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I borghi bianchi della Valle d’Itria: Cisternino, Locorotondo e Martina Franca

Valle d'Itria trulli © oltreilbalcone

Fiore on the road: gli ulivi che costellano il paesaggio circostante a Cisternino, Locorotondo e Martina Franca.

Trulli, ulivi maestosi, muri a secco bianco latte e masserie: sono questi gli elementi caratterizzanti della Valle d’Itria, in Puglia. L’Italia racchiude perle preziose e questo territorio dallo spirito rurale ne è una splendida dimostrazione. Vi porto alla scoperta dei tre borghi che si affacciano sulla valle – Cisternino, Locorotondo e Martina Franca -, consigliandovi un agriturismo originale dove dormire (in un trullo!) e i miei indirizzi preferiti per sedersi a tavola (e non solo!). Con una consapevolezza: l’itinerario di viaggio è slow, alla volta dei sapori, dei colori e delle tradizioni locali. Per riscoprire il piacere della lentezza e ammirare un paesaggio arcaico, dove la Natura è ancora protagonista, in armonia con l’uomo.

Informazioni pratiche

La Valle d’Itria è uno scampolo prezioso d’Italia, dove sono conservate antiche tradizioni e un grande patrimonio, naturale e culturale. Da un punto di vista geologico, è una depressione carsica, costellata di uliveti, meraviglia secolare (talvolta millenaria) della Natura e trulli, opera d’ingegno dell’uomo, che danno vita ad un paesaggio fiabesco e surreale.

Come balconi, sulla valle si affacciano tre borghi bianchi, ognuno appartenente ad una provincia diversa della Puglia, pur distando tra loro appena 15/20 minuti in auto: sono Cisternino (Brindisi), Locorotondo (Bari) e Martina Franca (Taranto). I muretti a secco – dal 2018 Patrimonio dell’Unesco – sono uno degli elementi distintivi della zona, insieme a trulli, ulivi e al particolare terreno di colore rosso acceso.

Valle d'Itria © oltreilbalcone
Cisternino, uno dei borghi bianchi della Valle d’Itria. © oltreilbalcone

Una prospettiva più allargata della Valle d’Itria include anche paesi quali Fasano e Ostuni (presto troverete sul blog un articolo dedicato a questa splendida cittadina); anche se non tutti sono d’accordo su questa visione più estesa.

Per chi viene dal Nord Italia, il modo più comodo per raggiungere questo territorio è l’aereo, atterrando a Bari: da qui la destinazione dista appena un’ora di auto. Chi si trova nel Centro o Sud Italia, può anche venire in treno o in macchina, che è comunque preferibile avere per spostarsi internamente in Valle d’Itria (optate per un noleggio). Le stagioni migliori per visitare questo scampolo d’Italia sono la primavera e l’autunno, quando il clima è mite e i borghi non sono affollati.

Uno dei paesaggi iconici della Valle d'Itria, in Puglia.
Uno dei paesaggi iconici della Valle d’Itria, con trulli, ulivi e muretti a secco. © oltreilbalcone

Dove dormire in Valle d’Itria

Avete mai dormito in un trullo? Ecco l’occasione!

Se desiderate pernottare in una cornice originale, vi suggerisco il luogo dove sono stata: i trulli di charme di Borgo Canonica. È un antico borgo rurale dell’Ottocento in mezzo agli uliveti, recuperato e ristrutturato in chiave shabby-chic.

L’esperienza di dormire in un trullo in mezzo al nulla (o al tutto), circondati da un paesaggio arcaico, è davvero speciale. La struttura vanta una piacevole piscina e la colazione – sia dolce che salata – è ottima, con tanto di mozzarelle e deliziose focacce.

Il wi-fi c’è, ma non funziona benissimo ovunque, dipende dalla posizione del trullo. Se la linea non vi serve per esigenze lavorative, può anche essere un vantaggio per disintossicarsi dal proprio smartphone e dalla necessità di esigere ovunque una connessione online.

Geranio in fiore a Borgo Canonica, trulli di charme.
Geranio in fiore a Borgo Canonica, trulli di charme. © oltreilbalcone

Cisternino

Questo grazioso comune di oltre 10.000 abitanti sfoggia – come Locorotondo e Martina Franca – incantevoli case bianco latte. Da queste parti, infatti, la calce è un elemento distintivo, insieme alle botteghe e agli antichi mestieri, che si possono riscoprire passeggiando per strada.

