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Nelle terre selvagge: i fiordi del Saguenay | Québec

Parco del Saguenay @oltreilbalcone

Pianta on the road: le foreste di cedro bianco, albero originario dell’America del Nord-Est. La sua presenza è un ottimo indicatore della natura del suolo ed il suo legno è particolarmente profumato.

Lasciata la città di Québec alle spalle, mi avventuro verso nord-est, nel Canada più selvaggio. Una striscia d’asfalto attraversa il Parc de la Jacques Cartier e l’incontaminata Riserva Faunistica dei Laurentides, che si estende per quasi 8 mila chilometri quadrati. La natura prende il sopravvento: non ci sono case, né distributori di benzina, è un susseguirsi infinito di alberi intervallati da molteplici laghi. Il verde e l’azzurro dominano incontrastati. Lungo la strada fanno capolino dei cartelli gialli che avvisano della possibile presenza di alci lungo il percorso (… e un pochino lo spero!). Dopo 3 ore di macchina raggiungo il fiume Saguenay, dove si trova l’omonimo parco naturale, il Parc National du Fjord du Saguenay. È un incantevole angolo di mondo remoto, composto da fiordi che si inoltrano in uno spettacolare canyon. Le acque scure sono fiancheggiate da rocce imponenti, che in alcuni punti raggiungono i 500 metri d’altezza, permettendo di ammirare scorci panoramici unici. Di una bellezza che toglie il fiato.

Riserva Faunistica dei Laurentides. @oltreilbalcone

Riserva Faunistica dei Laurentides. © oltreilbalcone

 

Mi fermo in queste terre selvagge per due giorni. Il Saguenay è lungo circa 100 chilometri, nasce a nord-ovest dal lago Saint-Jean e scorre sinuoso sino al villaggio di Tadoussac (leggi qui l’articolo dedicato), confluendo nelle acque fredde e salate del Saint-Laurent. Il Parco del Saguenay si estende su entrambi i lati del fiume. Scelgo di soggiornare nella sponda settentrionale, meno frequentata, accanto al grazioso paese di Sainte-Rose du Nord, che sorge lungo un fiordo circondato da scogliere rosate.

Parco del Saguenay. @oltreilbalcone

Parco del Saguenay. © oltreilbalcone

 

Dove dormire nel Parco del Saguenay

L’albergo – il Pourvoire du Cap au Leste – è nel cuore della foresta boreale ed è composto da chalet in legno a picco sul corso d’acqua, che garantiscono un panorama suggestivo.

Parco del Saguenay. @oltreilbalcone

I cartelli stradali lungo la strada che conduce all’hotel. © oltreilbalcone

 

Per raggiungere la struttura devo fare una deviazione laterale sulla Route 172 che collega il lago Saint-Jean a Tadoussac, percorrendo 7 chilometri di strada non asfaltata con diverse buche. Anche qui, un’insegna stradale mi avverte della possibilità di incontrare orsi e alci. Ma la vita è deliziosamente imprevedibile: qualche metro più avanti ho un simpatico rendez-vous con alcuni cervi rossi (c’è anche Bambi!) e delle caprette.

Un cervo rosso e Bambi, incontrati nella foresta. @oltreilbalcone

Un cervo rosso e Bambi, incontrati nella foresta. © oltreilbalcone

 

Cosa fare nel Parco del Saguenay

L’hotel – un punto strategico per scoprire il parco naturale – propone diverse attività, tra cui la canoa canadese. In reception ci consegnano pagaia e giubbotto salvagente, indicandoci la strada per raggiungere il Lac de Sable. Una volta arrivata, scopro con piacere che non c’è nessun altro: si tratta di mettere l’imbarcazione in acqua ed iniziare a remare.

Lac de Sable. @oltreilbalcone

Lac de Sable. © oltreilbalcone

 

Avere la Natura tutta per sé è un privilegio prezioso: permette di ammirarla indisturbarti, percependo tutti quei rumori – dal vento ai richiami degli uccelli – che troppo spesso sono annullati dagli schiamazzi umani. Il lago riflette le nuvole come un disegno ad acquarelli, mi concedo alla bellezza del paesaggio e al piacere dell’ascolto. Sembra esserci tutto quello di cui ho bisogno, qui e ora.

Canoe canadesi, Lac de Sable. @oltreilbalcone

Canoe canadesi, Lac de Sable. © oltreilbalcone

 

La slitta estiva con i cani

Tra le altre attività, potete provare il nuovo Canikart, una slitta in versione estiva trainata da husky dell’Alaska, una razza legata ancestralmente all’uomo per il bisogno di correre e viaggiare. Numerose anche le passeggiate a piedi, tra le più belle quella – tra cedri, pini rossi, grigi e bianchi – che conduce al faro, a picco sul fiordo.

Cucciolo di husky. @oltreilbalcone

Cucciolo di husky. © oltreilbalcone

 

Un’alternativa sono le numerose passeggiate a piedi. Tra le più belle quella tra cedri, pini rossi, grigi e bianchi, che conduce al faro, a picco sul fiordo.

Faro, Parco del Saguenay. @oltreilbalcone

Faro, Parco del Saguenay. © oltreilbalcone

 

Il parco avventura nella foresta

Un modo originale per assaporare e vivere la natura circostante è il Parco Avventura Cap Jaseux: un divertente (e faticoso!) percorso sugli alberi, tra ziplinepasserelle in legno e liane. Potete scegliere tra due itinerari, entrambi durano circa tre ore: semplice (ma da non prendere sottogamba) o avanzato. L’esperienza, ad alto tasso di adrenalina, avviene in tutta sicurezza. Nonostante faccia regolarmente attività fisica, scopro l’esistenza di muscoli che non credevo di avere.

