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Siquijor, l’isola mistica delle Filippine

Siquijor CA

Fiore on the road: santan, piccoli e molteplici fiori a forma di stella, con splendide tonalità che spaziano dal corallo al lampone. Mettono allegria e vengono utilizzati anche in cucina.

Nuovo traghetto, nuova avventura. E’ l’island hopping, bellezza! … questo saltellare da un’isola all’altra, scoprendo molteplici località, invece che concentrarsi su un’unica meta: il modo perfetto per apprezzare le Filippine. Lasciata Bohol (leggi qui l’articolo), per mare raggiungo Siquijor, conosciuta anche come l’Isla de Fuego (isola del fuoco), per le suggestive luminescenze prodotte dagli sciami di lucciole accoccolate sugli alberi di Molave, che incussero parecchio timore ai coloni spagnoli quando sbarcarono da queste parti.
L’isola, avvolta da un’aura mistica, è nota in tutta l’Asia per la pratica di rituali vudù, un tempo diffusa ovunque sul territorio mentre, ad oggi, relegata principalmente nell’entroterra, sulle montagne (escursione suggerita), per paura che potesse comportare risvolti negativi per il turismo.

Santan, fiore @oltreilbalcone

L’elegante fiore Santan © oltreilbalcone

La magica atmosfera di Siquijor

Molti filippini sostengono che Siquijor sia abitata da spiriti e creature come le streghe aswang, tra le più temute nel Paese sin dal XVI secolo. Quel che è certo è che su quest’isola, costellata di spiagge incantevoli e dove regna sovrana una vegetazione rigogliosa, si respira una particolare atmosfera soffusa, intrisa di spiritualità.

Love potion, Siquijor @oltreilbalcone

La love potion è un souvenir sfizioso da portarsi a casa © oltreilbalcone

 

Vietato andarsene senza aver acquistato (almeno) una boccettina di love potion, realizzata con 20 varietà di erbe medicinali: pare abbia poteri magici ed effetti miracolosi, avvolgendo le persone che la utilizzano di uno charme a cui è impossibile resistere. Non avrete difficoltà a trovarla, molte bancarelle per strada la vendono.

La Fish Spa naturale

Dopo aver gustato il succo al mango più delizioso del viaggio ed aver finalmente provato il dragon fruit – frutto rosa shocking dal sapore delicato e ricco di sali minerali, che deve il suo nome alla particolare pelle esterna squamosa – faccio tappa ad un’incredibile Fish Spa, collocata accanto alla strada principale e circondata da alte latifoglie sempreverdi.

Dragon fruit @oltreilbalcone

Il dragon fruit, specialità locale da provare. © oltreilbalcone

 

Accanto ad un imponente ficus (balete, in lingua cebuana) di oltre 400 anni, che vale da solo la sosta, sorge un laghetto naturale popolato da molteplici pesci. Sedendosi sulle sponde ed immergendo i piedi in acqua, i pesci fanno un’ottima pedicure, togliendo le pellicine morte (al prezzo economico di 10 pesos circa). La sensazione è bizzarra, ma da provare.

Fish SPA, Siquijor @oltreilbalcone

Due signore si rilassano nella Spa naturale. © oltreilbalcone

 

Le città dell’isola di Siquijor

Nell’isola, che vanta un bel cimitero vista mare, ci sono sei città, tutte sulla costa: San Juan, Lazi, Maria, Villanueva, Larena e Siquijor. San Juan ha una caratteristica piscina naturale di acqua dolce proprio nel centro della piazza principale ed un piacevole giardino, il Calipay’s Spring Park. A sud-est, nel tranquillo paesino di Lazi, meritano una visita la Saint Isidore Labrador Church, con belle decorazioni sul soffitto azzurro pastello e, di fronte, il convento più antico delle Filippine, in una suggestiva villa in legno e pietra, che al piano inferiore ospita anche una scuola.

Siquijor @oltreilbalcone

Bambine all’uscita da scuola nel paesino di Lazi. © oltreilbalcone

Le cascate Cambugahay

Lazi è attraversata dal fiume Po-o e, allontanandosi di qualche chilometro dal centro abitato, potrete fare un’eccitante escursione: le Cambugahay Falls. Dal parcheggio, si scendendo (tanti!) gradini, per poter ammirare un intrigante spettacolo della natura: molteplici cascate di diverse altezze che sfociano in pozze naturali, dove si può fare il bagno. Ma non solo, perchè la vegetazione da queste parti offre molteplici spunti, è un vero parco dei divertimenti en plein air. Prendendo il coraggio a due mani, mi lancio in acqua con una liana (non è un personale momento di follia, ma una delle opportunità adrenaliniche offerte dal sito).

Siquijor @NunziaCillo

Mentre mi lancio con la liana nelle Cambugahay Falls © Nunzia Cillo

 

Non paga, decido anche di tuffarmi dalla cascatella più alta: c’è un punto in particolare, segnalato dalle guide sul posto, indicato per quest’esperienza. Da provare! Questa è l’anima più autentica dell’isola. Non tanto le città in sé, ma lo spirito wild, dato dallo stretto legame tra Natura e Uomo, basato sul rispetto e l’ascolto reciproco. Il risultato è un paesaggio rigoglioso, avvincente.

