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Almería, viaggio in una meta insolita dell’Andalusia

Veduta di Almeria.

Pianta on the road: le rose, rosse e carnose, del giardino dell’Alcazaba.

Almería è una delle città più assolate d’Europa. Tranne il giorno in cui l’ho visitata io, in cui pioveva a dirotto, suscitando stupore tra i cittadini, che vedono assai raramente scendere acqua dal cielo. Ad ogni modo, non temete, a voi non capiterà: il sole, qui, è una garanzia (con la mia eccezione, più unica che rara) e questa graziosa cittadina dell’Andalusia, con la sua imponente Alcazaba, merita una visita. Vi chiedo solo un piccolo sforzo d’immaginazione: colorate d’azzurro il cielo grigio delle mie foto, perché è così che lo vedrete voi.

Informazioni pratiche e consigli di viaggio

Almería è una ruvida città portuale, con il suo fascino. Dedicatele un giorno e, perché no, una notte: saprà regalarvi ricordi originali e piacevoli. Per raggiungerla, gli aeroporti più vicini sono quelli di Granada o Málaga; potete noleggiare una macchina e fare un suggestivo viaggio on the road, toccando anche il Deserto di Tabernas (ve ne avevo parlato qui) e la Riserva Naturale di Cabo de Gata (leggi l’articolo), che si trovano nell’omonima provincia.

Uno scorcio della città di Almería.

Uno scorcio della città di Almería. © oltreilbalcone

Dove dormire

Almería non è particolarmente turistica e i prezzi sono economici: potete concedervi il lusso di prenotare il centralissimo Hotel Catedral senza spendere una fortuna. L’albergo, elegante e recentemente ristrutturato, sorge nella piazza principale, proprio dinnanzi all’imponente cattedrale, simile ad una fortezza, circondata da altissime palme: costruita al posto di una moschea distrutta dal terremoto, fu progettata per resistere alle numerose incursioni dei pirati. Dalla piazza della Cattedrale, la città si gira tranquillamente a piedi.

L’Alcazaba di Almería

In passato, Almería dimostrò grande prova di tenacia: fu infatti l’ultima città della regione ad arrendersi ai franchisti, durante la Guerra Civile. Merito soprattutto della sua maestosa Alcazaba, che passò alla storia come la principale fortezza musulmana di tutta la Spagna.

L'ingresso dell'Alcazaba di Almería, sotto un insolito cielo color acciaio.

L’ingresso dell’Alcazaba di Almería, sotto un insolito cielo color acciaio. © oltreilbalcone

 

La cinta muraria sembra un proseguimento della roccia da cui sorge; all’interno vanta lussureggianti giardini con molteplici canali d’acqua. L’Alcazaba è il punto migliore per godere di una veduta panoramica sulla città. Per raggiungere questo sito, passerete dalla parte alta di Almería, un quartiere dal fascino decadente, quello che meglio conserva l’atmosfera moresca che si respirava un tempo.

Una delle bellissime rose rosse nel giardino dell'Alcazaba.

Una delle bellissime rose rosse nel giardino dell’Alcazaba. © oltreilbalcone

Gli originali musei d’Almería

Almería vanta sfiziosi musei da visitare. Il mio preferito è il Museo della Chitarra – interattivo e ben strutturato – che rende omaggio a questo strumento e al liutaio Antonio de Torres, nativo della città, il padre di tutte le moderne chitarre classiche. Tra quiz, documentari e pannelli illustrativi, in una sala potete anche dare sfogo ai vostri impulsi musicali, suonando strumenti acustici e classici. Il biglietto di ingresso costa appena 3 euro!

Il Museo della Chitarra di Almeria.

Il Museo della Chitarra di Almería. © oltreilbalcone

 

Da scoprire anche il Centro Andaluz de Fotografia, che propone mostre fotografiche sempre diverse (ingresso gratuito!) e la Casa del Cinema, dove sono messi in luce i rapporti tra la città e l’industria cinematografica che si sviluppò negli Anni ’70 nel vicino Deserto di Tabernas. Fu una stanza della Casa del Cinema, che prima di essere un museo accolse diversi attori e artisti, ad ispirare John Lennon nella stesura della sua celebre canzone “Strawberry Fields Forever.

Dove mangiare ad Almería

La città vanta diversi indirizzi sfiziosi per il pranzo e la cena, ve ne suggerisco due tra tutti. Il primo è un ristorante, intimo e colorato, dove si possono gustare i sapori del Nord Africa: la cucina è casalinga ed i proprietari hanno origini marocchine. La Tetería Almedina è una sosta deliziosa per un tè pomeridiano con biscotti fatti in casa alle mandorle e limone, ma anche per una cena romantica a base di tajine e cus cus (ottimo quello vegetariano!). Niente vino, purtroppo.

Il cus cus vegetariano della Tetería Almedina.

Il cus cus vegetariano della Tetería Almedina. © oltreilbalcone

 

Lo storico tapas bar Casa Puga – con azulejos azzurri, scaffali colmi di bottiglie d’annata e prosciutti che pendono dal soffitto – è una vera istituzione. Nel lungo bancone all’ingresso si mangia in piedi: ordinando da bere, vi verranno offerte tapas sfiziose, capaci di riempirvi per l’intero pasto. La gente del posto ha questa usanza! Se preferite, ci sono anche i classici posti a sedere. Tra le mie portate del cuore, il formaggio con le mandorle tostate e il pimientos del padron, peperoni verdi saltati alla piastra con sale grosso.

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
Hotel Catedral****, plaza de la Catedral 8 – Almería
Tabas bar e ristoranti consigliati
§
Teteria Almedina, ristorante marocchino
§
Casa Puga, tapas bar
Da vedere
§
Alcazaba
§
Catedral de la Encarnacíon
§ Museo della Chitarra, ronda del Beato Diego Ventaja
§ Centro Andaluz de Fotografia, calle Pintor Diaz Molina 9
§ Casa del Cinema, camino Romero 1

ALTRE TAPPE DA NON PERDERE IN ANDALUSIA
Deserto di Tabernas (leggi l’articolo)
Riserva Naturale di Cabo de Gata (leggi l’articolo)
Siviglia (leggi l’articolo)

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