Parco Avventura Cap Jaseux. @oltreilbalcone

Parco Avventura Cap Jaseux. © oltreilbalcone

 

Il paesino Sainte-Rose du Nord

Tornando con i piedi per terra, visitate il piccolo villaggio di Sainte-Rose du Nord, pittoresco e quieto. Non c’è nulla e c’è tutto. Qualche negozietto di souvenir, un paio di semplici tavole calde ed un molo poetico con alcuni pannelli illustrativi, che raccontano la storia del Parco Marino del Saguenay, creato ufficialmente nel 1998. Dal centro abitato partono anche brevi passeggiate, che permettono di raggiungere incantevoli scorci sul fiordo.

Il molo di Sainte-Rose du Nord (dopo il temporale). @oltreilbalcone

Il molo di Sainte-Rose du Nord (dopo il temporale). Sainte-Rose du Nord oltreilbalcone

 

Dove mangiare nel Parco del Saguenay 

Essendo all’interno di un Parco Naturale, l’offerta gastronomica è ridotta a qualche bar ed una manciata di semplici tavole calde (l’alternativa è spingersi a nord a Chicoutimi o a sud a Tadoussac, entrambe a circa un’ora di macchina). Se volete rimanere in zona, ci sono due piacevoli eccezioni degne di nota: la prima è il ristorante Mukushan, ospitato all’interno del Pourvoire du Cap au Leste. Come l’hotel, vanta una cornice suggestiva e propone un menù a prezzo fisso (40 dollari canadesi) che cambia quotidianamente, composto da antipasto, piatto principale (a scelta tra pesce e carne) e dolce. Le portate possono essere scelte anche alla carta, ma rimangono le stesse. La varietà dell’offerta è quindi limitata, ma è voluto per salvaguardare la freschezza dei prodotti, tipici del territorio. È prevista una (gustosa) opzione vegetariana.

Vellutata di pomodoro con fiore, Vieille Ferme. @oltreilbalcone

Una sfiziosa vellutata di pomodoro con fiori. © oltreilbalcone

C’è poi un posticino bucolico che vi suggerisco di non perdere, aperto però solo a pranzo. È la Vieille Ferme, una fattoria (delizioso il logo con la pecora ed un cuoricino rosso!) con ovile, frutteto e giardini ecologici. L’obiettivo è quello di promuovere uno sviluppo sostenibile, ristabilendo un legame tra produttore e  consumatore. La fattoria dispone di un negozietto gourmand – il Petit Marché (Piccolo Mercato) -, dove si possono acquistare i prodotti del territorio, pomodori, peperoni, ma anche salmone e deliziose zuppe fatte in casa. Da portare via o consumare in loco. Fermatevi, ne vale la pena: vi daranno un cestino a quadretti bianco e rosso dove riporre il vostro pranzo, che potrete consumare comodamente seduti all’interno di una serra con vista sul fiordo, tra girasoli, piante aromatiche ed ortaggi biologi. Un pezzettino di cuore lo lascio in questa fattoria, è quel genere di posti che mi fa venir voglia di scappare dalla città e dedicarmi alla terra, i cui frutti sembrano regalare scampoli di felicità.

Vieille Ferme. @oltreilbalcone

L’interno della serra dove si pranza, Vieille Ferme. © oltreilbalcone

 

DRITTE TAKE AWAY

Dove dormire
Pourvoire du Cap au Leste
Ristoranti consigliati
Vieille Ferme, aperto solo a pranzo
Le Mukushan, all’interno dell’hotel Pourvoire du Cap au Leste
Da vedere
Sainte-Rose du Nord
Attività en plein air
§
Canoa canadese
§
Canikart
§ Parco Avventura Cap Jaseux

ALTRE TAPPE DA NON PERDERE NELLA PROVINCIA DEL QUÉBEC
 Tadoussac e le balene (leggi l’articolo)
→ Québec, la città (leggi l’articolo)
 Île d’Orléans (leggi l’articolo)
Cantons-de-l’Est e North Hatley (leggi l’articolo)
→ Parc de la Mauricie (leggi l’articolo)

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6 Comments

  • Reply
    rossana
    ottobre 6, 2016 at 8:40 am

    Stupendo : una natura verde e rigogliosa – un parco avventura per divertirsi ed infine una deliziosa serra per gustarsi un pranzo delizioso in una bellissima location!

    • Reply
      Corinna Agostoni
      ottobre 6, 2016 at 6:23 pm

      … tutto all’insegna del green… un’esperienza speciale!

  • Reply
    Max
    ottobre 6, 2016 at 1:19 pm

    Che luoghi meravigliosi, è il primo post che leggo di questa destinazione e devo dire che ho scoperto veramente delle notizie che non conoscevo, sono certo che per quanto belle siano le foto non riesca forse a rendere la vastitá dei paesaggi.
    Grazie
    .max

    • Reply
      Corinna Agostoni
      ottobre 6, 2016 at 6:19 pm

      Grazie Max! In effetti, non è un luogo molto frequentato… ed è ancora più suggestivo proprio per questa ragione. E hai ragione, le foto possono rendere solo un’idea, la maestosità della natura e questi territori autentici meritano di essere ammirati dal vivo

  • Reply
    Una giornata perfetta a Tadoussac, con le balene | Québec | oltreilbalcone
    febbraio 27, 2017 at 4:09 pm

    […] TAPPE DA NON PERDERE NELLA PROVINCIA DEL QUÉBEC → Fiordi del Saguenay (leggi l’articolo) → Cantons-de-l’Est e North Hatley (leggi l’articolo) → Québec, la città (leggi […]

  • Reply
    Il Giardino Botanico di Montréal | oltreilbalcone
    marzo 27, 2017 at 11:41 am

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