Île d’Orléans, l’orto del Québec

Pianta on the road: l’acero.
Coltivando la terra, si coltiva anche la felicità. Ne ho avuto la conferma nell’Île d’Orléans, a soli 10 minuti di macchina dalla città di Québec: un paradiso bucolico dal forte carattere rurale, con una bassissima connessione wi-fi. Qui il tempo sembra essersi fermato: lasciate in tasca lo smartphone (tanto non va!) ed assaggiate gli squisiti pomodorini gialli che crescono su quest’isola del fiume Saint-Laurent, collegata alla terra ferma da un unico ponte. Una sola strada principale di 60 chilometri gira intorno a questo lembo di terra, tra campi di fragole, orti, vigne, frutteti, fattorie e mulini a vento: percorretela in macchina o in bici, fermandovi nei molteplici économusée che incontrerete lungo il tragitto. Si tratta di piccole imprese private – dal produttore di sidro al coltivatore di mirtilli – aperte al pubblico, dove contadini e artigiani raccontano con passione il proprio mestiere; si possono degustare gratuitamente i prodotti del territorio e acquistare a chilometro zero le specialità locali. E se volete scoprire tutti i segreti dello sciroppo d’acero, visitando una Cabane à Sucre, questa è l’occasione giusta!

Una villetta dal tetto rosso brillante nell’Île d’Orléans. @oltreilbalcone

Quello che non mi sarei mai aspettata dal mio viaggio in Québec è di mangiare incredibilmente bene. E sano. La qualità delle materie prime è mediamente molto elevata e spesso provengono dall’Île d’Orléans, vero e proprio eden dell’agricoltura. Le carote sanno di carota, i peperoni di peperone… non è una banalità al giorno d’oggi. Quest’isola è genuina, come i frutti che regala. È un posto che rende sereni, dal sapore semplice, che aiuta a riportare l’attenzione sulle cose importanti. L’uomo, qui, si dedica alla terra e lo fa con rispetto, la Natura ricambia con generosità, donandogli prodotti eccellenti. Prendetevi almeno una giornata per scoprire l’isola con calma: potete fare una gita fuori porta mentre soggiornate a Québec (leggi l’articolo dedicato alla città) oppure fermarvi qui a dormire. Se il vostro itinerario ve lo consente, vi suggerisco questa seconda opzione: non esiste una movida notturna all’Île d’Orléans, ma una notte in campagna – cenando in un ristorante suggestivo e perdendosi ad ammirare le stelle, senza alcuna distrazione sonora se non il frinire delle cicale -, ha il suo fascino. Alla luce del sole, per iniziare ad esplorare l’isola basta percorrere la strada principale, ai lati della quale fanno capolino campi coltivati, prati curati all’inglese e graziose villette con i tetti colorati, giardini fioriti e caselle della posta dipinte. Vi suggerisco alcune tappe che meritano una sosta.

Una fattoria dell’isola. @oltreilbalcone

GLI INDIRIZZI DA SCOPRIRE
Fermatevi da l’Érabilère Richard Boily, un’autentica Cabane à Sucre dove ammirare di persona come nasce lo sciroppo d’acero tanto amato dai canadesi, scoprendo le tecniche utilizzate per ricavarlo e visitando un bosco di aceri. La gentile Nicole, la signora che insieme al marito conduce quest’attività con oltre 6.000 alberi, vi racconterà che esistono 6 diversi tipi di acero, ma unicamente da una pianta – l’érable à sucre – si può ricavare lo zucchero. Ed è solo per un mese all’anno, tra marzo e aprile, che viene prodotto: un periodo magico in cui gelo e temperature miti si alternano, provocando una pressione all’interno dell’albero che favorisce la colata dello zucchero, trasparente come l’acqua. Per recuperare la materia prima si raggiungono gli alberi con le racchette da neve: è vero che è in primavera, ma siamo in Québec e gli inverni sono più lunghi che altrove. Per fare un litro di sciroppo d’acero è necessario raccogliere 50 litri di questo liquido trasparente, si tratta quindi di settimane intense, dove bisogna rimboccarsi le maniche perché dal raccolto dipenderà l’intero anno.

