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Monte Baldo, passeggiata botanica nel Giardino d’Europa

Monte Baldo

Pianta on the road: la brassica baldensis, una specie endemica del Monte Baldo.

Primo Parco Naturale Locale del Trentino, grazie alla sua ricchezza di flora, fauna, ambienti e specie, il Monte Baldo venne definito Hortus Europae (Giardino d’Europa). Vi porto con me in una suggestiva escursione botanica in quota, alla volta di meravigliose fioriture, per scoprire uno scampolo d’Italia unico nel suo genere. Archiviati gli sci (sino alla prossima stagione invernale) la montagna in primavera ed estate dà spettacolo, la Natura si risveglia e regala scorci mozzafiato. E dato che il camminare stimola l’appetito, vi consiglio un ottimo ‘maso’ dove fermarvi a pranzo. Per concludere in bellezza la giornata, mangiando fiori e piante autoctone!

Breve guida al Monte Baldo

Il Monte Baldo è anche soprannominato il balcone sulla Pianura Padana, perché è una delle catene montuose delle Alpi centro-orientali che più si spingono verso questa direzione. Compreso tra le province di Trento e Verona, ad ovest si affaccia sul lago di Garda e, in alcuni scorci, si riesce ad ammirare lo specchio dell’acqua. Il territorio del Baldo ha una superficie di 390 kmq e vanta ben undici vette che superano i 2.000 metri di quota, la più alta è Cima Valdritta (2.218 m).

Uno scorcio sul lago di Garda dal Monte Baldo.

Uno scorcio sul lago di Garda dal Monte Baldo. © oltreilbalcone

 

La nascita del Parco avviene nel 2013 per valorizzare e tutelare la straordinaria varietà di ambienti. Il mio suggerimento è di scegliere il vostro percorso sul sito dedicato (clicca qui) e partire alla volta di variopinte fioriture, con la possibilità di avvistare anche alcuni dei numerosi animali che popolano la zona. Compatibilmente con le vostre le date di viaggio, l’ideale è scoprire il Parco in occasione di uno dei molteplici eventi – dal trekking con gli asini alle passeggiate al crepuscolo -, dove sarete accompagnati da una guida esperta (trovate qui le prossime iniziative in programma).

La ricchezza floristica 

Nonostante il Monte Baldo copra appena lo 0,2 % delle Alpi, vanta oltre il 40% della flora alpina e tre specie endemiche che crescono solo qui, tra cui la brassica baldensis, un delizioso fiorellino giallo che sorge dalle rocce. Per queste ragioni, da secoli, è una meta ambita da studiosi naturalisti, venditori di erbe medicinali e farmacisti, che possono compiere qui studi di botanica, geologia e altre scienze naturali.

Un prato in fiore nel Parco del Monte Baldo

Un prato in fiore, tra piante di tarassaco, nel Parco del Monte Baldo. © oltreilbalcone

 

Tra malghe e boschi di faggi

Una delle caratteristiche anomale del Parco è l’assenza di conifere, che normalmente caratterizzano il paesaggio delle Alpi: ne vedrete appena qualcuna, piantata artificialmente. Facendo la vostra escursione ammirerete invece boschi di faggi, che proteggono le specie che vivono nel sottobosco, come la dentaria, che in primavera regala tappeti viola in prossimità degli alberi.

Un bosco di faggi, paesaggio tipico del Monte Baldo.

Un bosco di faggi, uno dei paesaggi tipici del Monte Baldo. © oltreilbalcone

 

Grazie alla dolcezza dei colli, che ben si prestano ai pascoli, sono state ricavate centinaia di malghe. Il disboscamento di porzioni controllate del Parco è strategico anche per l’ecosistema. Crea spazio per la presenza di pozzi d’alpeggio, costruiti artificialmente dall’uomo, importanti in questa zona dove l’acqua scarseggia e utili per animali come rospi, rane, tritoni, ululoni dal ventre giallo ma anche cervi, che si possono così abbeverare tranquillamente. Inoltre, il concime degli animali che pascolano sviluppa una flora sorprendente.

La fauna del Monte Baldo

Gli animali che abitano questi territori sono molteplici. C’è una ricca varietà di uccelli: si possono avvistare dalle poiane ai rari gipeti, una specie ormai estinta che dopo un progetto di reintroduzione è tornata a volteggiare anche da queste parti (attualmente ve ne sono 160 in tutto l’arco alpino). I picchi sono tutelati: soprannominati ingegneri del bosco, il loro ruolo è fondamentale per tutto l’ecosistema del Parco. E poi ci sono marmotte, caprioli, camosci e cervi, i cui bramiti in autunno, nella stagione degli amori, costituiscono originali itinerari da fare con una guida esperta nelle ore serali.

