2 In Africa/ Capo Verde/ Mondo/ Viaggi

Sapore di Sal | Capo Verde

Fiore on the road: la bombardera, tecnicamente la calotropis procera, grazioso fiore che spazia dal rosa al viola, frequente nel Deserto di Terra Boa. Il frutto che produce ha un liquido simile al latte, ma non è commestibile.
Isola del Sale (Ilha do Sal). Questo è il suo nome attuale, che subentrò a quello che aveva in precedenza: Ilha Plana, isola piatta. Entrambi i termini descrivono puntualmente questo coriandolo di terra baciato dal sole in mezzo all’Oceano Atlantico e racchiudono il segreto del suo successo. Perché Sal è l’isola di Capo Verde più gettonata dai turisti di tutto il mondo, che vengono qui per le sue spiagge da cartolina, per l’atmosfera spensierata che si respira a Santa Maria, vivace centro urbano sulla punta meridionale, e per la filosofia “No Stress”, tanto decantata dagli abitanti del luogo. Sal ha dato i natali ai più grandi campioni internazionali di kite surf, cresciuti a pane e vento, cavalcando con grazia e fantasia onde imponenti, capaci di raggiungere i 10 metri d’altezza, ed è diventata una meta cult per chi ama destreggiarsi in mare con la tavola. Vi suggerisco un itinerario dell’isola, alla volta dei siti da non perdere, delle spiagge più suggestive e degli indirizzi sfiziosi da scoprire a Santa Maria.

Sulla destinazione: l’isola di Sal 

Capo Verde è un arcipelago composto da 10 isole dal carattere molto diverso (leggi qui l’articolo dedicato). Sal dista circa 500 chilometri dalle coste del Senegal e, un tempo, le saline costituivano una florida opportunità commerciale in una terra povera di risorse naturali (frutta e verdura scarseggiano), mentre oggi il sale prodotto viene utilizzato solo per il consumo locale. Atterrando all’aeroporto internazionale Amílcar Cabral, costruito da Mussolini per collegare l’Europa al Sud America, noterete subito la caratteristica morfologica tipica dell’isola: è piatta come una tavola, peculiarità che ha contribuito ad eleggerla reginetta del turismo, grazie alla facilità a costruire strutture ospitanti per i vacanzieri di mezzo mondo.

Sal ed il suo profilo tipicamente piatto. @oltreilbalcone

Le spiagge da non perdere

Le spiagge cult da non perdere sono quelle dove si pratica il kite surf: ad est, Kite Beach, dove le vele colorate svolazzano nell’aria come un raduno di farfalle tra mare e cielo, mentre ad ad ovest sorge Ponta Preta, con una bella duna di sabbia ed un grazioso bar che vanta la migliore caipirinha dell’isola. Se da un lato ci sono vento e onde alte, dall’altro ci sarà calma piatta: a voi la scelta!

Kite Beach. @oltreilbalcone

Andate da Tribal Surf, una delle scuole di kite più importanti dell’isola, per fare una chiacchierata con il mitico Libero, 50enne romagnolo, sempre insieme a Tribal, il suo inseparabile labrador color cioccolata. Libero è un cittadino del mondo, con i capelli rasta e l’animo libero (gli amici lo chiamano “Free“), che ha allevato grandi campioni di kite, come Matchu Lopes e Airton Cozzolino (che ha adottato, contribuendo a farlo diventare un fuoriclasse). Più che una scuola, Tribal Surf è un gruppo di amici, capaci di fare squadra e coinvolgere con passione anche i neofiti: prendere qualche lezione qui è un’esperienza di vita. E potrebbe anche capitarvi di incontrare qualche grande campione, tutti molto cordiali e alla mano. A Sal è nata la disciplina strapless, una nuova modalità di cavalcare le onde, con l’aquilone ed una tavola da surf senza attacchi, che permette agli atleti di fare salti e rotazioni spettacolari.

Il campione mondiale Airton e suo papà Libero Cozzolino. @oltreilbalcone

Un modo divertente per esplorare la costa è noleggiare un quad (munitevi di un foulard per evitare che sabbia e terra vi finiscano in bocca e tenete presente che tutti i vestiti che avrete addosso saranno poi da lavare… ma ne vale la pena!). Partendo da est, scoprite la spiaggia Igrejinha, dove nel week-end vengono organizzati campeggi e feste.