Le spiagge più belle di Siquijor

Le spiagge di Siquijor sono incantevoli e hanno il vantaggio di essere poco affollate. Per lo più sono di proprietà del governo, questo impedisce che vengano monopolizzate da stabilimenti balneari o resort di lusso. Per accedervi bisogna spesso pagare una tariffa d’ingresso (circa 25 pesos, 50 centesimi di euro), il ricavato è reinvestito per una nobile causa: tutelare e proteggere la costa.

Siquijor @oltreilbalcone

Una delle stupende spiagge delle Filippine. © oltreilbalcone

 

Vi suggerisco due spiagge da non perdere. La prima è Kagusuan Beach, nel comune di Maria: anche qui tocca scendere molteplici scalini per raggiungere un paradiso naturale con sabbia fine come talco, intervallata da imponenti formazioni rocciose che rendono il sito caratteristico. L’altra è Salagdoong Beach, impreziosita dai fichi d’india, ideale per fare snorkeling e diving, oltre a vantare un divertente scivolo d’acqua che porta a tuffarsi direttamente in mare.

Siquijor @oltreilbalcone

Salagdoong Beach, con il suo scivolo d’acqua. © oltreilbalcone

Dove mangiare e dormire

Per concludere la giornata, mi dirigo verso nord. Lungo il tragitto, capita spesso di incontrare pacifici cani randagi che dormono beatamente in mezzo alla strada; gli automobilisti, abituati all’usanza dei quattro zampe, fanno molta attenzione e suonano il clacson per avvertirli di farsi da parte. A circa 15 minuti dal paesino di Larena, procedendo verso l’entroterra, il Triad Coffee Shop & Restaurant – uno dei punti più alti dell’isola dove mangiare – è un luogo incantevole per ammirare il tramonto, prendere un aperitivo e cenare. Sotto una grande cupola tonda e aperta sui lati, utilizzata sovente per i matrimoni, si può assaporare tutta la magia dell’isola. Quando a notte fonda raggiungo il Coco Groove Beach Resort, crollo come un sasso in un letto confortevole. L’indomani mi rendo conto che la struttura è circondata da un giardino tropicale, dove svettano alberi con giganteschi potus avviluppati.

Siquijor @oltreilbalcone

Uno dei molteplici fiori del Coco Grove Resort. © oltreilbalcone

 

Il resort ha anche un laghetto con pesci extra large dalle striature rosse e nere ed un simpatico pappagallo, molto diffusi sull’isola perché sono una specie indigena protetta. Per la prima volta ammiro il narra, uno dei 5 simboli ufficiali delle Filippine, insieme al fiore sampaguita, l’aquila, la perla e l’arnis (insieme delle arti marziali locali).

Siquijor @oltreilbalcone

Il pappagallo ospite del Coco Grove Resort. © oltreilbalcone

 

Passeggio lungo la spiaggia, tra le amache, scopro il gioco del cocco (una sorta di bowling rivisitato) ed un villaggio mignon di pescatori dove, tra le palme sull’erba, sono parcheggiate canoe variopinte. La sensazione, sempre presente, è che Siquijor nasconda qualcosa. La sua bellezza ha più strati, è conturbante, sospesa, ermetica. Non lascia indifferenti. Mai. Me ne vado così, rapita e pensierosa. Un nuovo traghetto mi attende, alla volta di Dumaguete (leggi qui l’articolo).

Siquijor @oltreilbalcone

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
Coco Grove Beach Resort
Ristorante consigliato
Triad Coffee Shop & Restaurant
Spiagge top
§ Kagusuan Beach
§ Salagdoong Beach
§
Paliton Beach
Da vedere
§
Cambugahay Falls
§
Escursione in montagna per un rendez-vous con gli sciamani
§
La cittadina di San Juan
§
Il convento di Lazi

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4 Comments

  • Reply
    Prologo di un viaggio nelle Filippine | oltreilbalcone
    ottobre 14, 2015 at 12:18 pm

    […] organizzare il viaggio. Il mio itinerario Cebu – Bohol e Panglao – Pamilacan – Siquijor – Dumaguete e Apo Island (Negros) – Manila. Periodo 10 giorni di soggiorno, dal 12 al […]

  • Reply
    La gentile Dumaguete e le tartarughe di Apo Island | Filippine, Negros | oltreilbalcone
    ottobre 14, 2015 at 2:16 pm

    […] giganti buoni (non sono pericolosi), che raggiungono i 14 metri di lunghezza. Dall’isola di Siquijor, raggiungo Dumaguete in traghetto, in appena 40 minuti. Dopo Cebu e Bohol, ormai adoro […]

  • Reply
    cheap ray bans for sale
    novembre 1, 2015 at 3:53 pm

    Saved as a favorite, І like your web site!

    • Reply
      CorinnaAgo
      novembre 1, 2015 at 7:15 pm

      Many thanks! Stay tuned 😉

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