Category Archives: Inverno

Boa Vista, incantesimo di sabbia | Capo Verde

Fiore on the road: le palme da datteri, che si incontrano avvicinandosi al Deserto di Viana.
Dune di sabbia chiarissima e cielo azzurro a Boa VistaSospesa tra cielo e mare, Boa Vista è una scheggia di deserto in mezzo all’Atlantico. Passeggiando per quest’isola di Capo Verde, grande circa 10 volte l’Elba, si ha l’impressione che il tempo non esista. Il fascino di questo luogo è un magnete che catalizza l’attenzione, polverizzando qualsiasi distrazione. Qui, ci si può anche dimenticare di non essere gli unici a popolare il mondo. Sotto un sole che batte implacabile, Boa Vista sfoggia una bellezza essenziale, senza fronzoli. Il colpo di fulmine è immediato. Le coste alternano scogli imponenti a dune di sabbia finissima, che sprofondano nell’Oceano. Nonostante il clima desertico, l’isola vanta un’incredibile varietà di paesaggi e un ventaglio di sfumature che rimane negli occhi. Vi porto con me in questo luogo, dove c’è un’unica grande protagonista: la Natura. I turisti (per ora) sono confinati nei pochi resort presenti ed i viaggiatori possono girovagare indisturbati, alla volta di oltre 50 chilometri di spiagge sabbiose, pressoché disabitate, e scorci dal fascino autentico.
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Madrid da bere e da mangiare: indirizzi da segnarsi in agenda

Ho aspettato ben 35 anni (troppi!) prima di visitare per la prima volta la capitale della Spagna e, quando finalmente mi sono decisa ad andarci, è stato amore a prima vista. Maestosa, cosmopolita, frizzante: la città mi ha accolto, intrigato e conquistato. Vi ho già parlato delle (almeno) 10 buone ragioni per visitarla ed anche dei tapas bar da non perdere, ma dato che l’appetito vien viaggiando, vi propongo due indirizzi gourmet che meritano una tappa. Per cena, il ristorante Corral de la Morería, nominato “Miglior Tablao Flamenco al Mondo”; come after dinner o per l’aperitivo, per assaggiare un buon cocktail a chilometro zero, il Macera Taller Bar. Entrambi recuperano gli antichi sapori madrileni, per rivisitarli con innovazione, alla scoperta di un connubio inedito tra passato e futuro.

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Sapore di Sal | Capo Verde

Fiore on the road: la bombardera, tecnicamente la calotropis procera, grazioso fiore che spazia dal rosa al viola, frequente nel Deserto di Terra Boa. Il frutto che produce ha un liquido simile al latte, ma non è commestibile.
Isola del Sale (Ilha do Sal). Questo è il suo nome attuale, che subentrò a quello che aveva in precedenza: Ilha Plana, isola piatta. Entrambi i termini descrivono puntualmente questo coriandolo di terra baciato dal sole in mezzo all’Oceano Atlantico e racchiudono il segreto del suo successo. Perché Sal è l’isola di Capo Verde più gettonata dai turisti di tutto il mondo, che vengono qui per le sue spiagge da cartolina, per l’atmosfera spensierata che si respira a Santa Maria, vivace centro urbano sulla punta meridionale, e per la filosofia “No Stress”, tanto decantata dagli abitanti del luogo. Sal ha dato i natali ai più grandi campioni internazionali di kite surf, cresciuti a pane e vento, cavalcando con grazia e fantasia onde imponenti, capaci di raggiungere i 10 metri d’altezza, ed è diventata una meta cult per chi ama destreggiarsi in mare con la tavola. Vi suggerisco un itinerario dell’isola, alla volta dei siti da non perdere, delle spiagge più suggestive e degli indirizzi sfiziosi da scoprire a Santa Maria.
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Marsiglia, porta aperta sul mondo