L’agricoltura è ancora il motore trainante dell’economia e l’architettura è popolare: è talmente suggestiva che sembra concepita per assecondare canoni estetici, invece nasce da esigenze funzionali, sviluppate da artigiani locali. Chapeau.

Cisternino è un dedalo di viuzze strette, edifici bianchi, scale esterne, ballatoi ornati da fiori e intime piazze dove persistono le tradizioni di un tempo. Come piazza Garibaldi, dove ancora oggi – tutte le mattine, da oltre 100 anni – gli anziani del paese si ritrovano per giocare a Spacca Chiange (spacca pietra). Da qui potete anche godere di un’incantevole veduta panoramica sulla Valle d’Itria.

Uno scorcio di Cisternino.
Uno scorcio di Cisternino. © oltreilbalcone

Gli indirizzi di Cisternino

Fermatevi al Bar Palazzo per sorseggiare un ottimo caffè, da accompagnare alle mandorle ‘atterrate’. Secondo un’antica ricetta cistranese, vengono tostate e poi passate nello zucchero caldo: il risultato è goloso.

Altra tappa gourmet, appena fuori dal centro storico, è Pasticcio Lab, dove i padroni di casa sono Caterina e Angelo, che gestiscono la loro pasticceria artigianale da 23 anni (tanti quanti sono i loro anni di matrimonio). Da provare i taralli dolci con glassa e le paste di mandorla (deliziose quelle al cocco e al caffè!).

Se preferite i taralli salati, recatevi al Vecchio Forno, dove ogni giorno vengono sfornati caldi, insieme al pane artigianale, ai rustici e alle torte.

Pasticcio Lab davanti a una teglia di taralli dolci e mandorle atterrate.
Caterina e Angelo di Pasticcio Lab davanti a una teglia di taralli dolci e mandorle atterrate. © oltreilbalcone

Dove mangiare a Cisternino

Per chi è vegetariano come me, la Valle d’Itria e la Puglia in generale propongono molteplici alternative. A Cisternino c’è anche un bistrot vegano e biologico – il Micro – con graziosi tavolini all’esterno, ma ovunque troverete prelibatezze vegetariane, tra verdure, pasta e formaggi.

Il mio indirizzo del cuore è Le Chicche di Zia Rosa, che merita anche solo per conoscere Mimmo, il proprietario, autentico e bravissimo oste. In questa locanda potete gustare le specialità del territorio, come se a cucinarvele fosse vostra nonna (pugliese). È uno di quei luoghi dove ti senti a casa. Da provare: le polpette di pane (vegetariane!), tipiche della tradizione, venivano cucinate perché la carne era troppo cara; le orecchiette di grano arso e, per i carnivori, le bombette.

Un antipasto di formaggi misti.
Un antipasto di formaggi misti. © oltreilbalcone

Il Cucco è una graziosa enoteca che, oltre a vini di qualità, propone piatti come il tortino della memoria con rape, pomodoro e alici e gli strascinati (tipica pasta locale, una sorta di orecchiette ‘schiacciate’ e allungate) con aglio, olio e pan fritto.

Se la Taverna della Torre è un’altra ottima locanda dove assaporare la cucina della tradizione, Le Capase è il ristorante perfetto per una cenetta romantica davanti al camino: deliziosa la purea di fave e il tagliere di formaggi, con un ottimo caciocavallo ubriaco; fanno anche la pizza.

Cisternino.
Cisternino. © oltreilbalcone

Locorotondo

Il suo nome deriva dalla circolarità del colle sul quale nacque questo borgo, che è un vero incanto. Qui, come negli altri paesi della Valle d’Itria, girare l’angolo è sempre un’esperienza suggestiva perché ad ogni svolta c’è una nuova prospettiva da scoprire e un nuovo scorcio da ammirare.

Locorotondo è caratterizzata da abitazioni rettangolari, basse e bianche, con tetti spioventi detti “cummerse”, realizzati con lastre di pietra calcarea (chiancarelle) di cui è ricco il sottosuolo. La città è abbellita ovunque da piantine e fiori, accuditi con amore dagli abitanti. Insegna una grande lezione: dobbiamo prenderci cura dei luoghi in cui viviamo.

Qui ho imparato un termine nuovo: allattare, cioè imbiancare le pareti degli edifici con il latte di calce. Un’operazione, questa, che viene fatta tutti gli anni non solo per salvaguardare il colore candido, ma anche per igienizzare. Il risultato è una cittadina graziosa e ben tenuta, classificata tra i Borghi più Belli d’Italia.