Monte Baldo lumaca

Una lumaca, ammirata durante la mia passeggiata botanica. © oltreilbalcone

Passeggiate botaniche

Le escursioni in montagna permettono di ammirare, senza fretta, la natura che ci circonda. Sino a giugno nel Parco del Monte Baldo potete scoprire incredibili fioriture: l’ideale è farvi accompagnare da un botanico; sul sito del parco troverete escursioni floristiche. Se, invece, preferite avventurarvi da soli, nessuno ve lo impedisce (meglio comunque documentarsi prima ed essere prudenti, con la montagna non si scherza). La dentaria eptafilo è una specie a fioritura precoce, che sboccia tra lo scioglimento delle nevi e la copertura totale delle foglie di faggio. Se venite sul Monte Baldo in agosto, non ne troverete traccia.

La dentaria eptafilo, una specie a fioritura precoce.

La dentaria eptafilo, una specie a fioritura precoce. © oltreilbalcone

 

In primavera potete ammirare esemplari di anemoni ranuncoloidi gialli, distese di campanellini, gigli rarissimi, colombine cave (corydalis cava, dai petali color glicine), soldanelle alpine e primule intricate. E ancora: peonie selvatiche (in fiore tra giugno e luglio), viole, gagee e genziane. La presenza delle orchidee di montagna, da sola, vale il viaggio!

Primula intricata

Primula intricata, sul Monte Baldo. © oltreilbalcone

 

Il Parco è ricco di piante utilizzabili a scopo alimentare e officinale, come erba cipollina, acetosella, tarassaco, spinaci di montagna (il cosiddetto Buon Enrico), sambuco rosso, nocciole, ciliegi, uva spina e asperula, utilizzata in Trentino per aromatizzare la grappa. Molto importante è conoscere (anche) le piante tossiche, al fine di evitarle, come il veratro, che all’apparenza è buffo, ma letale se ingerito. Gli animali lo sanno e per lo più si guardano bene dal mangiarla, per l’uomo è un’informazione utile da apprendere.

Un esemplare di veratro, una pianta tossica che è bene conoscere ed evitare.

Un esemplare di veratro, una pianta tossica che è bene conoscere ed evitare. © oltreilbalcone

Mangiare in un maso

Le passeggiate e la montagna mettono appetito e, dopo una bella escursione, è utile avere l’indirizzo di un posticino sfizioso dove mangiare. Vi suggerisco un ristorante ricavato in un maso, abitazione tipica dei contadini di montagna. Il Maso Palù è un ottimo posto dove fermarsi a pranzo: a conduzione familiare, la cuoca Emiliana propone piatti di cucina autoctona con molteplici alternative per i vegetariani.

Colorata insalata di erbe spontanee del Baldo e fiori eduli

Insalata di erbe spontanee del Baldo e fiori eduli, al Maso Palù. © oltreilbalcone

 

Potete ordinare alla carta ovvero optare per il menù degustazione (35 euro, vini esclusi). Io ho assaggiato una deliziosa vellutata all’aglio orsino, tortelli di tarassaco in crema di formaggi d’alpeggio, una colorata insalata di erbe spontanee del Baldo e fiori eduli e, per concludere, una bavarese allo zafferano della zona con sciroppo di fiori di sambuco. Prima del caffè, chiedete la tisana digestiva Baldensis!

Per documentarvi sulle attività e gli itinerari da fare nel Parco del Monte Baldo, consultate il sito dedicato, cliccando qui!

[La foto di copertina è di Nicola Campostrini]

 

DRITTE TAKE AWAY

Attività da fare sul Monte Baldo 
§
Trekking sugli asini
§ Passeggiate botaniche
§ Escursioni al crepuscolo
§ Biopercorso Baldensis, tra prodotti bio
§ Itinerario dei cervi in amore (autunno)
Ristorante consigliato
Maso Palù, via Graziani 56 – Brentonico (Trento)

ALTRE METE DA SCOPRIRE IN MONTAGNA IN PRIMAVERA E ESTATE
Fuga dog-friendly in Val d’Ayas (leggi l’articolo)
50 sfumature di verde nel Parco del Quayras sulle Alpi francesi (leggi l’articolo)

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