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Filippine: il favoloso mondo di Bohol

Bohol Filippine

Fiore on the road: gli incantevoli ibischi – che in filippino si chiamano simpaticamente “gommamela” – del Santuario dei Tarsi.

Dalla crociera sul fiume Loboc, ai musetti dei tarsi; dal volo dell’angelo con la zipline, alle Colline di Cioccolato; dalle escursioni in kayak ai water buffalo, dal SUP al tour notturno alla volta delle lucciole. Se penso ad un luogo, nelle Filippine, in cui vorrei tornare all’istante, non ho dubbi. È Bohol.
Da Cebu City (leggi l’articolo) prendo un traghetto che, in una manciata di ore, mi conduce in questa lussureggiante isola dalle molteplici sorprese. Le strade sono costeggiate da alberi di tamarindo e di mango, i cui frutti sono avvolti da stralci di giornale per evitare che gli insetti si facciano grandi scorpacciate.

Bohol on the road

Incontriamo maestosi bufali d’acqua, che amano le pozze come gli ippopotami. Questi giganti erbivori – che possono arrivare a pesare sino a 1.200 chili! – vengono utilizzati come animali da soma. Dal loro sterco si ricavano fertilizzanti, combustibili per il fuoco e mattoni per le abitazioni.

alberi di mango @oltreilbalcone

Manghi avvolti da giornali per evitare che vengano mangiati dagli insetti. © oltreilbalcone

 

Le mura domestiche ricevono un’attenzione speciale. Un’ordinanza locale impone di avere case graziose e ben tenute, con balconi fioriti e colori vivaci. Gli abitanti tengono molto alle loro dimore e, pur non essendo ricchi, si prodigano nell’averne cura. I risultati sono eccellenti. La natura rigogliosa fa la sua parte.

tambis @oltreilbalcone

Il tambis, una pianta locale. © oltreilbalcone

 

Lungo la strada ammiro bouganville arancioni e cipria (mai viste prima di queste tonalità!), kalachuchi rosa, coltivazioni di tapioca e patata dolce, oltre ad alberi a me nuovi, tra cui il mansanitas (che vanta fiori bianchi mignon e frutti simili al ribes) e il tambis (con frutti rossi a forma di cuore, crocevia tra pomodoro e fragola).

kalachuchi rosa @oltreilbalcone

I profumati kalachuchi rosa. © oltreilbalcone

L’isoletta di Panglao

Il nostro autista, Jack Jack (i filippini adorano le ripetizioni), ci conduce sino all’isoletta di Panglao, collegata a Bohol grazie a due ponti. Questa meta, ideale per gli amanti delle immersioni, ha come fiore all’occhiello la splendida Alona Beach, classica spiaggia da cartolina con sabbia bianca, alberi di cocco e amache. Alona (Alegre) è un’attrice di Manila che venne da queste parti per uno shooting fotografico, ai tempi la spiaggia non aveva un nome ed era poco conosciuta, tutti la chiamavano “la spiaggia di Alona” e così rimase.

Alona beach @oltreilbalcone

Alona beach, Panglao. © oltreilbalcone

 

Il mio hotel, Amorita Resort, è un incanto: vanta due allettanti infinity pool che si affacciano sul mare turchese. Ma non è questo il momento per immergervisi, mi attende un pranzo al Bohol Beach Club, dove assaggio una deliziosa zuppa di funghi.

Amorita resort @oltreilbalcone

L’infinity pool dell’Amorita Resort di Panglao. © oltreilbalcone

 

Il Bohol Beach Club è un luogo piacevole per trascorrere il pomeriggio, tra relax sull’amaca e attività in acqua. Oltre la spiaggia, sull’erba, alcuni maiali dormono beatamente, appollaiati sotto gli alberi di mango, mentre le galline scorrazzano tra kalachuchi e ibiscus.

Panglao @oltreilbalcone

La spiaggia del Bohol Beach Club. © oltreilbalcone

 

Mi avventuro in mare con un kayak azzurro (messo a disposizione dalla struttura) e, una volta raggiunte le boe, mi tuffo con la maschera alla scoperta dei pesci e coralli che popolano i fondali. Quando la luce del sole si fa più tenue e grazie alla bassa marea, passeggio in riva al mare e ne approfitto per raccogliere alcune conchiglie, tra ricci, stelle marine e granchietti che si precipitano a nascondersi nella sabbia per evitare di finire nel menù serale.

