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Liverpool, cosa vedere nella città dei Beatles

Liverpool statua Beatles

Pianta on the road: i campi di fragole, la Strawberry Fields Forever cantata dai Beatles, che prende spunto da un’orfanotrofio di Liverpool.

Ho scelto di andare a Liverpool perché ero curiosa di visitare la città dei Beatles. Poi, come spesso avviene, ho scoperto molto altro. Se Penny Lane e Strawberry Fields oggi non sono punti di interesse (si trovano in periferia e non hanno nulla di speciale), Liverpool è invece una città artisticamente vivace, giovanile e (sorpresa!) economica. Ha quel fascino speciale che caratterizza – seppur in modo diverso – i porti, da Napoli a Marsiglia. Affacciata sull’estuario del fiume Mersey, a soli 5 chilometri dal mare, è qui che si incontra la sua anima. E la sua ricca storia. Ecco cosa fare e vedere nella città dei Big Four, dai musei alle strade più famose, dai ristoranti ai pub storici.

Informazioni pratiche

Nonostante dal 2002 Lonely Planet Italia non stampi una guida dedicata a Liverpool, la città ha molto da offrire. Lo sapevate, per esempio, che è seconda solo a Londra per quantità di musei? Se volete trascorrere un piacevole week-end, questa è una meta perfetta, complice anche il volo diretto di Ryanair dall’Italia.

Se cercate un hotel, in Gran Bretagna c’è una delle mie catene preferite di hôtellerie: Malmaison, che si contraddistingue per i suoi colori ciclamino e nero. Ho dunque prenotato qui: il Malmaison di Liverpool sorge proprio sui docks, affacciato sul fiume Mersey ed è vicino ai principali musei, oltre che al centro città.

Uno scorcio su Liverpool.
Uno scorcio su Liverpool. © oltreilbalcone

L’Albert dock e i Liver Birds

La zona portuale della città è un’area densa di fascino perché racchiude la sua eredità storica. In passato Liverpool fu il centro delle rotte e degli scambi con i Paesi d’Oltreoceano, era una delle capitali del commercio del ‘Vecchio Mondo‘. Poi dovette fronteggiare la recessione industriale e la crisi del suo porto, dalla quale recentemente sta cercando di rialzarsi.

Oggi i principali musei della città si trovano qui e come testimonianza del glorioso passato di Liverpool, oltre al Merseyside Maritime Museum, resta l’Albert dock, costruito a prova d’incendio (senza legni) nella metà dell’800.

Una delle mie prospettive preferite dell'Albert Dock.
Una delle mie prospettive preferite dell’Albert Dock. © oltreilbalcone

L’Albert dock racchiude un’ampio specchio d’acqua circondato da un colonnato di ghisa e da imponenti edifici, i vecchi magazzini dove venivano stivate le merci. Quest’area è stata restaurata ed è molto vivace: ospita negozi, ristoranti, uffici, pub e anche gli studi di una televisione.

Il Pier Head (la ‘testa del molo’) dà vita ad uno scorcio caratteristico e suggestivo della città, dominato dai leggendari Liver Birds, gli uccelli dai quali la città prende il nome, che troneggiano sulle due torri del Royal Liver Building. Questo, insieme al Cunard Building e al Port of Liverpool Building danno vita a quelle che vengono definite le ‘Tre Grazie’, maestosi ed eleganti edifici che riflettono bene la grandiosità dell’Impero Britannico di un tempo.

Il Royal Liver Building
Il Royal Liver Building, l’edificio sul quale troneggiano i Liver Birds, simbolo di Liverpool. © oltreilbalcone

Mathew street

La strada cult di Liverpool è Mathew street. Ed è qui, dove si trova il Cavern Club, che i Beatles si esibirono all’inizio della loro carriera: per l’esattezza fecero ben 275 concerti, dal 1961 al 1963. Oggi il locale originario non esiste più, ma ne è stato costruito uno identico e vale la pena andarci per ascoltare musica live.

L’ingresso costa 2,5 ₤, difficilmente troverete posto a sedere ma il bello è stare sotto il palco, ricreato fedelmente, con la parete di fondo ispirata alle opere di Mondrian, dove molti artisti lasciarono il proprio autografo. Andateci verso le 18, solitamente c’è meno coda.

Mathew street è frequentata da migliaia di fedelissimi dei Beatles e la sera, in particolare il sabato notte, c’è una gran voglia di fare festa nei molteplici locali che si susseguono. Mi ha ricordato Bourbon street a New Orleans per la musica che si ascolta dalla strada e i fiumi di alcool che scorrono già dal pomeriggio.