Pianta on the road: i tigli di cours Julien, nel vibrante quartiere popolare de La Plaine.
Marsiglia non è solo una città. È un viaggio: il segreto è lasciarsi trasportare. Gironzolate tra i suoi vicoli, che parlano le lingue del mondo. Fatevi scaldare dalla sua luce, che non lascia mai indifferenti. Salite, scendete e risalite le sue strade per ammirare orizzonti sempre diversi: la città è fatta di colline, che arrivano sino al mare. Fermatevi nei suoi bar, senza fretta, ognuno racchiude un microcosmo che merita di essere scoperto. Lasciatevi stordire dal profumo di spezie, che trasporta di colpo sulla riva orientale del Mediterraneo. Sorseggiate le molteplici declinazioni di pastis (liquore all’anice, bevuto per l’aperitivo) per cogliere sapori imprevisti di liquirizia ed erbe aromatiche. Esplorate il futuro, dove grandi artisti hanno dato vita a musei sull’acqua. Ripercorrete grandi intuizioni del passato, seppur utopiche, come la Cité Radieuese di Le Corbusier. Assaporate il presente, ammirando le barche di ritorno dalla pesca nel suggestivo Vieux Port. Perché, come scriveva Izzo, “di fronte al mare la felicità è un’idea semplice“. A proposito, leggetelo Jean-Claude Izzo, per capire davvero la città e innamorarvene perdutamente. Marsiglia si rivela negli angoli più nascosti, per sfuggire agli occhi ciechi di chi cerca sogni facili e viaggi preconfezionati. Vi porto a zonzo in una città speciale, la mia preferita in tutta Francia.
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Primule, un soffio di primavera

Appunti: arrivare per primi è una bella soddisfazione. E non solo per chi giunge in pole position, ma anche per chi sa trarne giovamento. Ad inizio marzo, mentre qui e là la neve inizia a sciogliersi e le scaglie di brina sono sempre più rare, fanno capolino le primule. Già dal nome, si intuisce il loro punto di forza: la fioritura precoce. Dopo mesi di alberi spogli e riposi vegetativi, quando ancora non abbiamo archiviato sciarpe e cappelli di lana, scorgere questi primi esemplari in fiore scalda il cuore. E la mente: le primule sono il simbolo della rinascita, di un nuovo inizio. La primavera è dietro l’angolo, ma già possiamo afferrarla!

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I profumi di Grasse: visita da Fragonard nell’anno della peonia

Fiore on the road: la peonia, il fiore celebrato per tutto il 2017 dalla profumeria Fragonard.
Chi mi conosce lo sa: i miei occhi sono il naso. Vivo attraverso i profumi, dalla fragranza pungente del quotidiano la mattina, all’odore della neve in inverno, passando dagli effluvi di erba appena tagliata, all’aroma del caffè. Tra i 5 sensi, il mio prediletto è senza dubbi l’olfatto. E per una persona come me, un viaggio a Grasse – capitale mondiale del profumo e pittoresca cittadina della Provenza, in Francia – è un’esperienza speciale. Gioia pura. Ma lo sarà anche per voi, perché Grasse ha un fascino d’altri tempi e gode di un microclima magico, beneficiando del sole del Sud della Francia, della dolcezza del Mediterraneo, della freschezza notturna dovuta all’altitudine e dell’abbondanza di corsi d’acqua. Tutti questi elementi convergono nel fare di questo luogo il posto ideale per la nascita e coltivazione di numerose specie di fiori e piante aromatiche. Per creare Chanel N°5, per dire, vengono utilizzati solo gelsomini di Grasse. Da queste parti, i fiori danno il meglio di sé. E proprio qui, ho visitato la storica Parfumerie Fragonard: un’esperienza avvincente, per scoprire come nasce un profumo, la professione del Naso, la differenza tra un eau de toilette e un eau de parfum, sviluppando una nuova sensibilità. Narici aperte, quindi, vi porto con me in questo viaggio aromatico!
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Michela Picchi: in mostra tigri, unicorni e polvere di stelle

Quello di Michela Picchi è un mondo stellato, fatto di unicorni, tigri e cavalli colorati. Da stasera lo potete ammirare tutti a Milano (gratuitamente!), nella sua mostra personale “Stars, ospitata da Banca Sistema, nell’ambito delle attività no-profit dedicate all’arte e al patrimonio creativo dei giovani performer italiani under ’30. Il bello del capoluogo meneghino è questo, che offre opportunità, per chi vuole emergere e per chi la città desidera goderla a pieno (senza per forza dover spendere una fortuna). Ecco quindi una sfiziosa occasione per farsi un giretto in centro e ammirare le opere di un astro nascente del panorama artistico italiano.
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Capo Verde, paradiso amaro