Kayak, Panglao @oltreilbalcone

Escursione in kayak sull’isola di Panglao. © oltreilbalcone

 

Da queste parti, le preoccupazioni evaporano e non c’è fretta (tranne che per i granchi). Camminare – semplicemente, senza scopi precisi, godendosi il paesaggio – è un vero privilegio. La serenità abita qui. La sera mi attende una romantica cena vista mare in hotel. Mentre sorseggio un succo di pandan (una foglia locale, dissetante e amarognola), assaggio un’insalata estiva che mi propongo di ricreare in Italia: peperoni, mango, cetrioli, olive, mela, pomodori e feta (per i non vegetariani, c’è dell’ottima ceviche).

Bassa marea, Panglao @oltreilbalcone

Spiaggia di Panglao, nel tardo pomeriggio. © oltreilbalcone

 

L’entroterra di Bohol

Il giorno successivo è dedicato all’esplorazione dell’entroterra, di un altrove dove non ci sono spiagge color talco e pesci variopinti, ma una natura gloriosa e intrigante che merita di essere vissuta. La bambina che è in me, quella che un tempo divorava i Manuali delle Giovani Marmotte ed era tutto un fremito nell’immedesimarsi nelle avventure di Indiana Jones, può ritenersi fiera e soddisfatta. La prima tappa è il Tarsier Sanctuary. Prima di raggiungerlo facciamo una breve sosta al mercato settimanale della cittadina di Baclaion, tutti i mercoledì.

Mercato di Baclaion @oltreilbalcone

Frutta fresca al mercato di Baclaion. © oltreilbalcone

 

Il mercato e più piccolo, ordinato e lineare rispetto al Carbon Market (leggi l’articolo) di Cebu City, ha comunque un suo fascino. Gironzolo tra banchi di halo halo, un mix colorato di frutta e gelatina per impreziosire i dessert e sari sari, piacevole mélange di verdure di stagione. Tra stand di patate dolci e molteplici varietà di riso (che usano cuocere nel latte di cocco con una spolverata di zenzero), alcuni propongono anche tabacco, cappelli di paglia, corde, maceti e gusci di cocco per pulire i pavimenti.

Alla scoperta dei tarsi

Il tempo stringe e i piccoli tarsietti ci attendono. Il Santuario è il posto ideale per fare la loro conoscenza. Questo animaletto notturno dall’aspetto buffo – con muso peloso, grandi orecchie ed enormi occhi fissi nell’orbita (in compenso ha una grande mobilità nel collo, che può ruotare sino a 180 gradi) – è il primate più piccolo esistente al mondo. Grande come la mano di un uomo, è capace di saltare sino a 5 metri e passa le giornate a dormire. È un tipo solitario e per nulla affabile: carnivoro, possessivo e territoriale, non sopporta stare in gabbia (come contraddirlo!) e non ama essere accarezzato (sconsiglio di provarci, potreste ricevere un morso e i suoi denti sono aguzzi). Il Santuario dei Tarsi – che all’ingresso vanta hibiscus rosso corallo, rosa striati e crema – permette di ammirarli, mentre dormono, nel loro habitat naturale, tra le foglie degli alberi, con una guida esperta e senza disturbarli. In assoluto rispetto.

tarsio filippino @oltreilbalcone

Il tarsio filippino. © oltreilbalcone

 

Escursione sul fiume Loboc

Lasciati i tarsi, partiamo alla scoperta del fiume Lobocplacido corso d’acqua dal color verde smeraldo – costeggiato da casette col tetto in paglia e seducenti mangrovie, che offrono spunti interessanti per tuffarsi. Per la prima volta provo il SUP (Stand Up Paddle): cugino del surf, si sta in piedi su una tavola e ci si sposta utilizzando una pagaia. È un modo simpatico di vivere il fiume e conoscere, con i propri tempi, quest’oasi immersa nella natura.

