0 In Piantala!

La prima Orchidea non si scorda mai

20140306-201604.jpg
Sabato mattina. La pioggia tamburellante stava mettendo a dura prova l’animo spensierato da week-end.
Dopo aver portato a spasso il mio quadrupede peloso color vaniglia, che non si è risparmiato nell’inzupparmi di fango trascinandomi nelle voragini melmose del parco, ho provato a dare una svolta all’umore.

Impugnando con determinazione un ombrello a pois, mi sono avventurata in una Milano sonnacchiosa e intorpidita. Alla ricerca di candele profumate, ho trovato ben altro. Quando ti muovi, le cose succedono.

Sono rimasta stregata da un’orchidea. Seducente e raffinata, in passato non era mai scattato il colpo di fulmine. Sino ad ora. L’ho desiderata, l’ho presa. E ho scoperto un mondo.
Simbolo dell’armonia ed emblema della perfezione spirituale, la bellezza dell’orchidea trascende ogni genere, essendo maschile e femminile insieme. Alla faccia di coloro che non comprendono che la diversità è bellezza.
Definita dai greci “il sandalo del mondo” – per la forma del suo grande labello rigonfio che la fa somigliare alla punta di una scarpetta – in passato si credeva producesse effetti stimolanti (l’etimologia del nome ne dice qualcosa, da “orchis”, testicoli).

Tutte le piante nelle loro forme primarie, come le alghe, sono sulla terra da 2 miliardi di anni ed hanno ultimato il loro sviluppo. Non le orchidee che, apparse dopo l’ultima glaciazione, sono delle fanciulle di soli 10.000 anni d’età e si stanno ancora evolvendo.
All’apparenza fragili, sono in realtà tenaci e astute: capaci di assorbire dall’ambiente, e accumulare, acqua e sostanze nutritive da sfruttare nei periodi di siccità.
Eroine transgender, di un fascino struggente, in continuo divenire.

Con un balzo inaspettato, l’umore si è risollevato.
L’orchidea entra con onore nel mio Pantheon, sedendosi accanto alla Stella della Senna.
E mentre fuori imperversa la pioggia, la mia mente si reca altrove. Sorseggiando un tè alla mandorla, sogno un viaggio nella Valle delle Orchidee, nel Parco Nazionale del Cilento.

You Might Also Like

No Comments

  • Reply
    Sofia, tenera è la notte | oltreilbalcone
    giugno 15, 2014 at 6:05 pm

    […] all’University Botanic Garden, che ospita piante tropicali, tra cui specie particolari di orchidee e cactus; un’area greca con agrumi, ulivi e mirto; un giardino roccioso… e ovviamente […]

  • Leave a Reply

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

    Continuando la navigazione su questo sito autorizzi l'uso di cookies. Maggiori informazioni

    I cookies di Oltreilbalcone vengono attivati in modo da permetterti di avere la miglior esperienza possibile su questo sito. Se prosegui a visitare Oltreilbalcone senza cambiare le tue preferenze o cliccando "Accetto" qui sotto, ne autorizzi l'utilizzo.

    Chiudi