Pianta on the road: la cistanche tubulosa, giallo limone, colonizza spesso i bordi delle strade e cresce anche sulla sabbia. Bella, ma parassitaria, non contiene clorofilla e per nutrirsi ruba la linfa alle altre piante.
Questa è una storia di vento. Di sole e di vento, che insieme danno vita ad un arcipelago indecorosamente bello. E ostile. Perché è una terra arida, priva di risorse minerali, dove non cresce nulla, o quasi. Dalla sua ha un mare pulito e pescoso, di un blu che si fonde con il cielo. Benvenuti a Capo Verde che, chiariamo subito il malinteso, verde non è (o, almeno, poco e solo in luoghi e periodi circoscritti, durante la stagione umida). Il Paese è un arcipelago composto da 10 isole di origine vulcanica, molto diverse le une dalle altre. Con una costante: lottano tutte contro i capricci del vento e devono far fronte ad un ambiente vulnerabile a causa della desertificazione e della secca. Sono terre dimenticate in mezzo all’Oceano Atlantico, ad una latitudine inconsueta tra il Tropico del Cancro e l’Equatore, a circa 500 chilometri dalle coste senegalesi. Isole che vennero popolate tardivamente, mica per caso. Eppure, i capoverdiani restano lì. O meglio, emigrano: nel resto del mondo ve ne sono molti di più che in patria (500.000 abitanti a Capo Verde e quasi il doppio all’estero). Ma poi tornano, in un continuo andirivieni. Perché mar fa rima con amar e penar, come ricorda il poeta nazionale Eugénio Tavares. Troppo intensa la sodade, quello struggimento cantato con dolcezza e tormento da Cesária Évora, la diva a piedi nudi che ha portato la morna – musica nazionale di Capo Verde – nel mondo.
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Nizza, il mio primo viaggio 2017

Fiore on the road: i ciclamini del Mercato dei Fiori nella Vieux Nice.
Nizza ha una qualità che più di ogni altra la rende preziosa: la sua luce. Il sole, qui, si riflette sulle case, gli alberi ed il mare in modo speciale, regalando colori brillanti che rendono l’atmosfera magica. Durante l’adolescenza, ho vissuto in questa città scintillante per un paio di mesi in estate e serbo ricordi deliziosi; eppure fuori stagione sprigiona un fascino particolare. Da tempo avevo voglia di tornare, di assaporare la sua eleganza. E così l’ho fatto. Il mio 2017 è iniziato qui, in quello che ho sempre considerato il capoluogo simbolico della Costa Azzurra. È cominciato con il mare, tanti sorrisi, rilassanti passeggiate, un bell’hotel, una cena sfiziosa. E un bagliore unico. Anche Matisse ne rimase folgorato: “La maggior parte della gente viene qui per la luce. Io vengo dal Nord. Ciò che mi ha spinto a Nizza sono i radiosi colori di gennaio e la luminosità della luce del giorno“.
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Giacinto, la primavera è in casa

Appunti: arriva sempre, in inverno, un momento in cui sono colta da un’irrefrenabile voglia di fiori profumati. Anche se meno numerose, in balcone non manca qualche fioritura a rallegrarmi, dal ciclamino (leggi l’articolo dedicato) ai garofanini (che ormai da una manciata d’anni mi sorprendono con inaspettati boccioli nei mesi più freddi!). Ma il clima pungente mi porta a sfruttare meno il mio scampolo di verde en plein air: sul terrazzino in poco tempo le mani si trasformano in ghiaccioli e il naso vira al rosso clown. È il momento giusto per godersi la casa, il divano soffice e le cenette indoor con gli amici. E per rallegrare l’atmosfera, portando un po’ di natura tra le mura domestiche, una bella idea sono i bulbi, capaci di dar vita ad una primavera fuori stagione. Tra tutti, il giacinto, oltre a regalare colore e bellezza, vanta un profumo intenso, persistente e delizia in un solo colpo vista ed olfatto.

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