SUP sul fiume Loboc @oltreilbalcone

SUP sul fiume Loboc. © oltreilbalcone

 

Per pranzo ci concediamo una suggestiva crociera sino a raggiungere sfiziose cascatelle, una cornice molto apprezzata dagli sposi coreani che vengono sul fiume Loboc per realizzare i propri shooting fotografici. Mentre assaporo un buon riso con verdure saltate in padella, accompagnate da un dissetante latte di cocco, un complesso suona dal vivo e tutti (per tutti intendo: chef, guida, camerieri ed ogni singolo componente della barca) ballano divertiti. Ridono, scherzano e danzano senza alcun freno.

fiume Loboc @oltreilbalcone

Il fiume Loboc. © oltreilbalcone

 

Facciamo tappa su una spiaggetta mignon dove – accanto ad una colonia di cani che sembrano condurre una serena esistenza – una ventina di musicisti e ballerini, di tutte le età, ci attendono per intonare alcune canzoni tradizionali, invitandoci ad imparare qualche passo (… non mi tiro indietro!). Sorridono sempre e il loro temperamento brioso è contagioso.

danze sul fiume Loboc @oltreilbalcone

I musicisti mi invitano a danzare con loro. © oltreilbalcone

Le Colline di Cioccolato

Lasciato il fiume, ci dirigiamo in macchina verso il cuore di Bohol, nella città di Carmen, dove sorgono le Chocolate Hills, dichiarate Patrimonio Mondiale dall’UNESCO. Dopo oltre 200 scalini, è possibile ammirare una splendida vista panoramica di queste spettacolari colline tondeggianti (sono più di 1.000) che, durante la stagione secca, diventano color cioccolato a causa dell’erba bruciata dal sole. Risultato sorprendente dell’azione erosiva dell’acqua piovana e di depositi di corallo, queste bizzarre creazioni della natura, simili alle gobbe di un cammello, sono intervallate da distese di campi di riso, creando un intrigante gioco di luci e colori.

Chocolate Hills @oltreilbalcone

Le Colline di Cioccolato. © oltreilbalcone

 

Il brivido della zipline

Salutiamo le colline e torniamo al fiume Loboc. Dopo averlo vissuto con il SUP e in crociera, è venuto il momento di ammirarlo dall’alto, con la zipline. Al tramonto, agganciata ad un cavo ad oltre 100 metri d’altezza, in posizione orizzontale, mi lancio a volo d’angelo nel vuoto per oltre un chilometro. Braccia aperte come un’aquila, sorriso di circostanza e cuore in gola, provo l’ebbrezza di volare. È un cocktail adrenalinico che, bevuto tutto d’un fiato, non risparmia alcun ingrediente: entusiasmo, brivido, sorpresa, estasi, timore, contemplazione, orgoglio, trepidazione. Avviene tutto insieme, in pochi minuti. O forse secondi. Quando quest’esplosione finisce, rimango frastornata. E felice. Lasciarsi andare, completamente, è una splendida sensazione.

zipline @oltreilbalcone

In volo con la zipline sopra il fiume Loboc. © oltreilbalcone

 

La Fattoria delle Api

In un giorno mi sembra di aver vissuto più vite e, la notte, dormo un sonno profondo.
La mattina successiva la sveglia è crudele, ma la ragione nobile: avvistare i delfini. Alla 5.30 siamo già in barca, diretti nell’isoletta di Pamilacan [leggi qui l’articolo dedicato]. Nel pomeriggio, dopo esser rientrati, visitiamo la Bohol Bee Farm, delizioso concept store che raggruppa negozio, gelateria, orto, ristorante, bar e zona relax con piscina con un’unica parola d’ordine: biologico. In vendita nello shop dall’olio di cocco alle amache, dalle eco borse alle saponette alla papaya, dal caffè di mais al burrocacao al miele.

Bohol Bee Farm @oltreilbalcone

L’ingresso della Bohol Bee Farm. © oltreilbalcone

 

Oltre ad essere una valida fonte d’ispirazione per i souvenir, merita fermarsi a cena nell’incantevole ristorante a strapiombo sul mare. Mi servono un’insalata di fiori con miele e mostarda, accompagnata con pane alla zucca e salsina di mango, zuppa allo zenzero e patatine di tapioca con basilico e parmigiano; una rinfrescante acqua con lemongrass e, per finire, gelato bio al cocco (vale la pena alzarsi da tavola per andare personalmente a scegliere i gusti all’Ice Cream Bar).

