Dune du Pilat e Arcachon: le discese ardite e le risalite

Pianta on the road: i pini, capaci di raggiungere i 30 metri d’altezza, che si estendono a est della Dune du Pilat, formando un oceano verde.

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Il primo gennaio del 2015 mi sveglio senza fretta, in un letto caldo e avvolgente, nella splendida casa prenotata con Airbnb in place Puy Paulin, a Bordeaux (leggi l’articolo dedicato). È una soleggiata giornata d’inverno, l’ideale per fare una gita fuori città.

Dopo un’ora di strada, stretti come sardine nella nostra macchina a noleggio – che con tenacia accoglie 8 persone a dispetto dei 7 posti indicati (ma un amico in più non può che essere il benvenuto) – approdiamo al cospetto della maestosa Dune du Pilat. Questa colossale duna di sabbia si estende dalla foce del Bassin d’Arcachon verso sud per quasi 3 chilometri ed è alta circa 120 metri. Con sorpresa scopro che, anche in inverno, sono molteplici i visitatori che giungono sin qui per ammirarla e raggiungerne la vetta (dopo il Mont Saint-Michel, è il sito naturale più visitato di Francia).

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La ripida salita è un bell’esercizio atletico, ma aperto a tutti: bambini, cani, signori attempati e coppiette con champagne che festeggiano il debutto dell’anno. In cima, la natura offre uno spettacolo suggestivo: da un lato si scorgono fitte pinete verde intenso, voltando lo sguardo c’è l’Oceano. La tentazione è irresistibile: corsa sfrenata, in discesa, sulla sabbia per raggiungere il mare. Mi stupisco sempre pensando come alcune azioni possano essere così semplici e al tempo stesso così divertenti. Ovviamente dopo aver disceso la duna verso il mare, tocca risalirla (nuova fatica!), per poi scendere nuovamente (nuovo spasso!).
Questo luogo ha un sapore speciale: è ricco di prospettive e sa regalare scampoli di serenità. La brezza marina; il clima mite; i miei amici accanto; la sabbia che fa sprofondare ma impedisce di cadere, proteggendomi; la bellezza che letteralmente ci circonda e cambia volto… É un bel modo di iniziare l’anno.

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Dopo aver inutilmente provato a togliere la sabbia (che sembra rigenerarsi) dalle scarpe, facciamo una piacevole passeggiata per Arcachon, raffinata stazione balneare, bon ton e romantica. Sul lungomare spiccano le ville eleganti, la ruota panoramica e l’elegante molo bianco latte che si avventura per diversi metri sull’ampia spiaggia – a tratti ricoperta dalla brina – prima di raggiungere l’acqua. Il cielo inizia a colorarsi di rosa, come se dovesse intonarsi a questa cittadina, dove non mi stupirei di trovare Barby e Ken in vacanza.

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Prima di tornare a Bordeaux, ci dirigiamo a Gujan-Mestras, pittoresco paesino di pescatori che vanta 7 porti ed è riconosciuto come la capitale delle ostriche del bacino di Arcachon. La tappa è d’obbligo e la fortuna è dalla nostra parte: troviamo un ostricoltore (medaglia d’argento) da cui riusciamo ad acquistare 3 dozzine di ostriche (numero 2, a soli 24 euro) e 3 limoni.
La felicità è a un passo. Non resta che tornare in place Puy Paulin e stappare una buona bottiglia di muscadet e una di cava (in questi casi, avere un amico capace di aprire con garbo e perfezione le ostriche è una vera risorsa).

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DRITTE TAKE AWAY
Cosa vedere nella zona
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Bordeaux (leggi l’articolo)
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La strada dei vini di Bordeaux: Saint-Émillion e Médoc (leggi l’articolo)

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