Escursioni nella provincia di Chiang Mai | Thailandia del Nord

Pianta on the road: le piante del caffè, che si incontrano attraversando le foreste del Mae Taeng National Park.
Ban-Pok Adventure Camp @oltreilbalconeOltre ad essere una città intrigante, Chiang Mai è la base perfetta per partire alla volta di avventurose escursioni, soddisfando la mia sete di Giovane Marmotta. L’omonima provincia – che si estende nella Thailandia nord-occidentale – è ricoperta da fitte foreste, che offrono lo spunto per praticare molteplici attività all’aperto, dal trekking tra le orchidee selvatiche al rafting. E per chi ama l’alta quota, due delle cime più alte del Paese si trovano proprio qui, ad una manciata di ore dal centro abitato: il Doi Inthanon e il Doi Chiang Dao (rispettivamente 2.565 e 2.195 metri).
Per organizzare la propria gita fuori porta, basta recarsi in una delle numerose agenzie di viaggio a Chiang Mai, sorgono come funghi e non avrete difficoltà a trovarle. Si può optare per escursioni di mezza giornata, un giorno intero ovvero più giorni. Fermandomi 4 notti in città, decido di dedicare una mezza giornata abbondante, più una giornata intera, ad esplorare la rigogliosa natura che circonda Chiang Mai.

Pianta del caffè, Mae Taeng National Park. @oltreilbalcone

Pianta del caffè, Mae Taeng National Park. @oltreilbalcone

Per la prima avventura mi affido a BN Adventure, che organizza tour votati all’ecoturismo. Un pick-up passa a prendermi direttamente in hotel alle 8 di mattina. Siamo quattro amici e rimarremo solo noi, insieme ad una guida esperta (scampato il pericolo, quindi, di fare una gita organizzata in stile ‘villaggio turistico’). Dopo 50 minuti di strada, raggiungo il Mae Taeng National Park.
Mae Tang National Park @oltreilbalcone
Mae Taeng National Park @oltreilbalconeMi aspetta un eccitante rafting sul fiume Taeng, color cappuccino e carattere impetuoso. La vegetazione è lussureggiante, ammiro incredibili sfumature di verde e marrone: la pioggia, qui, fa il suo dovere e la natura predomina indisturbata. Dopo aver accarezzato alcuni elefanti (incontrati casualmente) che pascolano placidi sul lungofiume, indosso il giubbino di salvataggio ed impugno la pagaia. Ricevo qualche breve istruzione su come comportarmi in acqua e mi ritrovo catapultata ad affrontare le rapide: non rimane che godersi l’esperienza.
Mae Taeng National Park @oltreilbalcone
Elefanti, Mae Taeng National Park @oltreilbalconeTornata sulla terraferma, una guida ci conduce in un breve trekking tra piante di caffè, splendidi fiori e bizzarre foglie a forma di cuore. Nella foresta sorrido incrociando arbusti che, in Italia, con dedizione, proviamo a coltivare in casa: qui crescono spontaneamente en plein air. La natura si impossessa anche dei rari segni di presenza umana, così, una ruota di macchina abbandonata si trasforma in un vaso, che ospita una giovane felce.
Mae Taeng National Park @oltreilbalcone
Mae Taeng National Park @oltreilbalcone
Mae Taeng National Park @oltreilbalcone
Mae Taeng National Park @oltreilbalconeUn cane ci accompagna lungo il tragitto, finché non incrociamo alcune cascatelle (ricordatevi il costume!). Arrampicandoci sulle rocce, la guida ci mostra uno scivolo naturale: non rimane che lasciarsi trasportare dal flusso d’acqua, sdrucciolando sino a tuffarsi in una pozza.
Mae Taeng National Park @oltreilbalcone
Mae Taeng National Park @oltreilbalcone
Mae Taeng National Park @oltreilbalconeRientrati nel piccolo centro abitato accanto al fiume, composto da un paio di semplici casette in paglia, una signora attempata ci cucina un ottimo pad thai (spaghetti di riso saltati in padella con germogli di soia, tofu, uovo, arachidi sbriciolate e succo di tamarindo). Con la pancia piena e l’adrenalina ancora in circolo, rimontiamo sul pick-up e, intorno alle 15, facciamo rientro a Chiang Mai (leggi l’articolo dedicato).

