Colli Tortonesi: itinerario sulle vie del Timorasso

Fiore on the road: la collezione di oleandri nell’azienda vinicola Claudio Mariotto.Timorasso Colli Tortonesi @oltreilbalconeLo scorso week-end ho fatto una piacevole gita fuoriporta a meno di un’ora da Milano, sui Colli Tortonesi, in Piemonte. L’occasione è stata galeotta per (ri)scoprire i prodotti del territorio, tra grani antichi, formaggi, frutta estiva e cantine. All’insegna di un grande protagonista: il Timorasso, vitigno autoctono e vigoroso, che dà origine ad un bianco corposo e strutturato (per intenderci, è forse il vino bianco che più si avvicina ad un rosso). Vi suggerisco un itinerario enogastronomico tra le bucoliche colline del Tortonese per un’originale gita fuori porta, da cui la città sembra lontana anni luce. Perché il mare è bello e il lago ha il suo fascino, ma la campagna non è da meno e, nei week-end, può essere una gradevole alternativa. La Bellezza si può trovare anche dietro l’angolo, senza bisogno di andare lontano.

Itinerario enogastronomico tra i Colli Tortonesi

La bella stagione stimola la voglia di fare escursioni, di stare in giro e trascorrere piacevoli esperienze. Anche dietro l’angolo. Vi ho già consigliato una fuga (dog-friendly) in Val d’Ayas, in Valle d’Aosta, e di farvi sedurre dalle meraviglie del Roero, in Piemonte; oggi vi racconto il profilo gourmand dei Colli Tortonesi, raggiungibili con un breve tragitto in auto da Milano, Piacenza, Genova e Torino. L’occasione che mi ha condotto qui è stata “Quatar Pass per Timurass“, una manifestazione – organizzata da Slow Food e dalla città di Tortona – che ogni anno, a giugno, porta alla scoperta del Timorasso… e non solo. Questa zona vanta morbide colline e suggestivi vigneti, con belle aziende agricole da visitare, per conoscere sapori e tradizioni locali. Perché un ottimo modo per scoprire il territorio è “assaggiarlo”! Vi suggerisco alcune tappe, partendo dalle migliori cantine della zona (secondo me), per arrivare alle specialità gastronomiche. Da sapere: vi parlerò dei bianchi, concentrandomi sul Timorasso, ma da queste parti vengono prodotti anche buoni rossi, come Barbera, Freisa e Dolcetto.

I Colli Tortonesi, la terra del Timorasso, al tramonto

I Colli Tortonesi al tramonto. @oltreilbalcone

Claudio Mariotto 

Genuino, diretto e fuori dalle righe, conoscere Claudio vale la gita. È questo il bello di visitare le cantine: i vini racchiudono storie, esperienze, saperi e sentimenti. L’azienda nasce nel 1920 dal bisnonno; oggi vengono prodotte circa 200mila bottiglie. Calcolate che qui vi fermerete più del previsto (Claudio travolge e coinvolge!) e, se sarete fortunati, potrebbe anche capitarvi di assaggiare qualche vecchia annata. Ma arrendetevi, quelle non le vende: le beve con chi decide lui. Chapeau. Il Pitasso 2004 – Timorasso in purezza – non ha nulla da invidiare ad uno Chablis. Una delle grandi doti di questo vitigno sta nella sua capacità d’invecchiamento.

La bottiglia di Pitasso 2004 di Claudio Mariotto.

Il Pitasso 2004 di Claudio Mariotto. @oltreilbalcone

Quella di Mariotto è una delle declinazioni più interessanti di Timorasso. Provate il Derthona 2015, bella acidità e persistenza, e il Cavallina 2015, vellutato, con piacevoli note minerali (entrambi 100% Timorasso). Se volete una variazione sul tema, merita il Profilo, Cortese in purezza, con bei sentori di mandorla e fiori di campo.

Corinna Agostoni con Claudio Mariotto, nella sua azienda vinicola, con alle spalle una bella pianta di oleandro

Con Claudio Mariotto. @oltreilbalcone

Vigneti Massa 

Il Timorasso – coltivato sin dal Medioevo – ha rischiato l’estinzione, a causa della preferenza per vitigni meno impegnativi (da un punto di vista agronomico). Fortunatamente, dagli Anni ’90, è cominciato un movimento di recupero e sperimentazione, condotto da un gruppo di giovani produttori, capeggiati da Walter Massa. Autentico artigiano, anticonformista e visionario, Walter ha contribuito al riscatto dei vini a bacca bianca della zona. Da provare, il Derthona (antico nome della città di Tortona): partite dal base – che non va mai disdegnato, perché permette di assaporare meglio le evoluzioni -, per arrivare ai due cru principali: Sterpi e Costa del Vento.

Veduta sui Colli Tortonesi dalla tenuta di Walter Massa

Veduta sui Colli Tortonesi dalla tenuta di Walter Massa. @oltreilbalcone

Azienda Agricola Andrea Mutti 

Andrea Mutti, colto e brillante, è stato tra i primi a seguire Walter Massa nella riscoperta del Timorasso. Il papà – Dino Mutti -, venuto a mancare pochi anni fa, fu il fondatore dell’Ente Vini Tortonesi. Il Castagnoli (100% Timorasso) spicca per eleganza. Provate anche il Noceto, un fresco Cortese ed il suo delizioso succo di pesca: fatene scorta per casa!