Mathew street, dove si trova il Cavern Club.
Mathew street, dove si trova il mitico Cavern Club. © oltreilbalcone

I musei di Liverpool

Come vi anticipavo, Liverpool vanta un numero incredibile di musei. Per la maggior parte sono gratuiti e si trovano nella zona del porto (a pochi minuti a piedi se dormite al Malmaison Hotel).

Tra i miei preferiti, la Tate (uno spin off di quella di Londra) accoglie una collezione di arte moderna e contemporanea, con opere di Mondrian, Dalì e Braque e il Museum of Liverpool life, che celebra la cultura locale (entrambi sono gratuiti). All’esterno ammirate la statua di Bill Furry, il primo eroe del rock’n’roll della storia anglosassone.

Il Museum of Liverpool Life.
Il Museum of Liverpool Life. © oltreilbalcone

Potreste trascorrere una giornata intera nell’interattivo British Music Experience (a pagamento, 14 ₤), all’interno del Cunard Building. Aperto nel 2017, ripercorre la storia della musica britannica, dal pop al rock, sino al punk. Ogni mezz’ora sul palco si esibisce un ologramma, cantando una canzone (la performance di Boy George vale il biglietto!). Alla fine, potrete cimentarvi suonando gli strumenti, registrando il vostro singolo e imparando coreografie.

Il già citato Merseyside Maritime Museum dedica un piano al Titanic (la nave era di Liverpool) ed un altro alla tragedia della Lousitania, poco conosciuta in Italia, una nave da crociera che venne fatta affondare dai tedeschi, dove morirono oltre 1000 civili. Nello stesso edificio del Museo Marittimo c’è anche l’International Slavery Museum: la città era infatti (tristemente) uno snodo strategico per il traffico degli schiavi. Entrambi sono gratuiti.

Il Super Lambanana, le opere dell'artista giapponese Taro Chieso, che costeggiano il lungofiume.
Super Lambanana, una delle opere dell’artista giapponese Taro Chieso, che costeggiano il lungofiume. © oltreilbalcone

Una tappa obbligata è il The Beatles Story (17 ₤), che ripercorre con precisione l’avventura dei Big Four. All’ingresso, inclusa nel biglietto, vi daranno un’audioguida in italiano, che vi accompagnerà per tutto il percorso. Bellissimo il bagno del museo, a forma di Yellow Submarine.

La ricostruzione del Cavern Pub nel museo The Beatles Story.
La ricostruzione del Cavern Pub nel museo The Beatles Story. © oltreilbalcone

Chinatown

Liverpool ospita la comunità cinese più antica d’Europa: grazie al suo retaggio marittimo la città ha storicamente accolto persone provenienti da tutto il mondo.

L’ingresso di Chinatown è delimitato da da un maestoso e variopinto arco alto quasi 50 metri, dove sono rappresentati 200 draghi, mentre a fare la guardia troneggiano due leoni. Nel quartiere i cartelli sono bilingue e anche i lampioni hanno un sapore cinese.

Si trova a Chinatown il mio ristorante preferito in città, Chamber Thirty Six. È un locale di tendenza che associa ad una buona cucina fusion, dove i sapori del Far East asiatico si incontrano con gusto, dei cocktail ben preparati. I prezzi sono accessibili, ricordatevi di prenotare!

L'arco variopinta che introduce al quartiere di Chinatown, a Liverpool.
L’arco cinese che delimita l’ingresso al quartiere di Chinatown, a Liverpool. © oltreilbalcone

Dalle chiese al calcio

Sacro e profano. La grandeur di Liverpool è celebrata dalle sue maestose cattedrali. Dalla Metropolitan Cathedral , in stile romano, che nei progetti originali doveva essere più grande di San Pietro, ma la Seconda Guerra Mondiale ne limitò le ambizioni; all’Anglican Cathedral, in stile gotico, progettata dall’architetto Sir Giles Scott, che ha ideato le iconiche cabine telefoniche rosse.

Vicino all’Anglican Cathedral, fate una passeggiata in Bold street, una via alternativa, dove si alternano negozi di tatuatori, boutique vintage e bistrot graziosi. C’è anche un Cat Café!

Passando ad un altro luogo di fede, ma in chiave profana, se siete appassionati di calcio una capatina all’Anfield, lo stadio del LFC (Liverpool Football Club) è d’obbligo. Ci si arriva in pochi minuti di taxi e potete fare una visita guidata. In città trovate il negozio ufficiale del LFC con ogni genere di gadget, dal Toblerone brandizzato al seggiolino auto per bambini.