zuppa allo zenzero, Bohol Bee Farm @oltreilbalcone

Zuppa allo zenzero e patatine di tapioca con basilico e parmigiano. © oltreilbalcone

Le lucciole e il fiume Abatan

L’ultima notte a Bohol è magica. Raggiungiamo l’Abatan river. Dopo averci fatto immergere in un fumo d’incenso per allontanare gli spiriti cattivi portati dal buio, saliamo su una barchetta e ci avventuriamo sul fiume per il suggestivo fireflights tour. Ammiro le lucciole dall’acqua, nell’oscurità più totale. Gli animaletti luminosi si raggruppano principalmente sulle piante di mangrovie, trasformandole in scintillanti alberi dal sapore natalizio.
Bohol è un incantesimo. Dove la realtà è più incredibile dell’immaginazione.

Bassa marea, Panglao @oltreilbalcone

Scorcio sull’isola di Panglao, con la bassa marea. © oltreilbalcone

 

DRITTE TAKE AWAY

Dove ho dormito
Amorita Resort , romantico e lussuoso
Momo Beach House , bed & breakfast di charme a prezzi abbordabili
Ristoranti consigliati
§ 
Bohol Bee Farm (ideale anche per comprare anche qualche souvenir!)
§ Saffron Restaurant
Da non perdere
§ Tarsier Sanctuary
§ Chocolate Hills
§ Mercato locale (tutti i mercoledì)
§
Fiume Loboc: crociera con pranzo, zipline e SUP
§
Tour in notturna delle lucciole sul fiume Abatan
Dove rilassarsi
§
Alona Beach, sull’isola di Panglao
§ Bohol Beach Club, sull’isola di Panglao
Escursione suggerita
§ L’isola di Pamilacan (leggi l’articolo)

La camera da letto dell'Amorita Resort

La camera da letto dell’Amorita Resort. © oltreilbalcone

 

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9 Comments

  • Reply
    Rossana
    agosto 3, 2015 at 6:41 am

    tutto semplicemente meraviglioso !!

  • Reply
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    agosto 12, 2015 at 10:47 am

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    novembre 4, 2015 at 4:46 pm

    […] decorazione, per impreziosire i piatti. Pamilacan è una piccola isola nell’arcipelago di Bohol, nelle Filippine, che merita di essere scoperta. Ma non troppo. Ci sono luoghi che sarebbe bello […]

  • Reply
    Alessia
    marzo 11, 2017 at 3:40 pm

    Ciao una curiosità! Andrò a Bohol per 5 giorni e vorrei fare le gite in barca ma anche la parte interna molto ben descritta. Come consigli di muoversi? Noleggio un quod o un motorino? È possibile quindi vedere i tarsi e il fiume Loboc, le Chocolate Hills tutto in una giornata? E spiaggette appartate o comunque paradisiache? Cosa consigli? Grazie mille,

    Alessia

    • Reply
      Corinna Agostoni
      marzo 11, 2017 at 10:52 pm

      Ciao Alessia, stai per fare un viaggio stupendo! A Bohol riuscirai a vedere i mitici tarsi al Tarsier Sanctuary: loro dormono di giorno, in rigoroso silenzio le guide ti condurranno nei posti dove riposano (ne ho visti parecchi… sono piccolissimi!) Fiume Loboc, Chocolate Hills e tarsi in un solo giorno è possibile, ma dovrai avere un programma serratissimo per fare in tempo a vedere tutto. Il fiume Loboc ti suggerisco di ammirarlo a pranzo, con una mini-crociera dove potrai anche mangiare. Se ami l’avventura, c’è una zip-line meravigliosa che attraversa il fiume (io l’ho fatta, è un’esperienza splendida!) Il mio consiglio è di trovarti un hotel a Panglao, dove ci sono le spiagge più belle (tra tutte, Alona Beach): da qui puoi organizzare una o due giornate d’escursione a Bohol. Le due isole sono collegate con due ponti, non c’è bisogno di traghetto per passare da una all’altra. Puoi noleggiare un motorino, sfruttare i mezzi locali (tuk-tuk, tricycle… sono molto economici) o ancora chiedere al posto dove pernotti se organizzano escursioni. Buon viaggio e, se ti va, fammi sapere com’è andata l’esperienza

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