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Da Miami alle Keys: itinerario on the road

Keys isole

Pianta on the road: le mangrovie che ricoprono le Florida Keys.

Se volete fare uno dei più sorprendenti viaggi on the road della vostra vita, a Miami noleggiate una macchina e dirigetevi verso le isole Keys, nell’estrema punta a Sud della Florida. Quello che conta non è la meta finale – che potete inserire nel vostro gps digitando Key West (ve ne parlo in questo post!) – ma il percorso. Qui più che altrove. In auto percorrerete una striscia di asfalto sospesa sull’Oceano lunga 127 miglia, la mitica Overseas Highway, che prolunga la Route 1 attraversando un paradiso chiamato Florida Keys. Si tratta di un arcipelago di oltre 800 isole coralline, all’estremo confine meridionale degli Stati Uniti. Vi suggerisco i punti più intriganti dove fermarvi!

Informazioni e consigli pratici

Prima di lasciarvi alle spalle Miami (leggi l’articolo!), controllate il bollettino meteo. Il clima è sempre mite – in fondo siete nel “Sunshine State” -, è però importante monitorare gli uragani tropicali, frequenti da maggio a novembre. Quindi, non resta che godersi il viaggio. Le isole Keys sono la porzione esposta di un’antica barriera corallina, l’unica ancora vivente nel Nord America, tutelata grazie al Parco Nazionale Marino. Vantano un paesaggio scenografico, tra pennellate di verde e di turchese, in un susseguirsi di distese di mangrovie, spiagge di sabbia color latte e variopinte sfumature del mare. Un ponte lungo 200 chilometri solca con grazia tutte le isole: con la vostra macchina a noleggio vivrete un’avventura unica!

La macchina che mi ha condotto alla scoperta delle Keys, una Ford Mustang cabriolet rosso brillante.
La macchina che mi ha condotto alla scoperta delle Keys, una Ford Mustang cabriolet rosso brillante. © oltreilbalcone

Key Largo

La prima isola che incontrate arrivando da Miami è Key Largo, la più grande (e lunga) dell’arcipelago. Fermatevi a visitare il Laura Quinn Wild Bird Sanctuary, una riserva di due ettari che offre rifugio agli uccelli feriti. Il Centro ospita anche alcuni ‘residenti fissi’, quei pennuti che purtroppo non possono più essere reintrodotti allo stato brado, ma che qui trovano una nuova casa accogliente. Fate una piacevole passeggiata lungo la passerella che si snoda tra le mangrovie: nel percorso incontrerete aironi, gufi, pellicani, cormorani doppiacresta e tante altre specie. Da scoprire anche il John Pennekamp State Park, una riserva nella riserva: è il primo parco subacqueo degli Stati Uniti, popolato da un’incredibile varietà di pesci. Se amate le immersioni, è il posto che fa per voi!

Il Laura Quinn Wild Bird Sanctuary, con vista sull'Oceano.
Il Laura Quinn Wild Bird Sanctuary di Key Largo, con vista sull’Oceano. © oltreilbalcone

Islamorada

Nota anche come “The Village of Islands”, in questa porzione dell’arcipelago si susseguono, per oltre 20 miglia, isole particolarmente suggestive. Qui le mangrovie cedono il passo ad una distesa blu di Oceano e cielo. Merita una tappa Robbie’s Marina, un piccolo porticciolo dall’atmosfera spensierata. In un complesso costruito con legname di recupero trasportato a riva dalla corrente, questa banchina per le imbarcazioni ospita anche una sorta di mercatino per le pulci e molteplici bancarelle di souvenir. Evitate il ristorante, specchietto per le allodole per i turisti, e seguite l’usanza del luogo, chiedendo al bar un secchiello di sardine. Lo scopo è lanciarle in mare per i numerosi tarponi atlantici che amano nuotare vicino al molo. Sulla banchina farete piacevoli incontri ravvicinati con i pellicani: quando aprono il becco c’è da rimanere a bocca aperta!