Nuovo giorno, nuova avventura. Questa volta l’escursione è organizzata da Thai Jungle, che propone anche divertenti percorsi con la zipline su 35 diverse piattaforme sugli alberi. Un’amica soffre di vertigini e, per rimanere tutti insieme, ripieghiamo sul trekking: l’esperienza non è meno elettrizzante (un minimo di preparazione atletica è consigliata).
Thai Jungle @oltreilbalcone Anche in questa occasione gli organizzatori ci passano a prendere direttamente in hotel, la mattina, e ci conducono con un pulmino – con a bordo altri temerari – in una fitta foresta pluviale, ad est di Chiang Mai. Una volta arrivati al Ban-Pok Adventure Camp, viene chiesto a tutti di fare un cambio d’abiti. Nonostante il mio abbigliamento sia molto sportivo, mi fanno indossare una tuta mimetica e degli stivali da pioggia di plastica. Stranita dal mio nuovo, inatteso, look da Full Metal Jacket, capisco presto che la scelta è azzeccata. Al netto del dubbio appeal, con la natura non si scherza: nella giungla ci sono diversi insetti e serpenti, alcuni dei quali pericolosi, per questo è importante avere le maniche lunghe (nonostante il caldo umidiccio), oltre a gambe e caviglie ben coperte. Non fatevi spaventare, però, l’esperienza merita di essere vissuta.
Thai Jungle @oltreilbalcone
Thai Jungle @oltreilbalcone Insieme ai miei tre amici, uno sconosciuto australiano con cui presto farò amicizia e due guide esperte, parto alla scoperta della giungla, tra piante di zucchina, fiori selvaticibanani giganti, bamboo, alberi del tè e del frutto della passione. E’ una natura rigogliosa e immaginifica, particolarmente seducente.
Thai Jungle @oltreilbalcone

Banani. @oltreilbalcone

Banani. @oltreilbalcone

Thai Jungle @oltreilbalcone Dopo aver attraversato una piantagione di caffè, la strada (in salita!) si fa stretta e ripida, ma non meno suggestiva. Impiego tre ore per raggiungere un punto panoramico accattivante, dal quale si può ammirare in lontananza la città di Chiang Mai e il monte Doi Suthep.
Thai Jungle @oltreilbalcone Dopo un pasto in una rustica capanna – unica costruzione umana che incontro nella foresta – l’escursione prosegue attraversando piccoli torrenti, cascatelle, stradine in cui si sprofonda nel fango sino al ginocchio (si, gli stivali servono!) e pendii dove è necessario aggrapparsi alle resistenti radici di alcune piante per riuscire a continuare il percorso. Ammiro un albero gigante di oltre 200 anni – il fico del banian – e rimango estasiata dinnanzi ad un esemplare di tiger flower.

Albero bicentenario @oltreilbalcone

Albero bicentenario @oltreilbalcone

Tiger flower @oltreilbalcone

Tiger flower @oltreilbalcone

Thai Jungle @oltreilbalcone Verso le 16 sono di ritorno al campo base, irrimediabilmente stanca, ma gongolante. Rapita dalla bellezza di una natura selvaggia, avvincente e temibile, se non affrontata con le corrette competenze e precauzioni. Perché non è un parco Disney, ma la vita vera. E, in questi casi, vale la pena essere preparati e seguire gli esperti, da cui si può apprendere molto, anche in un’umida giornata estiva.
Thai Jungle @oltreilbalcone DRITTE TAKE AWAY
Le mie escursioni nella provincia di Chiang Mai
§ Mae Taeng National Park, organizzato da BN Adventure – mezza giornata.
Rafting sul fiume Taeng, trekking leggero e bagno nelle cascate (25 euro circa).
§
Amphoe Mae On, organizzato da Thai Jungle – una giornata (possibilità anche di dormire in loco).
Trekking intenso nella giungla (33 euro circa).
Una buona base di partenza 
Chiang Mai – leggi l’articolo.

2 Comments

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2 Responses to Escursioni nella provincia di Chiang Mai | Thailandia del Nord

  1. Rossana

    Wou che avventura! Indimenticabile..e poi fa sempre impressione incontrare nella giungla piante che li’ crescono selvatiche e qui sono piante d’appartamento..

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