Cattedrale di Liverpool.
Cattedrale di Liverpool. © oltreilbalcone

Liverpool a tavola

Se c’è una cosa che amo, è la colazione continentale, con tante gustosità salate. Vi suggerisco due indirizzi per iniziare alla grande la giornata. Da Moose Coffee c’è spesso coda all’ingresso (soprattutto il week-end), ma ne vale la pena.

Le alternative del menù sono molteplici e l’avocado è squisito. Da provare la cioccolata calda con panna e marshmallow! A 100 metri dal locale, fate il pieno di ombretti con i brillantini da Peaches & Cream ( il colore “Grande Gatsby” è il mio preferito!).

Cioccolata con panna e marshmallow.
Cioccolata con panna e marshmallow. © oltreilbalcone

Sulla stessa via, Dale street, entrando da Kitchen fare colazione diventa un gioco: spetta a voi comporla secondo il vostro gusto, scegliendo tra la giusta dose di proteine (ottimo il formaggio halloumi alla piastra), vitamine e l’uovo che più vi aggrada, da quello strapazzato all’omelette.

La colazione Kitchen.
La colazione da Kitchen, a Liverpool. © oltreilbalcone

Per cena, oltre al Chamber Thirty Six di cui vi ho già parlato, Mowgli è un posticino molto carino. Atmosfera fiabesca in stile “Libro della Giungla con un sapore romantico, personale gentilissimo, cucina indiana deliziosa e prezzi più che onesti.

Liverpool da bere

La birra scorre a fiumi nei pub di Liverpool. C’è l’imbarazzo della scelta su dove andare! Philarmonic è uno dei più belli dell’intera Gran Bretagna, con i suoi mosaici e vetri dipinti, mentre da Dead Brewery Factory potete scegliere tra un ricco ventaglio di birre.

Tra gli storici figurano O’Neils e Thomas Rigby, che è stato un po’ la mia seconda casa mentre ero a Liverpool. In generale quasi ovunque si può anche mangiare, ma la cucina chiude presto. Vale la pena vedersi una partita di calcio da uno dei televisori che hanno tutti i pub. È un’esperienza divertente!

Alcune delle birre alla spina nel pub O'Neils di Liverpool.
Alcune delle birre alla spina proposte dal pub O’Neils di Liverpool. © oltreilbalcone

Kazimier Garden è un locale fuori dai soliti schemi rispetto ai classici pub anglosassoni, vanta una graziosa corte con i tavolini en plein air sulla quale si affaccia il bar. Al primo piano c’è una veranda riscaldata.

E se pensate che in città si beva solo (buona) birra vi sbagliate di grosso. La prova è la Liverpool Gin Distillery, un locale stiloso – con tanto di distilleria annessa – dove si può creare il proprio gin. Io mi sono limitata ad ordinarne uno, il Liverpool Valencian Orange con menta e arancia. Consigliato!

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
Malmaison, 7 William Jessop Way – Liverpool
I musei di Liverpool
§ Merseyside Maritime Museum, Albert dock – Liverpool
§ International Slavery Museum, Albert dock – Liverpool
§ Tate, Albert dock – Liverpool
§ Museum of Liverpool Life, Albert dock – Liverpool
§ British Music Experience, Canada boulevard – Liverpool
§ The Beatles Story, Albert dock – Liverpool
Da vedere
§ Albert dock
§ Mathew street
§ Bold street
§ Metropolitan Cathedral
§ Anglican Cathedral
Dove ascoltare musica live
§ Cavern Club, 10 Mathew street – Liverpool
Per colazione
§ Moose Coffee, 6 Dale street – Liverpool
§ Kitchen, 98 Dale street – Liverpool
Ristoranti consigliati
§ Chamber Thirty Six, 45 Berry street – Liverpool
§ Mowgli, 3 Water street – Liverpool
Liverpool da bere
§ Philarmonic, 36 Hope street – Liverpool
§ Dead Brewery Factory, 92 Dale street – Liverpool
§ O’Neils, 68 Hanover street – Liverpool
§ Thomas Rigby, 25 Dale street – Liverpool
§ Kazimier Garden, 32 Seel street – Liverpool
§ Liverpool Gin Distillery, 54 Castle street – Liverpool
§ Kazimier Garden, 32 Seel street – Liverpool
§ Liverpool Gin Distillery, 54 Castle street – Liverpool

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2 Comments

  • Reply
    Federica
    Marzo 10, 2019 at 1:17 pm

    Ci sono stata lo scorso anno e mi è piaciuta molto, mi ha sorpreso come città.

    • Reply
      Corinna Agostoni
      Marzo 15, 2019 at 12:58 pm

      Ciao Federica, anche a me ha sorpreso moltissimo! Non mi aspettavo una città così bella e ricca di storia. Ho trovato anche persone gentilissime e prezzi onesti.

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