Top 10 dal Fuori Salone e sindrome (post) Design Week

La settimana del Salone del Mobile ubriaca. Appena passata (è terminata la scorsa domenica, 19 aprile, suscitando in me un sentimento bipolare di tristezza e sollievo), posso confessare la mia sindrome. In occasione della settimana del design (che difficilmente mi mi perdo – leggi l’articolo sull’esperienza 2014)Milano è costellata di eventi, presentazioni, happening, aperitivi, mostre, rendez-vous, anteprime. Accadono cose. Ovunque. Colori, profumi, forme, spazi vengono ripensati, trasformati, stravolti, ricreati. Lo chiamano Fuori Salone e raggruppa tutto ciò che succede in città durante la blasonata Design Week. Io la amo, lo confesso. Perdutamente. Ed è vero che il traffico diventa infernale, ma non sopporto quelli che si lamentano sempre. Perché, di contro, la città acquista un respiro internazionale e, sapendo cercare, si trovano spunti ed idee intriganti. Nei giorni del Fuori Salone sono iperattiva. Desiderosa di fare, ammirare, andare, scoprire. Non posso stare ferma. Sviluppo una leggera ansia: ho troppo intorno a me e temo sempre di non riuscire a vedere tutto quello che vorrei. Mi muovo come una cavalletta, bramo il dono dell’ubiquità. Quando tutto finisce, mi sgonfio come un soufflé. Rallento i ritmi. Vivo qualche giorno di down, come se avessi corso una maratona (o bevuto 5 martini cocktail la sera precedente). Il divano diventa il mio migliore amico. Mi permetto – lavoro a parte – di non fare niente, prendendomi il mio tempo. E assaporando – ancora, questa volta con deliziosa tranquillità, senza fretta – le suggestioni della Design Week. Ecco la mia personale Top 10, orientata al verde:

   
1) La composizione arancione di ranuncoli & carote e l’orto verticale, Anna Flower Designer.

2) Il divano vegetale gigante formato da fibre di cocco e sedum (una pianta grassa). Il progetto, a cura del comune di Lugano, vuole creare coesione tra l’uomo e l’ambiente. Il cadeau prêt-a-porter sono semi da spargere in un angolo incolto della propria città, prendendosene cura, ma non troppo. “Chi di verde si veste della sua beltà si fida” recita il pacchettino.

 3) La Simphonia di Hortensia Garden Designer, dove le melodie hanno un sottofondo botanico (deliziose le camelie!).   4) Le ceramiche che illustrano le  piante aromatiche e l’orto.

 5) Fantasie optical di Paola Navone e vasi ad alto tasso romantico.

 6) La natura in chiave di violino di HPC Studio (la parte a destra è formata da piante vere!).

7) Carte da parati dal sapore floreale e primaverile da Wall&Deco.

 8) Tavolo green all’Ortofabbrica di Palazzo Cusani, Brera Design District.


9) Coperte floreali in fibra di mais di Prayers. Nella parte interna, quella che si poggia sul cuore, celano favole, filastrocche, preghiere.

  10) La casetta delle orchidee (sublimazione dell’eleganza), Navigli Design District.

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