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La strada dei vini di Bordeaux | Saint-Émilion e Médoc

Pianta on the road: i vigneti di merlot e cabernet, che si perdono a vista d’occhio.

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Nel vino è celata la verità. La Diva Bottiglia vi ci manda: siate voi stessi interpreti della vostra scoperta” (François Rabelais).
Gli oltre 1000 kmq di vigneti che circondano Bordeaux si differenziano in base alla loro posizione rispetto alla Garonna, un grande fiume della Francia sud-occidentale che nasce nei Pirenei e, dopo essersi immesso nella Gironda, sfocia nell’Oceano Atlantico.

Nella Rive Droite comanda il Merlot. Per i profani (che comprendono la sottoscritta), il taglio bordolese rosso è composto in percentuali diverse dai due vitigni tipici della regione – Merlot e Cabernet -, a cui si possono aggiungere altre uve come il Petit Verdot. Qui, tra le colline, sorge il suggestivo borgo medievale di Saint-Émilion.

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La zona vanta un terroir argillo-calcareo che conferisce ai vini, rotondi e austeri, tannini setosi e profumi di spezie, caramello e confettura di ciliegie. Sono oltre 100 gli châteaux visitabili, molti dei quali con sinuose cantine sotterranee ricche di fascino. Il termine ‘château’ non implica la presenza di un castello, anche se spesso è così: si tratta di tenute dove i grappoli vengono coltivati, raccolti e lasciati fermentare per produrre il vino. I famosi châteaux Cheval Blanc e Pétrus sono proprio di queste parti.

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Saint-Émilion è un delizioso borgo medievale, inserito insieme ai vigneti circostanti tra i siti protetti dall’UNESCO. Le occasioni per degustare eleganti Rossi non mancano: il paese vanta un’enoteca ogni 8 abitanti. E la chiesa monolitica più grande d’Europa: formata da un unico pezzo di roccia, ha tre immense navate, un timpano romanico e un alto campanile.

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Vietato abbandonare il villaggio senza aver assaggiato i suoi mitici macaron. Quando il sole tramonta nella valle, gli edifici di calcare risplendono di una fiabesca aurea dorata.

Dall’altra parte del fiume, nella Rive Gauche, è il Cabernet a farla da padrone. Il Médoc, a nord-ovest di Bordeaux, é un susseguirsi di vigne a perdita d’occhio su cui si stagliano pittoreschi châteaux. Il terreno é ghiaioso e il vino dotato di straordinaria struttura e finezza, dominano sentori di ribes e mirtillo. Non ci sono villaggi belli come Saint-Émilion, ma le vigne, ricoperte di brina, sono di una bellezza struggente.

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Nell’anonimo paesino di Cussac-Fort Médoc si possono fare due visite complementari: l’imponente Château Beaumont e Château de Lauga, piccolo produttore (perla rara nella zona!) classificato come “Cru Artisan“, che produce vini squisiti ad un ottimo prezzo.

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Chi fosse in astinenza da bianco può recarsi a Sauternes per gustare l’omonimo vino passito che profuma di zafferano.
A mezz’ora da Bordeaux c’è la SPA di Vinoterapia Caudelie, non è cheap ma tra scrub al Cabernet e bagni rigeneranti nel Merlot permette di riconciliarsi con il mondo. Unisci vino e benessere: il gioco è fatto. La felicità è dietro l’angolo.

DRITTE TAKE AWAY
Cantine suggerite
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Château Beaumont
§ Château de Lauga
Cosa vedere nella zona
§ 
Bordeaux (leggi l’articolo)
§ 
La strada dei vini di Bordeaux: Saint-Émillion e Médoc (leggi l’articolo)

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4 Comments

  • Reply
    Bordeaux tutta d’un sorso | oltreilbalcone
    febbraio 2, 2015 at 11:09 pm

    […] che costituisce un punto strategico anche per intriganti gite in giornata: alla scoperta dei vigneti circostanti (leggi l’articolo) e in direzione Oceano, per ammirare la Dune du Pilat e Arcachon (leggi l’articolo). A […]

  • Reply
    turisti a BDX: CORINNA 29.12.14 > 05.01.15 | chez moi à bordeaux
    marzo 28, 2015 at 5:03 pm

    […] La strada dei vini di Bordeaux (vai al post) […]

  • Reply
    Dune du Pilat e Arcachon: le discese ardite e le risalite | oltreilbalcone
    gennaio 14, 2016 at 12:16 pm

    […] DRITTE TAKE AWAY Altre escursioni da fare nei dintorni La strada dei vini di Bordeaux (leggi l’articolo dedicato) […]

  • Reply
    Bolgheri e Montescudaio: calici insoliti nella terra dei vini | oltreilbalcone
    marzo 17, 2016 at 12:54 am

    […] qui l’articolo dedicato) e le tipicità del territorio dell’altra (Bordeaux – leggi qui l’articolo dedicato alla Strada dei vini di Bordeaux). Più alcune particolarità: interessante la scelta di coltivare anche il Teroldego, vitigno […]

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