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Sukhothai, rendez-vous con la Storia | Thailandia del Nord

Parco di Sukhothai

Fiore on the road: i fiori di loto, ovunque a Sukhothai, a perdita d’occhio.

In lingua indigena Sukhothai significa “alba della felicità”. Il nome calza a pennello. Raggiungo questa incantevole destinazione della Thailandia del Nord in aereo, lasciandomi alle spalle il traffico ed i ritmi frenetici di Bangkok (leggi qui l’articolo). Mi attendono incanto e delizia, un’oasi verde e lussureggiante che profuma di antichità. Da scoprire in bicicletta, senza fretta, ammirando imponenti templi e beneficiando della Natura circostante.

Come arrivare a Sukhothai

Partendo dalla capitale, il viaggio dura appena un’oretta: il biglietto, prenotato online dall’Italia poche settimane prima, è abbordabile, circa 40 euro. Bangkok Airways mi porta dritta alla meta con allegria, l’aeroplano sembra un foglio bianco dipinto da bambini bramosi di vacanze: sul velivolo sono raffigurati pesci (c’è anche Nemo!) e palme. Lungo il tragitto, ho la sensazione di essere all’interno di un cartone animato, le hostess – sempre sorridenti – con cerchietto di stoffa e grande fiocco blu fiordaliso fanno la loro parte.

Bangkok Airways

L’aereo colorato di Bangkok Airways. © oltreilbalcone

 

Una volta arrivata, è amore a prima vista con il piccolo aeroporto di Sukhothai. Surreale e pieno di charme, è costituito da 5 complessi mignon, aperti sui lati e con caratteristici tetti a pagoda. Tutt’intorno, laghetti con fontanelle zampillanti e distese di fiori di loto a perdita d’occhio; qualche metro più in là, un branco di zebre pascola indisturbato su un prato color menta. Un taxi van mi conduce comodamente in hotel [in fondo al post, nelle Dritte Take Away, dettagli e link], dove posso lasciare le valigie in camera e concedermi un breve pisolino mattutino (la partenza da Bangkok è avvenuta all’alba, per sfruttare a pieno la giornata), prima di partire con nuove energie alla scoperta dell’area.

La camera del Tharaburi Resort, Sukhothai

La camera del mio hotel, il Tharaburi Resort di Sukhothai. © oltreilbalcone

 

Sukhothai ha una parte nuova – costituita da una piccola cittadina che sorge sul fiume Yom, senza particolari attrattive ma con un’ampia scelta di alberghi – e, a 15 minuti di macchina, lo splendido Parco Storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Per scelta, il mio hotel è fuori dal centro urbano, tra spettacolari orchidee e bizzarre piante fucsia, e dista soli 2 chilometri dal Parco. Il modo migliore per raggiungere, e visitare, il sito archeologico è in bicicletta – dove pernotto, le due ruote sono messe a disposizione gratuitamente (in molti propongono questo benefit).

Tharaburi Resort

Piante fucsia vicino al Tharaburi Resort. © oltreilbalcone

Il Parco di Sukhothai

Non sono una grande appassionata di archeologia, ma la città antica di Sukhothai, dove sono conservate le rovine della storica capitale di uno dei più importanti regni thai, merita di essere visitata. Per la stessa ragione per cui non amo i film di fantascienza, ma adoro Blade Runner: qualcosa di incredibilmente bello è sempre in grado di conquistare, anche i meno avvezzi al genere. E vale la pena di essere scoperto, vissuto, ammirato.