La Cabane à Sucre Boily, nel cuore di un bosco d’aceri. @oltreilbalcone

Da Richard Boily (l’azienda prende il nome dal marito) avrete l’occasione di assaggiare lo sciroppo, ma anche altre gustosità come il burro d’acero (non fatevi ingannare, si chiama così perché la consistenza è simile, ma non c’è burro, il liquido è cotto a 112 gradi, poi caramellizzato), le caramelle e lo zucchero (ottimo come alternativa a quello di canna). Questo è il luogo giusto anche per comprare qualche latta di sciroppo d’acero da portare a casa, per sé o per gli amici: la qualità è eccellente ed i prezzi onesti. Anzi, scoprendo l’immenso lavoro che vi sta dietro, viene voglia di pagarlo di più! In Québec lo sciroppo d’acero è un ingrediente immancabile a colazione, ma viene utilizzato anche per la preparazione di piatti salati, come carni o casseruole di verdura… le alternative non mancano per fare ricette originali.

Le latte di sciroppo d’acero in vendita da Richard Boily. @oltreilbalcone

Da Les Fromage de l’Isle d’Orléans assaggerete formaggi artigianali, che gli abitanti dell’isola facevano nelle loro case sin dal 1600. La Maison schiera tre gustosità da provare: dalla Faisselle, fresco, di latte pastorizzato di mucca; al Paillasson, dalla forma tonda, delizioso da arrostire in padella; sino al Raffiné, a pasta molle, da spalmare sul pane. Per mandare giù i formaggi fermatevi da Bilodeau, la prima sidreria dell’isola, con oltre 3500 meleti e 15 varietà. La mela è la regina indiscussa: dal succo (senza zucchero), al sidro (hanno 8 bottiglie differenti, tra cui il cidre de glace… preparatevi!), dalla marmellata, alle torte, sino al burro (di mela, ça va sans dire).

Prima che venisse battezzata come si chiama tutt’ora, l’isola era conosciuta come Île de Bacchus (di Bacco) per i suoi ottimi vini. La tradizione vinicola si è tramandata sino ad oggi: avrete occasione di ammirare diverse vigne.

Uno dei tanti vigneti dell’Île d’Orléans. @oltreilbalcone

Fate una tappa nel vigneto Isle de Bacchus, 11 ettari con vista suggestiva sul fiume Saint-Laurent. All’interno di una pittoresca casetta bianca con persiane blu carta da zucchero, potete provare i vini della casa: interessante il rosé e il vin de glace, una variante ottenuta dalla fermentazione di grappoli congelati, vendemmiati tardivamente quando la temperatura raggiunge i -8 gradi.

Le finestre blu della cantina Isle de Bacchus. @oltreilbalcone

Per non scendere di grado alcolico, andate a fare visita a Cassis Monna & Fils. Qui viene coltivato il ribes nero per ricavarne il celebre liquore Crème de Cassis, una specialità che nasce in Francia, in Borgogna (leggi l’articolo) ed è particolarmente apprezzata per l’aperitivo nel cocktail Kir. Le bottiglie di questa piccola impresa di famiglia, condotta dal padre e dalle sue due figlie, hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, come la medaglia d’oro “rivelazione dell’anno” a Bruxelles. Potrete visitare l’azienda, dove domina il color ciclamino, e fare una piacevole degustazione, accomodandovi nel giardino fiorito che affaccia sul fiume. Oltre alle bottiglie, in vendita anche marmellata di cipolle, mostarda, succhi e tè al ribes nero.

Un manifesto nella maison Cassis Monna & Fils. @oltreilbalcone

Nella punta a nord-est dell’isola, c’è un grazioso punto panoramico dove, salendo un’alta scalinata con oltre sei rampe di una struttura in legno, si può ammirare una suggestiva veduta a 360 gradi. La tranquillità regna sovrana e dall’alto risulta ancora più evidente: l’Île d’Orléans sembra un acquarello, dominata da prati in fiore e coltivati, che spaziano dal verde allo zenzero, con poche sporadiche villette che ricordano gli scenari della Casa nella Prateria.

