Anversa, diamante delle Fiandre

Fiore on the road: le rose panna e fragola del negozio Bubbly.
Anversa @oltreilbalconeAnversa è una città elegante e luminosa. Lo si capisce subito.
Parto da Bruxelles in treno per una gita in giornata e, dopo un’oretta scarsa, approdo in questo raffinato capoluogo delle Fiandre, che vanta un prezioso biglietto da visita: la Stazione Centrale. Inaugurata nel 1905, è una delle più grandi (e belle!) al mondo. Sfoggia un grandioso soffitto a volta in ferro e vetro, una cupola centrale alta 75 metri che illumina l’ambiente grazie alle sue generose finestre ed una hall signorile, decorata con oltre 20 tipi di marmo.
I binari sono distribuiti sui diversi piani. All’esterno, facciate monumentali svettano verso il cielo e mi lasciano di stucco: sono dinanzi ad un capolavoro d’architettura… e sono appena arrivata! Voglio dire, uno non se l’aspetta di scendere dal treno e di sbattere in fronte alla Bellezza. Non si è mica preparati.
Stazione Centrale di Anversa @oltreilbalcone

Le rose panna e fragola del negozio Bubbly, Anversa @oltreilbalcone

Le rose panna e fragola del negozio Bubbly, Anversa @oltreilbalcone

Antwerpen (com’è chiamata in tedesco e neerlandese) è la capitale mondiale dei diamanti. Uscendo dalla stazione è impossibile non accorgersene. Prendendo Appelmansstrat si entra nel quartiere ebraico, dove si susseguono molteplici laboratori di gioiellieri: in uno spazio che  non supera il chilometro quadrato di superficie, il giro d’affari è di oltre 20 miliardi l’anno. Conviene fare una visita guidata (20 minuti circa), che permette di vedere i tagliatori all’opera, nelle diverse fasi di lavorazione. Si impara che, per essere bello, un diamante deve possedere quattro qualità, le cosiddette “4 C”: Carat, Clarity, Color e Cut (carato, limpidezza, colore e taglio).
Dopo un preludio brillante, dalla stazione prendo il Meir, chiamata dagli abitanti la “rambla” della città, è un’ariosa via pedonale costellata di negozi, spesso all’interno di splendidi edifici art nouveau: costituisce una delle principali arterie commerciali del Belgio.
Meir @oltreilbalcone
Meir @oltreilbalcone
Meir @oltreilbalcone
Anversa @oltreilbalconeDriblando Esprit e H&M Home, mi fermo al numero 50, da The Chocolate Line, regno gourmand firmato dal maître pâtissier Dominique. All’interno di uno stabile di lusso, con lampadari scintillanti ed un arredo sfarzoso che alterna con stile tonalità melanzana e oro, il cioccolato è il padrone di casa indiscusso: praline e tavolette sono esposte come gioielli. Un piccolo corner è dedicato alla dolcezza da indossare: burri di cacao, creme e oli per il corpo. Si può accedere anche al laboratorio, dove tra lo scoiattolo dell’Era Glaciale e un albero di natale (entrambi di cioccolata, ça va sans dire), si assiste in diretta alla creazione di questi capolavori culinari.
The Chocolate Line, Anversa @oltreilbalcone
The Chocolate Line, Anversa @oltreilbalconePrima di dirigermi verso il centro, scelgo di visitare il quartiere dei docks, fascinoso anello di congiunzione tra passato e presente. Anversa è collocata sulla riva destra del fiume Schelda, a 90 chilometri dal Mare del Nord, e deve la sua importanza alla vantaggiosa posizione geografica che le ha permesso storicamente di svilupparsi, fungendo da collegamento strategico tra il bacino mediterraneo e quello baltico, diventando il baricentro dei traffici internazionali. Ad oggi è ancora il secondo porto commerciale più grande d’Europa (il primo è Rotterdam). Le vecchie banchine raccontano quindi la storia della città, ma sono al contempo la manifestazione lampante dell’esprit dinamico di Anversa, che invece di ripiegarsi malinconicamente su un passato grandioso è stata capace di reinventare se stessa con un guizzo di modernità. Sorge qui, infatti, il nuovo simbolo cittadino, il Mas, un suggestivo museo sull’acqua all’interno di un imponente edificio, la cui architettura ricorda quella dei container portuali. In una torre alta 60 metri, di pietra rossa e vetro ondulato, ogni piano ospita una mostra che racconta la città e la sua storia, oltre ad offrire scorci inediti sul fiume e il centro abitato. Il Mas ha portato ad una riqualificazione del quartiere, tutt’intorno sono sorti bar e ristoranti di tendenza.
Docks, Anversa @oltreilbalcone