Parco storico di Sukhothai

Nel Parco di Sukhothai. © oltreilbalcone

 

Pedalare tra quel che rimane di maestosi templi, tra palme e banani, all’interno di secolari mura cittadine, in mattoni e circondate da un fossato, è un’esperienza preziosa. Il sole ardente (portatevi un cappello!) fa sempre capolino alle spalle delle statue dei Buddha, quasi ad incoronarli nella luce. Gli spazi sono ampi e la vegetazione rigogliosa. Il caldo è umido e appiccicoso, ma i viali dove si va in bicicletta sono, a tratti, piacevolmente ombreggiati, grazie a profumate pomelie e ad alberi con generose chiome a fungo. Alcune piante sembrano sculture, con le radici che si intersecano senza sosta. Come Natura e Storia, in un intricato abbraccio.

Parco storico di Sukhothai

La statua di una divinità nel Parco di Sukhothai. © oltreilbalcone

 

Il Parco si suddivide in cinque zone e, oltre a quella centrale, anche le altre (settentrionale, meridionale, occidentale…) sono piacevoli. Per vedere questo incantevole lembo di Thailandia sono sufficienti uno, al massimo due giorni, ma l’inedita atmosfera – magica e surreale – che si respira mi fa desiderare di fermarmi piu a lungo. Il bello è che il sito è talmente vasto che, nonostante sia frequentato (molte anche le scolaresche in gita), può essere ammirato quasi in solitudine. La sensazione è di fare un intrigante viaggio nel tempo, in un passato ancora capace di coinvolgere ed avvolgere.

Parco storico di Sukhothai

Parco di Sukhothai. © oltreilbalcone



Tra stagni e farfalle

Nell’area sorgono anche 175 stagni, molti dei quali ricoperti da una sottile melma dalla tonalità asparago. Nell’acqua si avvistano alcuni pescatori, immersi sino al collo; mentre sui bordi delle strade passeggiano spensierati alcuni cani e volano molteplici farfalle color lime e cioccolato.

Stagno Sukhothai @oltreilbalcone

Uno dei tanti stagni della zona. © oltreilbalcone

 

Il mercato del paese

Sulla strada del ritorno, mi fermo al mercato per comprare qualche mango. Molti dei commercianti sono seduti, gambe incrociate, direttamente sul banco, dove espongono la frutta e verdura in vendita. Carico il malloppo nel cestino della bicicletta e raggiungo l’hotel, concedendomi un po’ di relax in piscina.

Mercato di Sukhothai @oltreilbalcone

Il mercato nella città nuova di Sukhothai. © oltreilbalcone


La sera, sorseggiando un gin tonic – 3 euro circa – ed assaporando un riso thai a forma di cuore con verdure, provo una di quelle che mia mamma chiama “stanchezze belle”. Fisicamente sono distrutta (ho le mie ragioni, avendo pedalato tutto il giorno), ma il mio animo è leggero. Dovrebbero esserci più giornate come questa, intensa e luminosa. Sukhothai dimostra che il passato può essere seducente.

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
Tharaburi Resort (camere in tradizionale stile thai, in un contesto splendido; la gentilezza del proprietario è commuovente)
Da vedere
§ Parco Storico di Sukhothai
§ Il mercato

ALTRE METE DA NON PERDERE IN THAILANDIA
 Chiang Mai (leggi l’articolo)
Provincia di Chiang Mai (leggi l’articolo)
Ko Tao (leggi l’articolo)
Ko Phangan (leggi l’articolo)
Bangkok, mete green (leggi l’articolo)

 

Cena, Sukhothai

Il mio riso thai a forma di cuore. © oltreilbalcone

 

Sukhothai

Scorcio del Parco di Sukhothai. © oltreilbalcone

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3 Comments

  • Reply
    elemeoww
    ottobre 8, 2015 at 2:04 pm

    interessantissimo come al solito 🙂

  • Reply
    Chiang Mai, coccole e pugni | Thailandia del Nord | oltreilbalcone
    novembre 26, 2015 at 2:52 am

    […] avventurose alla volta delle foreste da cui è circondata. Per raggiungere Chiang Mai parto da Sukhothai (leggi qui l’articolo dedicato) con un autista privato, suggeritomi dall’hotel. Se siete più di due persone è […]

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