Camargue: into the wild

Pianta on the road: le suggestive lande della Camargue sono ricoperte di salicornia, una pianta grassa che ben si adatta a questi terreni ricchi di sale capaci di regalare nuance di rosa e rosso alla vegetazione.

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Se mi chiedono qual è il piatto più buono che io abbia mai assaggiato nella vita, la mia memoria corre senza esitazioni in Camargue.

E non ho dubbi: le telline con aglio, panna e prezzemolo. Detto così, non sembra nulla di speciale. Eppure al solo pensiero, mi torna l’acquolina in bocca. Accadde oltre 15 anni fa. Nel frattempo, ho assaggiato molteplici prelibatezze, piatti sfiziosi e divertenti. Ma il primo amore non si scorda mai. Ed ho deciso di tornare laddove il cupido MasterChef scoccò la sua freccia.

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Superate Marsiglia e Salon-de-Provence, 30 chilometri scarsi a sud di Arles, il vento soffia e la luce si fa più intesa: sono in Camargue. Il paesaggio, molto diverso dai pittoreschi villaggi provenzali, è un susseguirsi di terre piatte, un’immensa pianura costellata da lagune di acqua salata e paludi intervallate da canneti, salici e lavande di mare. Delimitata dai corsi del Petit Rhône e Grand Rhône – i due rami in cui si divide il Rodano – la Camargue è per oltre 820 kmq un Parco Regionale dove piante e animali sono meticolosamente protetti. Un angolo di Francia inedito, selvaggio e suggestivo, che non ci si aspetta di trovare. Dove galoppano cavalli bianchi e mandrie di tori, mentre migliaia di fenicotteri dipingono di rosa gli stagni, habitat prezioso per oltre 400 specie di uccelli.

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I centri urbani non sono molti, la scelta è semplice. I primi giorni mi fermo a Saintes-Maries-de-la-Mer, delizioso paesino sul mare che confonde le idee: ha un sapore spagnolo quando durante le “ferias” la cittadina è invasa da ballerini di flamenco; un carattere atlantico per la spiaggia di sabbia fine che si estende per 30 chilometri; e un’anima gitana per la Festa di Santa Sara, protettrice degli zingari, che viene celebrata qui ogni maggio e attira migliaia di nomadi (e curiosi) da tutto il mondo.

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Il modo migliore per visitare i dintorni è a cavallo o in bicicletta, perdendosi tra le intriganti paludi. Ai tempi lo feci. Ma questa volta sono con il mio fidato destriero, una palla pelosa color champagne meglio classificata come Golden Retriever. Opto per lunghe passeggiate sulla spiaggia (fuori dal centro urbano, i cani posso fare il bagno senza problemi) e divertenti escursioni dog-friendly in battello sul Rodano, che permettono di catturare scorci impossibili da cogliere dalla terra ferma.

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Scopro che i maestosi cavalli bianchi, endemici, nascono in realtà marroni o neri, crescendo diventano grigi ed è solo all’età di 5 anni che il manto diventerà bianco latte. Hanno un ruolo molto importante nell’aiutare i guardiani a recuperare gli animali che si perdono durante il pascolo.

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I tori, con corna a forma di lira che puntano verso il cielo, sono allevati nella più totale libertà e vivono tutto l’anno all’esterno. Alcuni vengono utilizzati per la Course Camargueise, una corrida locale dove però non vengono uccisi (vive la France!).

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All’ora dell’aperitivo ordino un pastis camarguais che sull’etichetta sfoggia un toro solenne, in bocca il sapore dell’anice si sposa con decisi sentori di liquirizia ed erbe. Il sole tramonta sul porto, nella quiete di Saintes-Maries-de-la-Mer, dove le casette bianche che caratterizzano il paese si stagliano lievi nel cielo dai colori pastello. È come ritrovarsi tra le pennellate di un dipinto, avendo acquisito il magico dono di Mary Poppins che al parco saltava nei quadri dell’amico Bert.

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Dopo due giorni, diretti in macchina verso Aigues-Mortes che dista appena una mezzoretta, facciamo una sosta in alcune cantine bio alla scoperta del vino prodotto in Camargue, il Vin de Sable (o Sable de Camargue) – identificazione geografica protetta. I vigneti nascono da un terreno sabbioso (si tratta delle sabbie marine trasportate dal vento che vanno a formare delle dune) e danno vita a rosati dalle mille sfumature, leggeri e delicati. Sono vini che racchiudono le suggestioni del paesaggio e profumano di mare. Tra le varie cantine, merita una visita il Domaine de Montcalm, nell’omonimo paesino (sull’etichetta delle bottiglie, un fenicottero stilizzato).

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Aigues-Mortes è un altro punto strategico per esplorare l’area. Meritano una visita le saline circostanti, imponenti montagne bianche che danno vita ad un paesaggio lunare popolato da fenicotteri. I pennuti tuffano incessantemente la testa in acqua alla ricerca di gustosi gamberetti e sono proprio questi crostacei (gli Artemia Salina) a contenere il pigmento che dona alle piume degli uccelli una tonalità rosa.

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Se si è alla ricerca del mare, i dintorni della Grande-Motte, a pochi minuti, vantano una lunghissima spiaggia, più in stile Costa Azzurra quindi meno selvaggia rispetto a quella di Saintes-Maries-de-la-Mer, ma ugualmente piacevole e i cani sono i benvenuti.

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La cittadina di Aigues-Mortes ha un’atmosfera affascinante: è cinta da mura risalenti al XIII secolo, oltre le quali dominano paludi e stagni.

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Le vie acciottolate del centro brulicano di ristorantini, caffè e bar dove è piacevole fermarsi a sorseggiare un bicchiere di vino e consumare una cenetta romantica en plein air in un patio fiorito (munirsi di repellente per zanzare!).

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Purtroppo da qualche mese, a causa del forte vento, non è possibile raccogliere le telline, quelle presenti in menù sono surgelate e per correttezza i ristoratori lo comunicano. Dopo lo scoramento iniziale, mi consolo. Forse è meglio così. Il primo amore è sacro, il tempo cambia i gusti ed una nuova esperienza avrebbe potuto offuscare le memorie gloriose. Meglio conservare un ottimo ricordo, che ha avuto la forza di portarmi in queste terre selvagge baciate dal sole. Ancora una volta.

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DRITTE TAKE AWAY
Da vedere
Saintes-Maries-de-la-Mer
Aigues-Mortes e le saline circostanti
Cantina da visitare

Domaine de Montcalm
I modi migliori per esplorare l’area
§ A cavallo
§ In bicicletta
§
In battello, lungo il Rodano
Spiagge
§ La chilometrica spiaggia di Saintes-Maries-de-la-Mer (dog-friendly, appena usciti dalla città)
§ Grand-Motte (dog-friendly)

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Filed under Estate, Francia, Primavera, Viaggi, Vino

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