L’isola vista dall’alto. @oltreilbalcone

Ad una manciata di passi, sorge la Confiserie de la Vieille École, un negozio di dolciumi all’interno di una pittoresca casetta con il tetto e le porte blu pavone e le pareti color crema, dove il tempo sembra essersi fermato agli Anni ’50. Troverete ogni genere di golosità – dalle caramelle di una volta, ai bastoncini di liquirizia da rosicchiare, sino allo zucchero filato -, che riportano con la mente (e il cuore!) a quando si era piccini. E se non ne avete ancora abbastanza di tanta dolcezza, accanto trovate la Chocolaterie de l’Île d’Orléans, dove il cioccolato è declinato in ogni gusto e forma. Le fave di cacao arrivano dal Belgio e, tra le specialità da non perdere, ci sono i cioccolatini alle mandorle.

La porta d’ingresso della Confiserie de la Vieille École. @oltreilbalcone

Gli économusée non riguardano unicamente attività legate all’enogastronomia. Tra gli atelier da visitare che escludono il panorama alimentare vi consiglio la Maison Drouin, una casetta d’epoca che risale al 1730 e permette di scoprire come vivevano un tempo gli abitanti dell’isola e gli incantevoli giardini della Seigneurie de l’Île d’Orléans. Potrete visitare 10 ettari (calcolate almeno due ore) che comprendono sei diverse oasi verdi: il frutteto, dove assaggiare more, mele cotogne e ribes, cogliendoli direttamente dagli alberi ; la silenziosa foresta zen; un parco con oltre 75mila esemplari di piante di lavanda; il giardino d’ombra e quello dei 5 sensi, dove scoprire le quattro grandi famiglie di profumi del mondo. Prima di andarvene, fate shopping nella boutique, che vende prodotti cosmetici naturali, creati con olio di lavanda essenziale, con proprietà disinfettanti, calmanti e digestive.

Lavanda nei giardini de la Seigneurie. @SeigneuriedelîledOrléans

DOVE MANGIARE
Di giorno, ai lati della strada principale, troverete diverse bancarelle di produttori locali che vendono la loro frutta e verdura, tra le specialità i pomodori, le fragole e i mirtilli, ma l’offerta è ampia. Prendete tutto ciò che vi stuzzica per il pranzo e fermatevi in una delle numerose aree pic-nic: l’Île d’Orléans è il luogo ideale per mangiare en plein air. La sera l’isola è molto, molto, molto tranquilla. Se avete voglia di andare in giro per locali e fare bagordi non è certo il posto giusto. Se invece volete prendervi il vostro tempo, fare una graziosa cenetta ed ammirare le stelle, lasciandovi cullare dai suoni della natura, ne rimarrete estasiati. Tra i ristoranti, vi consiglio Les Ancêtres, che propone una cucina del territorio rivisitata con estro ed impiattatta ad arte, in un’atmosfera romantica. Anche se in menù la quota vegetariana scarseggia, non abbiate timore di affidarvi allo chef, saprà coccolarvi!

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
Au Toit Bleu
Ristorante consigliato
Les Ancêtres
Tappe gourmand
§ L’Érablière Richard Boily, aceraia
§ Les Fromage de l’Isle d’Orléans, formaggeria
§ Bilodeau, sidreria
§ Isle de Bacchus, vigneto
§ 
Cassis Monna & Fils, liquoreria
§ Confiserie de la Vieille École, negozio di dolciumi
§ Chocolaterie de l’Île d’Orléans, cioccolateria
Da vedere
§ Maison Drouin, casa d’epoca
§ Seigneurie de l’Île d’Orléans, giardini privati

ALTRE TAPPE DA NON PERDERE NELLA PROVINCIA DEL QUÉBEC
→ Québec, la città (leggi l’articolo)
→ Cantons-de-l’Est e North Hatley (leggi l’articolo)
→ Fiordi del Saguenay (leggi l’articolo)
→ Tadoussac e le balene (leggi l’articolo)
Parc de la Mauricie (leggi l’articolo)

Il dehors fiorito di una casa nell’Île d’Orléans. @oltreilbalcone

 

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