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Con Musement sulle colline di Gavi, tra amaretti e vini biodinamici

Gavi La Raia

Pianta on the road: le peonie che in primavera colorano il paesaggio dell’azienda biodinamica La Raia, vicino a Gavi.

Con l’arrivo della bella stagione, aumenta il desiderio delle gite fuoriporta. Non è necessario andare lontano per respirare aria nuova e rigenerare le forze: basta una giornata o un week-end. Vi suggerisco una piacevole scampagnata tra le morbide colline del Gavi, in provincia di Alessandria, con due tappe intriganti: la visita di un’azienda agricola biodinamica, La Raia, e la scoperta dello storico panificio Luca Carrosio, dove sembra che il tempo si sia fermato. In uno scampolo anomalo del Piemonte, dove già si respirano i profumi della Liguria, potete assaggiare ottimi calici di vino locale e conoscere, provando a farli, i deliziosi amaretti (quelli morbidi!). Per l’organizzazione dell’intera giornata mi sono affidata a Musement, una piattaforma digitale che aiuta i viaggiatori ad organizzare attività, itinerari enogastronomici e tour, a seconda dei propri interessi. L’ho provata per la prima volta e, oltre a consigliarvi il mio itinerario, vi racconto come funziona.

Come arrivare a Gavi

Gavi si trova nella provincia di Alessandria: siamo nel basso Piemonte, dove i sapori e l’accento delle persone del posto sono profondamente influenzati dalla vicina Liguria. Sono le terre di Coppi e Girardengo, ideali da scoprire in bicicletta o, per i più pigri, in macchina: Milano, Genova e Torino distano un’ora o poco più in auto. Se arrivate da Nord, come me, Gavi si raggiunge percorrendo l’A7 (direzione Genova), uscendo a Serravalle Scrivia.

Il mondo bucolico de La Raia

Nel cuore delle colline del Gavi, tra vigneti, pascoli e boschi di castagni, si trova l’azienda agricola biodinamica La Raia, acquistata nel 2003 dalla famiglia Rossi Cairo per recuperare e valorizzare l’ecosistema originale. Varcando il cancello d’ingresso, la prima sensazione è di essere in un luogo vivo. Il paesaggio è puro spettacolo ed i suoi colori cambiano con il mutare delle stagioni: in primavera/estate le fioriture di forsizie, peonie e rose profumate la fanno da padrona, in autunno le vigne spaziano dal cremisi all’arancio, mentre in inverno brina e neve coprono il terreno con un manto magico.

Veduta dell'azienda biodinamica La Raia dall'alto.

Veduta dell’azienda biodinamica La Raia dall’alto. © LaRaia

 

Certificata Demeter (marchio che garantisce nel mondo la corretta applicazione dei principi biodinamici), la tenuta si estende per 180 ettari. Oltre ai vigneti, ci sono i frutteti, con albicocche, susine, cachi, ciliegie e pesche bianche; un orto e una ventina di mucche di razza fassona che pascolano in libertà. All’attività agricola, negli anni si sono aggiunti una scuola steineriana; l’iniziativa portaNatura, che consegna a domicilio frutta, verdura e alimenti bio e, se volete fermarvi a dormire, la Locanda, con dodici camere una diversa dall’altra, piscina e area benessere. Interessante il progetto che unisce cultura e territorio: sul posto potete ammirare una galleria en plein air di opere artistiche site-specific, ideate per inserirsi in un determinato luogo e promuovere una riflessione critica sul paesaggio .

Degustazione di Gavi biodinamico

Alla Raia sono stata accolta con garbo da Elena, Wine Tour Manager, che mi ha fatto degustare i vini dell’azienda. Su 43 ettari di vitigni ed una produzione annua di circa 160 mila bottiglie, il principe incontrastato della zona è il Gavi, bianco fermo, 100% cortese, con marchio DOCG. Le uve sono raccolte a mano (come richiede tassativamente la certificazione Demeter), i lieviti sono autoctoni e l’affinamento avviene in vasche di acciaio inox (non fa legno, per intenderci). Non manca una più ristretta produzione di Barbera, che resta paziente in barrique per 18 mesi. Tornando al bianco, il Gavi classico 2016 è pulito, fresco, asciutto; mentre il Riserva 2015 (sono stati i primi del consorzio a concepirlo!) rimane 6 mesi sui lieviti e altrettanti in bottiglia, è profumato e morbido, con sentori di fiori bianchi, limone e sulla fine persino menta. Il Gavi Pisé 2014 proviene dalle vigne più antiche (70 anni) ed ha un carattere più complesso, al naso profuma di miele e frutta matura ed ha una piacevole sapidità. Vi consiglio di prenotare il Wine Tour, che dura circa due ore: oltre a degustare i vini e prodotti bio locali, passeggerete tra i filari, visiterete la cantina e farete un itinerario tra le opere di land art.