Locorotondo.
Locorotondo. © oltreilbalcone

Gli indirizzi di Locorotondo

Dopo aver fatto una romantica passeggiata su quello che i cittadini chiamano ‘lungomare’ (no, Locorotondo non è sul mare), una strada panoramica dalla quale si gode una veduta suggestiva sulla Valle d’Itria, fate una pausa al Caffè della Villa. Qui l’espresso è ottimo e i dolcetti per accompagnarlo non sono da meno.

Proprio di fronte, potete fare acquisti da Ceramiche Pugliesi, una boutique che propone diversi articoli tra cui incantevoli vasi variopinti con la forma di palloncino.

I fiori che impreziosiscono  il borgo di Locorotondo.
I fiori che impreziosiscono il borgo di Locorotondo. © oltreilbalcone

Martina Franca

Rispetto a Cisternino e Locorotondo, Martina Franca ha due differenze: è più grande (supera i 48.000 abitanti) ed è un meraviglioso esempio di architettura barocca e rococò.

Di origine medievale e successivamente rinnovata nel ‘700, è una cittadina elegante e a misura d’uomo. Si caratterizza per i suoi lampioni e balconi (spesso con capitelli a forma di satiro) in ferro battuto; per i portoni in legno scolpiti dagli artigiani (uno più bello dell’altro) e per i meravigliosi giardini che si celano all’interno di molti palazzi (ogni anno a maggio, in occasione di “Cortili Aperti”, sono tutti visitabili).

Gli edifici sono tipicamente bianchi e lo stile distintivo è il barocchetto orizzontale: il gusto barocco è presente anche nei palazzi meno importanti (per questo ‘orizzontale’).

Un tipico lampione e balcone in ferro battuto, a Martina Franca. © oltreilbalcone

Gli indirizzi di Martina Franca

Visitate Palazzo Ducale, edificato dai Duchi Caracciolo di Napoli: all’interno potete ammirare la prospettiva dell’infilata (scoprite in loco di cosa si tratta) e le mostre che vengono ospitate (cambiano ciclicamente). Chiedete di poter uscire sul balcone, stretto e lunghissimo, da cui si gode una bella veduta sui tetti di Martina Franca. In estate il palazzo è la sede del Festival della Valle d’Itria, dedicato alla musica lirica.

Dopo la cultura, anche l’appetito vuole la sua parte. Martina Franca vanta un’ottima tradizione nella preparazione dei panzerotti fritti, la cui pasta esterna è sottilissima, mentre la farcitura interna è deliziosa. Un posto tra tutti dove ordinarlo: da Panzerò.

Veduta sui tetti di Martina Franca al tramonto, da Palazzo Ducale.
Veduta sui tetti di Martina Franca al tramonto, da Palazzo Ducale. © oltreilbalcone

In Valle d’Itria quello che non manca mai, oltre al cibo, è la gentilezza e l’accoglienza calorosa delle persone, fiere di mostrare il proprio territorio e i suoi frutti. E se uno dei modi migliori per conoscere un luogo è sedersi a tavola, farlo insieme ai suoi abitanti – come spesso mi è capitato qui in Puglia – è il valore aggiunto più prezioso.

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
Borgo Canonica, contrada Minetta – Cisternino
Borghi bianchi da visitare
§
Cisternino
§ Locorotondo
§ Martina Franca
Indirizzi a Cisternino
§ Bar Pasticceria Palazzo, corso Umberto I – Cisternino
§ Pasticcio Lab, via Madonna del Soccorso – Cisternino
§ Vecchio Forno, piazza Mazzini 12 – Cisternino
Indirizzi a Locorotondo
§ Caffè della Villa, piazza Vittorio Emanuele – Locorotondo
§ Ceramiche Pugliesi, piazza Vittorio Emanuele – Locorotondo
Indirizzi a Martina Franca
§ Palazzo Ducale, – Martina Franca
§ Panzerò, corso Vittorio Emanuele 63 – Martina Franca
Ristoranti consigliati
§ Le Chicche di Zia Rosa, via Tarantini 6 – Cisternino
§ Il Cucco Enoteca, corso Umberto I – Cisternino
§ Taverna della Torre, via San Quirico 3 – Cisternino
§ Le Capase, via Roma 27 – Cisternino
§ Micro, via Santa Lucia 53 – Cisternino

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