In quad sulla spiaggia Igrejinha. @oltreilbalcone

Spingetevi sino alle brillanti saline di Santa Maria e raggiungete Kite Beach. Attraversate l’entroterra passando per il Deserto di Paglia Verde, dove di verde non c’è quasi nulla, se non qualche sparuta piantina: è il rosso della terra e della polvere a prevalere. Sulla costa ovest, arrivate a Calheta Fonda, una quieta baia dove da luglio a settembre le tartarughe vengono a deporre le uova e proseguite sino a Ponta Preta, per ammirare il tramonto.

Sulla spiaggia di Ponta Preta. @oltreilbalcone

Non lontano c’è il Bikini Beach Club, un locale sciccoso dove prendere l’aperitivo a picco sul mare, uno scampolo di Ibiza a Capo Verde: divanetti bianchi per mettersi comodi sorseggiando un mojito, una grande piscina centrale, luci viola e musica elettronica, con due ragazzi immagine che ballano in modo impeccabile e coinvolgente.

Il Bikini Beach Club. @oltreilbalcone

Tour dell’isola 

Sal non è molto grande: vi basterà una giornata per fare un bel giro alla scoperta di ciò che di meglio ha da offrire. Affidatevi ad una guida locale per farvi raccontare la storia dell’isola. Partendo dall’estremo sud, da Santa Maria raggiungete la Baia di Murdeira, graziosa riserva naturale da cui si scorge il Monte Leone, una delle due piccole vette locali (appena 263 metri). Questo è l’unico posto dell’isola dove si possono ammirare le piante di cotone, primo commercio locale (altrove a Capo Verde, come a Santiago e Fogo, sono numerosissime). Da maggio a dicembre, le acque di questa baia sono popolate da una nutrita popolazione di delfini, balene e tartarughe, che vengono qui a riprodursi; è anche uno dei luoghi più belli per fare snorkeling, ammirando grotte e coralli.

Una pianta di cotone nella Baia di Murdeira. @oltreilbalcone

Oltre a Santa Maria, l’altro relativamente grande centro abitato è Espargos (25mila abitanti), vicino al quale sorge l’aeroporto. Tutti gli anni a dicembre il comune regala ai suoi cittadini della vernice colorata per dipingere le proprie case con sfumature brillanti, dall’arancio al turchese, sino al viola. Affascinante il colpo d’occhio della cittadina arcobaleno dall’alto, per il resto, anche se non vi è nulla di particolare da vedere, vale la pena farci una passeggiata per capire qualcosa in più della vita quotidiana della gente del posto. C’è un grazioso skatepark, colorato da murales, alcuni dei quali rappresentano Amílcar Cabral, eroe nazionale, e un caratteristico mercato di frutta e verdura dove, tra cani sonnacchiosi che riposano ai cigli della strada, si trovano banane, angurie, papaie e la calbicera, il cui succo è ottimo per chi soffre di pressione alta. Se vi trovate a Espargos la mattina, andate allo Snack Bar Tanha Fina per fare una colazione tipica a base di caffè, uovo fritto, pesce e cachupa (piatto tradizionale a base di mais, fagioli, tuberi e ortaggi vari). Per pranzo il Cyber Caffè propone murena fritta con peperoncino, ma i locali sono soliti frequentarlo dopo le 17, quando escono dal lavoro; in alternativa un altro posto gettonato è il Sivy Bar.

Scorcio della città di Espargos. @oltreilbalcone

Palmeira, pittoresco villaggio di pescatori, è il terzo centro dell’isola per grandezza e probabilmente il più suggestivo. Anche qui le casette sono basse e colorate, nei negozi di souvenir – che spesso espongono pesci palla – potete acquistare pensierini da portare a casa per gli amici. Nel piccolo porto la gente del luogo, giovani e anziani insieme, gioca seduta sulle panchine ad uril: nato nell’antico Egitto, è molto frequente in tutta l’Africa, ma ogni Paese ha regole diverse.

Il colorato villaggio di pescatori di Palmeira. @oltreilbalcone

Proseguendo sulla costa in direzione nord, incontrerete la piscina naturale di Burracona, dove potrete tuffarvi e fare il bagno. Purtroppo il sito è spesso preso d’assalto dai turisti; è stata inoltre acquistata la proprietà privata ed ora l’accesso, una volta libero, è a pagamento. Se scegliete di entrare, potete vedere anche l’Occhio Blu, una grotta di 18 metri di profondità che, grazie alla luce del sole, disegna un occhio sull’acqua: bisogna andarci intorno a mezzogiorno per notare l’effetto ottico, ma c’è spesso troppa coda e non ne vale granché la pena.

