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I profumi di Grasse: visita da Fragonard nell’anno della peonia

Fiore on the road: la peonia, il fiore celebrato per tutto il 2017 dalla profumeria Fragonard.
Chi mi conosce lo sa: i miei occhi sono il naso. Vivo attraverso i profumi, dalla fragranza pungente del quotidiano la mattina, all’odore della neve in inverno, passando dagli effluvi di erba appena tagliata, all’aroma del caffè. Tra i 5 sensi, il mio prediletto è senza dubbi l’olfatto. E per una persona come me, un viaggio a Grasse – capitale mondiale del profumo e pittoresca cittadina della Provenza, in Francia – è un’esperienza speciale. Gioia pura. Ma lo sarà anche per voi, perché Grasse ha un fascino d’altri tempi e gode di un microclima magico, beneficiando del sole del Sud della Francia, della dolcezza del Mediterraneo, della freschezza notturna dovuta all’altitudine e dell’abbondanza di corsi d’acqua. Tutti questi elementi convergono nel fare di questo luogo il posto ideale per la nascita e coltivazione di numerose specie di fiori e piante aromatiche. Per creare Chanel N°5, per dire, vengono utilizzati solo gelsomini di Grasse. Da queste parti, i fiori danno il meglio di sé. E proprio qui, ho visitato la storica Parfumerie Fragonard: un’esperienza avvincente, per scoprire come nasce un profumo, la professione del Naso, la differenza tra un eau de toilette e un eau de parfum, sviluppando una nuova sensibilità. Narici aperte, quindi, vi porto con me in questo viaggio aromatico!
Nel suo avvincente libro “Profumo”, Patrick Süskind scrive: “Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini. Poiché gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore, davanti alla bellezza, e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi al profumo“. Il profumo ha una potente forza di persuasione: è penetrante, avvolgente. Strega, cattura, seduce. Ma partiamo dall’inizio. La profumeria Fragonard nasce nel 1926 a Grasse dalla mente di Eugène Fuchs; in città oggi ci sono tre fabbriche artigianali e la conduzione è ancora familiare (siamo alla terza generazione): al comando ci sono ora due donne, Agnes e Françoise, le figlie di Jean-François Costa, che modernizzò l’azienda e apportò una dimensione culturale, con la nascita del museo di Grasse e dei due musei-boutique parigini. Ed è proprio dal mondo artistico che proviene il nome dell’azienda, in omaggio al pittore Jean-Honoré Fragonard, originario di Grasse.

Lo storico edificio della Parfumerie Fragonard. @oltreilbalcone

LA VISITA DELLA PARFUMERIE FRAGONARD
Ai piedi della città vecchia sorge il laboratorio di profumeria storico, all’interno di un edificio del XIX secolo color zafferano: la visita è gratuita e guidata (anche in italiano), ma ricordatevi di prenotarla. Attraverserete le varie fasi della creazione di un profumo, partendo da un grande alambicco dove i fiori subiscono un processo di distillazione, per estrarne la fragranza. Grasse è circondata da lussureggianti campi di lavanda, violetta, gelsomino, mimosa e rosa centifolia: la materia prima non manca! Alcuni però sono tecnicamente chiamati “muti”, perché la loro fragranza non può essere estratta e va ricreata sinteticamente in laboratorio: è il caso della fresia e del mughetto (leggi qui l’articolo dedicato). Non sono solo i fiori ad essere utilizzati per dare vita ad un profumo, ma anche erbe aromatiche, frutti, legni e secrezioni animali.

L’alambicco utilizzato per estrarre l’essenza dei fiori. @oltreilbalcone

Vi sono poi alcune piante troppo delicate per essere sottoposte al metodo dell’alambicco – è il caso della mimosa e del gelsomino -, si procede in questo caso con la tecnica antica dell’enfleurage, messa a punto proprio a Grasse. Sopra una lastra di vetro, ricoperta da un grasso animale, si adagiano i petali freschi, sostituiti quotidianamente, e dopo diversi giorni si ottiene una pomata profumata, la concrète. Da questa, dopo un passaggio in alcol, si ricava il prestigioso absolu. I numeri, qui, fanno girare la testa: per 1 chilo di absolu, che arriva a costare circa 30mila euro (48mila euro, se parliamo di gelsomini), vengono utilizzati 8 milioni di fiori, rigorosamente raccolti a mano. Oggi fortunatamente i grassi animali sono stati sostituiti da solventi volatili ed il tempo di realizzazione della pomata profumata si è ridotto ad un giorno. Passerete nella Sala di Confezionamento, dove viene fatto un controllo di qualità su ogni flacone, che sono per scelta in alluminio: il profumo è più protetto perché la luce non passa (lo potete conservare dai 6 ai 10 anni), la bottiglietta è più leggera ed il prezzo per il consumatore finale (noi!) più economico. Nella Stanza della Macerazione – un procedimento simile a quello del vino – i liquidi rimangono per 3 settimane a riposo e poi vengono filtrati per evitare impurità. Una sala è dedicata ai saponi, composti dal 3% di essenza più un colorante naturale, che Fragonard realizza dandogli una simpatica forma di uovo. Dal caprifoglio ai fiori d’arancio, dalla mimosa alla lavanda, dalla rosa di maggio al gelsomino, è un tripudio di colori e profumi. Passerei giornate intere ad annusare le diverse fragranze.

