

Ci sono molteplici modi per scoprire il parco: a piedi, in bicicletta, in canoa, in kayak o con quelli che vengono chiamati airboat (idroscivolante). Potete scegliere tra tantissimi tour e non è necessario prenotarli da Miami o addirittura dall’Italia: fatevi ispirare in loco da quello che vi intriga di più.

In ogni caso vi consiglio di visitare il sito ufficiale del parco: nps.gov/ever/planyourvisit

In airboat alla volta dei coccodrilli

Personalmente ho optato per la visita con l’airboat, una delle attività più in voga da queste parti. Si tratta di un’imbarcazione particolare che naviga a pelo d’acqua lungo i canali del Parco. È un ottimo modo per osservare flora e fauna da una prospettiva speciale, ammirando i coccodrilli da vicino, ma in sicurezza!

Un incontro molto ravvicinato con un coccodrillo.
Un incontro molto ravvicinato con un coccodrillo. © oltreilbalcone

La barca è un po’ rumorosa e per questo vi daranno dei tappi per le orecchie. L’airboat rallenta sino a fermarsi nei luoghi più affascinanti e in prossimità degli animali. Io ho fatto il tour tramite Everglades Holiday Park: il giro è stato affascinante (dura circa due ore) ed il capitano bravo.

Quello che non ho apprezzato è stato, una volta a terra, lo spettacolino con due coccodrilli rinchiusi in cattività. È bello vederli liberi, nel loro habitat, come già avviene: non c’è alcun bisogno di spettacolarizzare gli animali ed è una tristezza che accada, anche qui.

L'airboat a bordo del quale ho scoperto le Everglades.
L’airboat a bordo del quale ho scoperto le Everglades. © oltreilbalcone

DRITTE TAKE AWAY

Di seguito trovate qualche semplice consiglio per affrontare le Everglades nel migliore dei modi. Se avete altri dubbi scrivetemi nei commenti.

  • Trattandosi di una zona paludosa e umida, ci sono molte zanzare: portatevi un buon repellente!
  • Per dormire: all’interno del Parco non ci sono strutture, eccetto due campeggi. A seconda dell’itinerario, potete pernottare a Everglades City, a Homestead, a Key Largo – se siete diretti alle Keys – oppure a Miami.
  • Il periodo migliore per visitare le Everglades è la Dry Season (stagione secca), da ottobre ad aprile. Detto questo io ci sono stata ad agosto ed è stata lo stesso un’esperienza splendida.
  • Se piove: si può fare lo stesso. Certo non è la condizione migliore per visitare il Parco, però potrebbe capitare (lo dico per esperienza personale). Se non vi è possibile posticipare la visita, per il tour in airboat e altre escursioni basta munirsi di impermeabile. Se non lo avete in valigia, li vendono anche in loco.
  • Non fate gli impavidi Indiana Jones, avventurandovi in sentieri non battuti e senza guide. Siete in un paradiso naturale: incantevole, vero e potenzialmente pericoloso se non seguite tutte le precauzioni del caso.

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