La piscina naturale di Burracona. @oltreilbalcone

Nel Deserto di Terra Boa, nell’entroterra, si può vivere l’esperienza dei miraggi; in mezzo al nulla c’è anche un baretto, l’Open Mirage Bar. Ma quello è vero, come sono vere le sparute coltivazioni di fagioli, mais, angurie e meloni: il poco Verde che cresce sull’isola, si trova bizzarramente proprio qui, insieme a qualche mucca. Non ci sono invece serpenti o altri animali pericolosi, fa troppo caldo anche per loro!

Il fiore bombardera, nel Deserto di Terra Boa. @oltreilbalcone

Sulla costa est sorge la Salina Pedra do Lume, scoperta da un portoghese nel 1805. Fino agli Anni ’60 era un grande business per l’isola, poi il Brasile – principale Paese in cui veniva esportato il sale – scoprì della saline sul suo territorio, istituendo una tassa su tutto ciò che arrivava dall’estero. Oggi solo il 5% del sale viene esportato, alle Canarie; la produzione rimane così prevalentemente sul territorio nazionale. Pedra do Lume si trova all’interno di un antico cratere vulcanico spento e regala un paesaggio lunare suggestivo dominato dal rosso della terra e dal bianco e rosa del sale. Da qui si ammira anche la vetta più alta di Sal, il Monte Leone (407 metri). Pagando un biglietto d’ingresso (5 euro), è possibile fare il bagno e leggenda vuole che permetta di ringiovanire di 10 anni. L’acqua è calda e ci si può coricare, rimanendo piacevolmente a galla con la pancia all’aria (l’effetto è lo stesso del Mar Morto). Si possono anche fare dei trattamenti di sale e fango. La struttura ospita un ristorante (solo su prenotazione), dove si può scegliere un menù base di carne, pesce o vegetariano: semplice e genuino.

La Salina Pedra do Lume. @oltreilbalcone

Scendendo sulla costa est, verso sud, raggiungete Shark Bay, una graziosa baia dove si ammirano gli squali limone, lunghi circa 2 metri, che amano nuotare nell’acqua bassa: nessun timore, sono innocui, anzi si spaventano dell’uomo. In mare ci sono anche molteplici coralli e le cosiddette “fighe di mare”, grosse lumacone che, se toccate, rilasciano un liquido simile ad un inchiostro violetto.

Shark Bay. @oltreilbalcone

La movida di Santa Maria

Nella punta sud di Sal, Santa Maria è una frizzante cittadina, dotata di servizi e indirizzi sfiziosi, per fare shopping di giorno e divertirsi la sera. Mentre sulla lunga spiaggia del paese si prende il sole e si fanno partite di calcio, tutte le mattine al molo c’è il mercato del pesce: dalle 10 alle 12 arrivano le barche, che scaricano tonni e orate, i commercianti li puliscono sul posto per i clienti. Un cane basso e lungo, simile ad una salsiccia, monitora la situazione, nella speranza di accaparrarsi qualche sfizioso avanzo. In vendita anche le conchiglie – il mitico busio è una prelibata specialità locale -, che avvicinate all’orecchio permettono di ascoltare il mare. Il molo è un intrigante acquario umano e permette di entrare subito in sintonia con la città.

Un commerciante mentre pulisce il pesce appena pescato sul molo di Santa Maria. @oltreilbalcone