La mia degustazione di vini biodinamici a La Raia.

La mia degustazione di vini biodinamici a La Raia. © oltreilbalcone

Gli amaretti del Panificio Carrosio

A 15 minuti in macchina da La Raia e Gavi, c’è Voltaggio, piccolo e grazioso borgo medievale con un’atmosfera suggestiva. Oltre alla visita del villaggio, grazie a Musement, ho fatto un’esperienza originale, fuori dai circuiti turistici classici, al Panificio Carrosio. Il negozio profuma di zucchero a velo ed è in attività dal 1899; oggi – sotto l’attenta guida del papà Gianpaolo – siamo alla 4° generazione. Oltre a lui, portano avanti l’attività i due figli, Luca e Giovanna. Il panificio vanta deliziosi amaretti morbidi, fatti come vuole la tradizione e incartati a mano, uno ad uno. Vi insegneranno i trucchi del mestiere e, sotto l’attenta guida di Gianpaolo – le cui mani sono vellutate, grazie al potere idratante delle mandorle, che maneggia ogni giorno – avrete la possibilità di provare a farli personalmente. Vi verrà poi consegnato un sacchettino da portare a casa con quelli che avete preparato.

Con il signor Gianpaolo, intenta a preparare gli amaretti al Panificio Carrosio.

Con il signor Gianpaolo, intenta a preparare gli amaretti al Panificio Carrosio. © oltreilbalcone

 

Amaretti a parte, la famiglia Carrosio sforna un pane fatto con un lievito madre di oltre 80 anni d’età. “Lo teniamo come un bambino, appena sbagli lui si arrabbia” chiosa Gianpaolo. Da provare anche la focaccia con zucchero e uvetta, la merenda tradizionale dei bambini di Voltaggio, i canestrelli, le crostate e il pan biscotto, cotto due volte con l’impasto del pancotto. Oltre al laboratorio, anche il negozio merita una visita: gli arredi sono ancora quelli degli Anni ’60, creati su misura da un falegname di Voltaggio. È come se qui il tempo si fosse fermato; dà un certo sollievo sapere che esistono ancora posti come questo. Ogni città dovrebbe avere il suo Panificio Carrosio.

Gli amaretti morbidi del panificio Carrosio, pronti per essere infornati.

Gli amaretti morbidi del panificio Carrosio, pronti per essere infornati. © oltreilbalcone

Cos’è Musement

Musement è una startup italiana, nata nel 2013. Offre molteplici servizi, da sfruttare sia in viaggio che nella propria città: dalla prenotazione di attività, musei ed attrazioni, sino alla creazione di itinerari ed esperienze, sulla base dei propri interessi. Attiva in 70 Paesi, copre oltre 1.000 destinazioni e parla 8 lingue, tra cui l’italiano. È utile non solo per trovare un biglietto scontato per un tour o saltare la fila in un museo, ma anche per organizzare un viaggio. Personalmente, mi occupo sempre da sola di disegnare l’itinerario; in Musement ho trovato un supporto prezioso perché permette di avere accesso ad esperienze che – senza contatti in loco – difficilmente sarebbe possibile vivere, come il panificio di Voltaggio. Per dubbi o domande, il servizio di customer care è attivo 24/7 per fornire assistenza ai clienti.

Per saperne di più e lasciarvi ispirare, guardate il sito musement.com o scaricate l’applicazione sul cellulare.

[Un ringraziamento speciale a Sonia Speroni, Head of Wine & Food di Musement, che con il suo entusiasmo mi ha fatto scoprire due realtà interessanti]

 

DRITTE TAKE AWAY

Da scoprire a Gavi e dintorni
§ 
La Raia, strada Monterotondo 79 – Novi Ligure (AL)
§ Panificio Luca Carrosio, via Scaglioso 14 – Voltaggio (AL)

ALTRE METE DA NON PERDERE IN PIEMONTE
Colli Tortonesi: itinerario sulle vie del Timorasso (leggi l’articolo)
Roero, tra calici bio e piatti d’autore (leggi l’articolo)

Una mucca fassona nella tenuta de La Raia.

Una mucca fassona nella tenuta de La Raia. © LaRaia

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