Le saponette Fragonard alla rosa di maggio. @oltreilbalcone

DIVENTARE UN NASO
Giungerete infine nella stanza dell’organo, dove i Nasi creano i loro profumi. È una professione selettiva questa, che richiede un percorso molto lungo. Si inizia con 2 anni di teoria, al termine dei quali l’allievo saprà riconoscere 300 essenze, a cui si aggiungono altri 7 anni di pratica che portano alla padronanza di 3.000 essenze. Ci sono solo tre scuole al mondo e sono tutte in Francia: a Parigi, Versailles e Grasse, naturalmente. Dopo tanta fatica lo studente acquisirà il ruolo di profumiere (ve ne sono 2mila in tutto il globo), ma non sarà ancora un Naso. Per diventarlo, dovrà aggiungere alle conoscenze, fantasia e abilità, creando il suo profumo: i Nasi sono rarissimi, solo 200 al mondo. Tra i più famosi, Ernest Beaux, che nel 1921 creò Chanel N°5.

L’organo, dove i Nasi creano i profumi. @oltreilbalcone

I SEGRETI DEI PROFUMI
Un profumo è sempre composto dalle 20 alle 250 essenze, anche quando per esempio comprate un semplice profumo alla rosa.  La differenza tra eau de parfum e eau de toilette sta nella percentuale di essenza contenuta (il restante è alcol): 15% nel primo e 10% nel secondo, per arrivare all’eau de cologne con il 5%. Il profumo vero e proprio ne contiene invece il 24%. Dalla mia visita a Fragonard, controllo sempre com’è classificato prima di comprarne uno! E poi c’è l’intrigante mondo della piramide olfattiva, dove 3 note principali servono per descrivere gli odori. Le note di testa rimangono circa 15 minuti e sono costituite da profumi freschi, come quelli agrumati; le note di cuore conferiscono il tema principale e sono composte da fiori e frutti; le note di fondo sono date dalle essenze più persistenti, quelle che sentite ancora la sera, come il sandalo, il patchouli o il muschio (quest’ultimo, come l’ambra, provengono da secrezioni animali e un tempo le povere bestiole venivano uccise, ora fortunatamente la tecnologia ha permesso di evitare lo scempio).

Le essenze Fragonard. @oltreilbalcone

IL FIORE DELL’ANNO
Ogni anno Fragonard celebra un fiore, creando per l’occasione una linea dedicata, tra profumi, saponi e fragranze per l’ambiente. Il 2016 era la volta dell’iris (leggi l’articolo), una delle essenze più costose al mondo (un litro raggiunge i 140mila euro, per questo è anche chiamato oro blu), mentre il 2017 è dedicato alla peonia. Considerata in Cina come la Regina dei Fiori, simbolizza la bellezza femminile, l’amore e l’abbondanza. È un fiore che adoro (leggi qui l’articolo dedicato alla peonia), voluttuosa, opulenta ed irresistibilmente elegante. Il profumo di Fragonard apre con note fruttate di ribes e rabarbaro, si sviluppa con un cuore ai tre pepi (rosa, rosso e bianco) ed esplode in  un gran finale dove iris, muschio e ambra la fanno da padrone.
Conclusa la visita al laboratorio, fermatevi nella boutique, dove potete sbizzarrirvi con lo shopping: dato che siete nella fabbrica, i prezzi sono tutti scontati! Io ho acquistato Belle Chérie, il mio primo profumo (mi sono resa conto che avevo sempre avuto solo eau de parfum e eau de toilette), un diffusore d’ambiente alla peonia ed una candela alla brioche. Sarei rimasta lì dentro ore, ma gli amici ad un certo punto mi hanno giustamente trascinato fuori. In testa, una girandola di pensieri. Il profumo è una poesia silenziosa, una porta spalancata sulla meraviglia.

DRITTE TAKE AWAY
Da scoprire
Fragonard, boulevard Fragonard 20, Grasse (visite gratuite, su prenotazione; il sabato si può prenotare l’Atelier Parfumeur, per imparare a fare un profumo).
Dove ho dormito
La Cania, chambre d’hôte deliziosa immersa nel verde, a due minuti di macchina dal centro di Grasse.
Ristorante consigliato
L’Amandier, ristorante gourmet a Mougins
Libro sul comodino
Profumo di Patrick Süskind

Fragonard rende omaggio alla peonia per tutto il 2017. @Fragonard

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