In paese le case sono basse e solitamente non superano i tre piani; la cultura del colore è ben radicata anche qui: gli edifici sono verde mela, indaco, rosa pastello ed ocra. Gli abitanti sono molto cordiali, c’è anche una nutrita popolazione di italiani (circa 115) che hanno scelto di lasciare lo Stivale per trasferirsi a Santa Maria: la gelateria Giramondo è uno dei punti di ritrovo della comunità nostrana. La mattina fate colazione nella storica panetteria Dadò, l’unica del paese, aperta anche fino a tarda notte oppure concedetevi un buon frullato da Cape Fruit (per pranzo anche buoni piatti veggie!), che ha un grazioso dehors con pareti verde menta, cuscini dai colori vitaminici, amache, un berceau creato con le foglie di palma intrecciate ed uno spazio dedicato al book crossing. Se volete fare un po’ di shopping, Bazof è il brand di tendenza di Capo Verde per l’abbigliamento, ideato dal romagnolo Massimo Casadei e venduto nell’omonimo monomarca, a pochi passi dalla spiaggia. Per trovare dei graziosi e autentici souvenir 100% capoverdiani, andate da Djunta Mo Art e da L’Alambic, che vende il rinomato vino di Fogo, il caffè locale ed un grogue delizioso – distillato del posto ottenuto dalla lavorazione della canna da zucchero -, fatto in casa nell’isola di São Vicente e poi unito a cioccolato, tamarindo, banana, miele o menta (è possibile fare delle degustazioni). Spesso sulla spiaggia di Santa Maria vengono organizzate gare di bodyboard e surf per bambini e ragazzi: tutto il paese si siede sulla sabbia per ammirare i giovani campioni del futuro destreggiarsi tra le onde.

Alcuni ragazzini pronti per una gara di surf sulla spiaggia di Santa Maria. @oltreilbalcone

Superato il locale Angulo (specialità omelette e burrito), che è al contempo una scuola di surf, aperta dall’omonimo campione hawaiano, sposatosi  con una donna capoverdiana, c’è una palestra en plein air (ingresso gratuito), realizzata con materiali di recupero come gomme, pietre e legni, dipinta di bianco e azzurro. La gente del posto viene qui per allenarsi, si incontrano numerosi ragazzi che lavorano per la security dei tanti resort del paese: fare pesi vista mare è tutta un’altra storia! Forse riuscirei anch’io a frequentare questa palestra.

La palestra sulla spiaggia di Santa Maria. @oltreilbalcone

Superato il corner fitness, la spiaggia diventa di sassi neri e frammenti di busio, sino ad incontrare il Fashion Beach Club, un cocktail bar e ristorante tutto bianco, con infinity pool e divanetti (quello più suggestivo è dentro la piscina!). Nella struttura c’è anche un centro di agopuntura.

Il Fashion Beach Club. @oltreilbalcone

Se durante il giorno per le vie del paese le signore vendono arance, banane e mele, esposte all’interno di carriole, la sera c’è ampio spazio per divertirsi. Il venerdì e il sabato le due strade principali vengono chiuse al traffico e i locali, che per l’occasione riversano i loro tavolini all’aperto, propongono musica dal vivo. Per cena, andate da Chez Pastis per assaggiare la buona cucina della chef di Ferrara Stefania Carelli, in un ambiente romantico, con le pareti color lampone ed il soffitto con rami intrecciati, da dove si può intravedere il cielo stellato. Nei piatti i sapori di capoverde si mescolano con fantasia a quelli italiani, con qualche influenza asiatica (meglio prenotare con anticipo, i coperti sono pochi ed è sempre al completo!).

La sala, intima e accogliente, del ristorante Chez Pastis. @oltreilbalcone

Se volete concedervi un’aragosta – specialità dell’isola – andate da Le Privé, dove si mangia in un bel giardino en plein air (il proprietario, francese, gestiva in precedenza Chez Pastis). Anche il Marea, fuori dal centro più trafficato, è una garanzia: i padroni di casa sono una coppia di italiani, la cucina è semplice, genuina e il conto accessibile. Per il dopocena c’è il Buddy, che propone sempre musica dal vivo, il Raggae Bar, su una terrazza a cui si accede salendo una ripida scalinata e il pub Calema, per sorseggiare un cocktail in uno dei tavolini all’aperto, mentre dentro si balla dalla salsa al rock. Un discorso a parte va fatto per l’Ocean Café, nel cuore pulsante di Santa Maria, un intrigante concept store, gestito dal poliedrico Renato, padovano trapiantato a Capo Verde con famiglia. Il locale ospita un negozio molto carino dove si trovano dalle targhe vintage, alle magliette, sino ad originali modellini di moto. Di fianco allo shop sorge il pub, nel quale si può cenare sorseggiando un mojito fatto a regola d’arte, coccolati da un servizio amichevole e professionale. Vi potete fermare anche fino a tarda notte: spesso c’è musica dal vivo; la serata da non perdere è la jam session del martedì, dove sul palco si alternano cantanti professionisti, pescatori e turisti, mentre in sala ci si scatena ballando.

