Agapanto, il tempo è galantuomo

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Questa è la storia di un agapanto che da 3 anni non fioriva.
Mi è stato regalato da un’amica in un’afosa notte d’estate. Ricordo che tornai a casa euforica con il prezioso bottino: sino ad allora l’avevo ammirato solo nei quadri di Monet, senza nemmeno conoscerne il nome. Dal greco agàpe (amore) e ànthos (fiore), le sue origini provengono dal lontano Sud Africa.

Dopo la prima, esuberante fioritura, il silenzio. Ma non mi sono scoraggiata. Come le persone speciali, vanno scoperte senza fretta. Gli ho dato fiducia, rispettando i suoi tempi. Finché qualcosa è cambiato.

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Tra gli ampi cespi di foglie verdi ho iniziato a intravedere qualcosa. In breve tempo, uno stelo è svettato orgoglioso, diventando giorno dopo giorno sempre più alto. Così, con grazia, come se nulla fosse. Ogni mattina, prima di fare colazione, gli dedicavo uno sguardo. Lui cresceva, implacabile.
E infine l’esplosione: a 1 metro d’altezza, come a formare un grande ombrello, molteplici fiori a trombetta bianchi come il latte.

La natura è pazzesca, sa sorprenderti. E il tempo può essere un’ottima risorsa. Come il più gentile dei cavalieri, si premura sottovoce e porta in salvo le speranze.

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