Vigne Colli Tortonesi Timorasso

Le vigne di Mutti sui Colli Tortonesi. @oltreilbalcone

Renato Boveri 

Renato Boveri – soprannominato Big Renato, nonostante la minuta costituzione –  è un simpatico signore di 95 anni suonati che non ci pensa proprio a godersi la vecchiaia dal divano di casa. Lavora, tutti i giorni, in vigna, guida la squadra della vendemmia e ci tiene a chiacchierare con i clienti. È un’istituzione, un pezzo di storia vivente. Anche la moglie, 93 anni, ha la stessa effervescenza. Il vino fa bene, queste persone ne sono la prova. Con loro, c’è il figlio Danilo. La cantina è proprio sotto la casa ed esiste dal 1860; producono 15mila bottiglie e diverso vino sfuso. “Non li puoi lasciare soli, vogliono lo sfuso, lo prendono da generazioni” mi rivela con dolcezza Big Renato. Sorseggiando il suo Timorasso, perdetevi nei suoi racconti, valgono molto di più di un corso di degustazione. E a chi la fa troppo difficile, a chi ostenta con un calice in mano, ricordategli che per Big Renato “il vino è un essere vivente. Bisogna berlo da amici“.

Alcune bottiglie di Renato Boveri, tra cui il suo Timorasso.

Alcune bottiglie di Renato Boveri, tra cui il suo Timorasso. @oltreilbalcone

Le specialità gastronomiche 

Tra le gustosità del territorio, c’è il formaggio Montebore, con una storia antichissima, che risale al XII secolo. Prodotto con un mix di latte bovino (70%) e ovino, ha una tipica forma da torta nuziale… ed è delizioso! Passò alla storia per essere l’unico formaggio servito al banchetto di matrimonio di Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza (il cerimoniere fu niente di meno che Leonardo da Vinci), ma con il tempo la sua produzione cessò a causa di un progressivo spopolamento delle valli. Fortunatamente nel 1999 la tradizione venne recuperata ed oggi potete ancora assaggiare questa specialità.

Formaggio Montebore-Colli Tortonesi

Una tipica forma del formaggio Montebore. @oltreilbalcone

Per degustare e comprare per casa il formaggio Montebore, andate nell’azienda agricola Cascina Boschetto, a Serravalle Scrivia, dove trovate anche uova fresche e – se non siete vegetariani come me – salumi, tra cui pancetta, salame cotto e salsiccia. Da scoprire la poliedrica azienda agricola Elilu, a Castelnuovo Scrivia, che – oltre ad avere una fattoria sociale, un agricampeggio ed una casa editrice (Edizioni La Ricotta) – vanta l’agriturismo Mangià ad Campagna. Questo è un nobile esempio di chilometro zero: tutto ciò che mangerete è rigorosamente prodotto qui! L’azienda sostiene un progetto di recupero dei grani antichi: con il Senatore Cappelli vengono create focacce, pane e pasta; mentre il Grano Verna (che risale al 1939!) è utilizzato per la produzione di birra. Tra gli animali allevati, non mancano alcuni esemplari di vacche da latte di razza VOT, la cosiddetta Bionda Tortonese, tutelata dal presidio Slow Food.

La vitellina Rosabella dell’agriturismo Mangià ad Campagna.

Passando alla frutta, il territorio vanta due specialità tra tutte: le Fragole Profumate di Tortona, piccoline e squisite, e le rinomate Pesche di Volpedo. Nell’azienda vinicola La Colombera, oltre ad assaggiare la nuova produzione di moscato secco, potete comprare un vasetto di pesche sciroppate (di Volpedo, ça va sans dire). Per me, sono una tenera madeleine: la nonna me le preparava sempre per merenda e, ancora oggi, quasi mi commuovo a mangiarle. La Nonna Carla era di Felizzano (Alessandria), che da Tortona dista appena 20 minuti. E così, la mia gita domenicale tra i Colli Tortonesi mi ha riportato un po’ anche a lei. Perché i sapori e saperi del territorio hanno il potere di raccontare storie. E far vivere emozioni.

I vasetti di pesche sciroppate de La Colombera-Colli Tortonesi

Le pesche sciroppate de La Colombera. @oltreilbalcone

DRITTE TAKE AWAY

Cantine da visitare
§
Claudio Mariotto, Tortona – frazione Vho (Strada per Sarezzano 29)
§ Vigneti Massa, Monleale (piazza Capsoni 10)
§
Azienda Agricola Andrea Mutti, Sarezzano
§ Renato Boveri, Monleale (Strada Costa del Ronco 2)
Agriturismo consigliato
§ 
Mangià ad Campagna, Castelnuovo Scrivia (strada Piccagallo 19)
Dove acquistare le specialità gastronomiche
§
Cascina Boschetto, Serravalle Scrivia (via Cassano 81)
§ La Colombera, Tortona – frazione Vho
La manifestazione
Quatar Pass per Timurass, ogni anno a giugno, itinerario enogastronomico tra i Colli Tortonesi.

Per maggiori informazioni sui prodotti di questo territorio: SlowFood Piemonte

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1 Comment

Filed under Estate, Italia, Primavera, Viaggi, Vino

One Response to Colli Tortonesi: itinerario sulle vie del Timorasso

  1. rossana

    Certo i posti sono belli -in piu sono vicini e se uniti anche a teneri ricordi…il tutto non può essere non piacevole.

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