La jam session del martedì all’Ocean Café. @oltreilbalcone

Dove dormire a Santa Maria, nell’isola di Sal

L’Ocean Café dispone anche di alcune suite di design originali a prezzi onesti ed è un ottimo posto dove fermarsi a dormire, nel centro della cittadina. Il filo conduttore delle stanze è la musica, ognuna è concepita in omaggio ad un cantante locale: da Ildo Lobo, a Lura, sino a Cesaria Evora, a cui è dedicata la camera più spaziosa. Se preferite dormire in un resort, il Crioula dista appena 5 minuti a piedi da Santa Maria, è un villaggio turistico a prezzi accessibili e potrete contare sul supporto del tour operator CaboVerdeTime per escursioni ed attività sull’isola. L’elegante hotel di charme Odjo d’Agua si trova in una posizione intima ed invidiabile, in fondo alla spiaggia del paese, a picco sul mare: se non doveste venire qui per dormire, andate comunque a curiosare, accanto alla piscina c’è un bellissimo esemplare di pianta Crescentia Cujete, tipica dal Centro e Sud America.

Un esemplare della pianta Crescentia Cujete nell’Hotel Odjo d’Agua. @oltreilbalcone

Santa Maria è un luogo che rimane nel cuore per il calore e la gentilezza delle persone che lo abitano. E se la bellezza dell’isola e delle sue incantevoli spiagge è indiscutibile, il regalo più prezioso è quello concesso dall’uomo: sentirsi accolti a migliaia di chilometri da casa rende il viaggio un’occasione speciale di confronto, apertura e condivisione.

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
§ 
Crioula Club Hotel & Resort – Santa Maria
Suite originali e hotel di charme suggeriti
§ Ocean Café – Santa Maria
§ Hotel Odjo d’Agua – Santa Maria
Ristoranti consigliati
§
Chez Pastis, rua Amílcar Cabral 5 – Santa Maria
§ Le Privé – Santa Maria
§ Marea, rua Salinas – Santa Maria
Locali
§
Ocean Café, concept store – Santa Maria
§ Buddy, rua 1 de Junho – Santa Maria
§ Calema, rua 1 de Junho – Santa Maria
§ Raggae Bar – Santa Maria
§ Bikini Beach
§ Fashion Beach Club – Santa Maria
Per fare una pausa
§ Giramondo, gelateria – Santa Maria
§ Dadò, panetteria – Santa Maria
§ Cape Fruit, frullati – Santa Maria
Shopping
§ Bazof, abbigliamento – Santa Maria
§ Djunta Mo Art, souvenir capoverdiani – Santa Maria
§ L’Alambic, souvenir capoverdiani – Santa Maria
Scuola di kite, wind e surf
§ Tribal Surf di Libero Cozzolino
§ Angulo di Josh Angulo

SCOPRI ANCHE…
→ Capo Verde, paradiso amaro (leggi l’articolo)
L’isola di Boa Vista (leggi l’articolo)

 

Sorrisi sul molo di Santa Maria. @oltreilbalcone


SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

You Might Also Like

2 Comments

  • Reply
    Boa Vista, incantesimo di sabbia | Capo Verde | oltreilbalcone
    maggio 31, 2017 at 11:46 am

    […] ultime stime del 2015). Le sue dimensioni, per intenderci, sono circa tre volte la più turistica Sal (leggi qui l’articolo dedicato). Se amate gli spazi sconfinati, i luoghi poco affollati e le bellezze della natura, il mio […]

  • Reply
    Capo Verde, paradiso amaro | oltreilbalcone
    maggio 31, 2017 at 7:41 pm

    […] ARTICOLI SUL BLOG DEDICATI A CAPO VERDE → L’isola di Sal (leggi l’articolo) → L’isola di Boa Vista (leggi […]

  • Leave a Reply

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

    Continuando la navigazione su questo sito autorizzi l'uso di cookies. Maggiori informazioni

    I cookies di Oltreilbalcone vengono attivati in modo da permetterti di avere la miglior esperienza possibile su questo sito. Se prosegui a visitare Oltreilbalcone senza cambiare le tue preferenze o cliccando "Accetto" qui sotto, ne autorizzi l'utilizzo.

    Chiudi