Il museo Mas, Anversa @oltreilbalcone

Il museo Mas, Anversa @oltreilbalcone

Il quartiere dei docks, Anversa @oltreilbalcone

Il quartiere dei docks, Anversa @oltreilbalcone

Per pranzo mi fermo all’elegante Dock’s Café, che suggerirei di evitare la sera perché i prezzi lievitano. Il ristorante ricorda, con stile, l’interno di una nave; una regale scala centrale conduce al secondo piano, dove si può optare per un tavolo all’interno di un gazebo vetrato très chic. Personale attento, piatti sfiziosi, anche se lo chef ha la mano pesante con il pepe e, se volete coccolarvi (io l’ho fatto!), ci sono le ostriche. La ciliegina sulla torta è il burro salato servito insieme al pane.
Dock's Café @oltreilbalcone
Dock's Café @oltreilbalconeDopo pranzo capito casualmente (giuro!) nel quartiere a luci rosse – tra il vecchio porto e Sint Paulus -, un’intera via illuminata da neon rosa e rossi, dove le donne sono in vetrina. Costeggiando il fiume, raggiungo il castello medievale Het Steen, è il più antico della città e, nel passato, ha permesso di controllare l’accesso alla Schelda. È stato una residenza nobiliare, ma anche una prigione, oltre ad aver ospitato diversi musei, tra cui quello dedicato alla navigazione.
Castello Het Steen, Anversa @oltreilbalconeSebbene Anversa si sviluppi su un unico lato del fiume, vale la pena passare dall’altro per avere un’intrigante cartolina del suo skyline. E lo si fa in un modo originale: niente ponte, bisogna scendere a 31 metri di profondità, grazie a due vertiginose scale mobili, e percorrere un tunnel, sott’acqua, lungo 572 metri. L’impresa (divertente!) è ricompensata da una veduta suggestiva della città.

Tunnel sott'acqua, Anversa @oltreilbalcone

Tunnel sott’acqua, Anversa @oltreilbalcone

Scale mobili che collegano il tunnel all'esterno, Anversa @oltreilbalcone

Scale mobili che collegano il tunnel all’esterno, Anversa @oltreilbalcone

Veduta di Anversa, al di là del fiume @oltreilbalcone

Veduta di Anversa, al di là del fiume @oltreilbalcone

Tornata nel centro storico, mi dedico a trotterellare tra cioccolaterie e negozietti sfiziosi, assaporando l’atmosfera natalizia. La Cattedrale di Nostra Signora è un gigante elegante: una maestosa chiesa, la più alta del Belgio, con una torre di 123 metri. Vale la pena varcarne l’ingresso e non solo perché sono esposti alcuni capolavori di Rubens, l’artista fiammingo “figlio” di Anversa, celebrato ovunque in città (da vedere anche la Casa dell’artista). L’architettura è sorprendente: sette navate, incantevoli vetrate colorate e 48 colonne in marmo bianco, che disegnano il passaggio che conduce all’altare.
Cattedrale di Nostra Signora @oltreilbalcone
Cioccolateria, Anversa @oltreilbalconeDal sacro, passare al profano è un attimo: la città è impreziosita da un caratteristico mercatino di Natale, un winter bar in piazza Groenplaats, una ruota panoramica ed un mini campo da golf in mezzo a una foresta di abeti. Tra le vetrine, mi fermo con la bocca aperta e gli occhi a cuore davanti al simpatico negozio di fiori Bubbly, la colorata saponetteria Ohana e la cioccolateria dal sapore nordico (e il nome impronunciabile) Sjokolat.

Bubbly, negozio di fiori. Anversa @oltreilbalcone

Bubbly, negozio di fiori. Anversa @oltreilbalcone

Ohana, saponetteria. Anversa @oltreilbalcone

Ohana, saponetteria. Anversa @oltreilbalcone

Ohana, saponetteria. Anversa @oltreilbalcone

Sjokolat, Anversa @oltreilbalcone

In Nationalestraat si sviluppa il quartiere fashion, che ospita il MoMu, museo della moda. E’ dalla fine degli anni Ottanta che la città si è conquistata un nome in questo settore, ne sono un esempio i “Sei di Anversa” (The Antwerp Six), designer belga diplomati alla Royal Academy of Fine Arts che hanno conquistato la scena internazionale. Nel quartiere della moda, ex depositi sono stati trasformati in loft di tendenza e ospitano showroom eclettici; procedendo nuovamente sino alle banchine della Schelda, ma questa volta verso sud, gli edifici contemporanei si alternano alle case popolari, abitate soprattutto da immigrati turchi.
Anversa è così. Raffinata e armoniosa. Eclettica e dinamica. Passato e presente si incontrano qui, con grazia e stile. È una ventata di aria fresca.
Anversa @oltreilbalcone
Anversa @oltreilbalconeDRITTE TAKE AWAY
Ristorante consigliato
Dock’s Café
Tappa gourmand
The Chocolate Line
Da vedere
§ Meir, la via dello shopping
§ Le vie dei tagliatori di diamante
§ Vecchio porto e museo Mas (chiuso il lunedì)
§ Castello medievale Het Steen
§ Tunnel sotto il fiume Schelda per ammirare la città dall’altra parte del fiume
§ Cattedrale di Nostra Signora
§ Casa di Rubens (Rubens Huis)
§ MoMu, museo della moda

 

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Filed under Belgio, Inverno, Viaggi

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