2 In Piantala!

Melograno nano, rouge oblige


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L’autunno sa rivelare piacevoli sorprese. Una di queste è il melograno (nano). Regalatomi in primavera dalla mamma di una cara amica, a quei tempi si presentava come una piantina mignon, alta poco più di un fungo, dotata di malinconici ramoscelli spogli. “Non darle troppo conto, bagnala ogni tanto senza esagerare ed abbi pazienza. Quando sarà il momento, ti stupirà.” chiosò la signora, prima di salutarmi. Bizzarro avere tra le mani una pianta che, proprio nella stagione in cui tanti esemplari si risvegliano e sbocciano in un tripudio di colori, è allo stato brullo. Ho sempre apprezzato gli outsider. L’inatteso può trovarsi dietro l’angolo. Come quando arrivi a notte tarda in una destinazione in cui non sei mai stato e l’oscurità confonde la percezione del paesaggio circostante, ti rendi conto di dove ti trovi davvero solo l’indomani, riscoprendo quello stesso luogo con una nuova luce.

Appunti

Il melograno è approdato sul mio balcone in sordina, a marzo, mentre la camelia sfoggiava con grazia i suoi fiori eterei e l’azalea era un enorme cespuglio color fragola. Ha vissuto in serenità, con umiltà e senza troppe pretese, i mesi primaverili ed estivi, circondato da profumi e nuance variopinte. Con il trascorrere dei giorni, si è riempito di minute, lucide, foglioline strette e allungate, verde giada. Col tempo è cresciuto in altezza, trasformandosi, con tutta calma, in una ridente piantina dall’aspetto ameno. E poi l’autunno. Tra pomelie e ortensie ormai dormienti, mentre il pesco perde le sue foglie color ambra e l’agapanto si prepara ad affrontare l’inverno, ecco comparire una tempesta di piccoli fiori, rosso squillante. Il melograno, sornione, all’improvviso. Con brio risveglia il balcone, che sembrava ormai pronto per andare in letargo. C’è sempre da imparare dalle piante. Vanno ascoltate, capite, rispettate. Bisogna saper attendere e dare fiducia. Terrazzi e giardini, in fondo, sono delle orchestre; la natura sa suonare strumenti diversi. Il bello è che ognuno ha il suo tempo.

Curiosità sul melograno nano

Già dall’antichità le proprietà benefiche del melograno erano note: la pellicola che avvolge i semi veniva utilizzata per preparare bevande dissetanti, mentre la radice – cotta nel vino – permetteva di espellere i vermi parassiti dall’intestino. Il nome deriva dal latino, letteralmente “mela con frutti“. È una pianta portafortuna, simbolo di fertilità e abbondanza. In Grecia, ancora oggi, quando si compra una nuova casa, è usanza regalare un melograno benaugurante.

Descrizione

Simpatico arbusto cespuglioso con fiori a bacca, rosso cangiante, che fioriscono da settembre a novembre. La versione “nano” non supera il metro di altezza e può tranquillamente essere coltivata in vaso su terrazzi e balconi.

Dritte

  • I frutti del melograno nano sono esclusivamente ornamentali, non commestibili (vi daranno ugualmente tanta gioia!).
  • Sopporta bene la siccità, ma detesta i ristagni idrici.
  • Ama le posizioni soleggiate e luminose.
  • Nel Nord Italia, con inverni rigidi è preferibile proteggere la pianta dal freddo con un tessuto non tessuto.

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2 Comments

  • Reply
    Michela
    ottobre 6, 2017 at 11:58 am

    Leggere quanto hai scritto negli appunti è come leggere una poesia …grazie dei consigli e buona giornata
    Michela

    • Reply
      Corinna Agostoni
      ottobre 6, 2017 at 12:47 pm

      Ciao Michela, grazie davvero di cuore! Le tue parole hanno reso ancora più bello questo venerdì. Auguro anche a te un’incantevole giornata!

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