Un pellicano da Robbie's Marina, a Islamorada.
Un pellicano da Robbie’s Marina, a Islamorada. © oltreilbalcone

Dove mangiare a Islamorada

Pranzo o cena poco importa, fermatevi nel suggestivo ristorante Lazy Days (che letteralmente significa “giornate lente, pigre”). Affacciato sull’Oceano, le cui tonalità virano al verde, questo luogo infonde calma e serenità. Mentre scegliete cosa ordinare, potete sedervi comodamente su una delle sedie bianche che guardano il mare, sorseggiando uno dei buoni cocktail proposti. La fretta è bandita, quindi rilassatevi e godetevi il panorama. Bella scelta di piatti vegetariani e pesci freschissimi. Tra le specialità: gamberi, capesante e burro al Key lime.

Il ristorante Lazy Days di Islamorada.
Il ristorante Lazy Days di Islamorada. © oltreilbalcone

Marathon

A metà strada tra Key Largo e Key West, è una delle mete più ambite dalle famiglie con bambini per i diversi resort presenti, nonché la ragione per la quale ho scelto di proseguire e non fermarmi qui. Vanta però almeno due buone ragioni per fare una tappa. La prima sono le escursioni di diving e snorkeling: a largo dell’arcipelago ci sono diversi relitti sommersi, abitati da numerosi pesci.

Marathon, Florida Keys.
Marathon, Florida Keys. © oltreilbalcone

Dove mangiare a Marathon

Un altro (ottimo) motivo per fermarsi a Marathon è il leggendario Keys Fisheries, dove mangerete il sandwich di aragosta più buono della vostra vita (ad un prezzo ridicolo)! Il posto è alla buona, autentico e pittoresco: gustate il vostro panino sul lungomare, vista Oceano, con numerosi gabbiani a farvi compagnia. In menù anche altri gustosi sandwich di pesce fresco e un’alternativa per i vegetariani (come la sottoscritta): sulla carta non è certo un posto veggie friendly ma lo spirito del luogo è irresistibile.

Big Pine Key

La parte meridionale delle isole Keys, prima di arrivare a Key West, si contraddistingue per la sua ricca vegetazione. La natura regna sovrana, più che altrove. Dedicate (almeno) una mezza giornata all’incantevole Bahia Honda State Park, che vanta una spiaggia di sabbia bianchissima (avete presente quelle delle cartoline ai tropici?) ed un mare dalle molteplici sfumature, ricco di pesci colorati.

La spiaggia di Bahia Honda con il ponte interrotto sullo sfondo.
La spiaggia di Bahia Honda con il ponte interrotto sullo sfondo. © oltreilbalcone

Dalla spiaggia di Bahia Honda, potete ammirare il vecchio ponte ferroviario, ora interrotto nel centro, con uno squarcio sull’Oceano. In pochi minuti a piedi potete anche salirvi per un breve tratto: da qui si gode una veduta panoramica mozzafiato! Tra le attività, noleggiate un kayak per esplorare il Parco dal mare.

L'antico ponte ferroviario, ora interrotto.
L’antico ponte ferroviario, ora interrotto, a Big Pine Key. © oltreilbalcone

Key West, la reginetta delle isole Keys

Dopo di lei, gli Stati Uniti finiscono. Letteralmente: è il lembo di terra più a sud degli USA ed è qui che si interrompe la Route 1. Ho già dedicato un articolo a Key West (potete leggerlo qui!), consigliandovi 6 esperienze da vivere in quest’isola colorata e artistica, dall’atmosfera spensierata. In questa occasione ve ne suggerisco una su tutte: ammirate il tramonto dal Fort Zachary Taylor State Park. È uno di quegli spettacoli che rimane negli occhi. E nel cuore.

DRITTE TAKE AWAY

Cosa vedere
§ Laura Quinn Wild Bird Sanctuary, Overseas Hwy mile 93 – Key Largo
§ John Pennekamp State Park, Overseas Hwy – Key Largo
§ Robbie’s Marina, Overseas Hwy mile 77,5 – Islamorada
§ Bahia Honda State Park, Overseas Hwy – Big Pine Key
§ Fort Zachary Taylor State Park – Key West
Dove mangiare 
§ Lazy Days, Overseas Hwy – Islamorada
§ Keys Fisheries, Gulfview Avenue – Marathon

SCOPRI ANCHE…
6 esperienze da vivere a Key West (leggi l’articolo)
Miami, perché visitarla e consigli pratici (leggi l’articolo)

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