Seattle

Pianta on the road: i rigogliosi pini che avvolgono, come in un abbraccio, Seattle.

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La faccio breve. Siamo 4 amici. Percorreremo tutta la costa occidentale degli USA, da nord a sud. Il nostro viaggio on the road comincia a Seattle.
Pacata, gentile. E fertile di sorprese. Qui morì Kurt Cobain. Qui nacque il primo Starbucks. Sacro e profano.

È la città americana con il maggior numero di laureati. Ha dato i natali a persone del calibro di Paul Allen, il co-fondatore di Microsoft, e Jimi Hendrix. Si è conquistata il suo posto nel pantheon delle grandi metropoli americane grazie ad una scena musicale di fama mondiale. Eddie Vedder ci si trasferì per la rivoluzione underground in corso, figlia dei Sex Pistols e dei Clash.

Dormiamo da una cara amica in una deliziosa casa a poche miglia dalla città. Il giardino ha un curato prato all’inglese ed è impreziosito da ortensie bianche, azzurre e color lavanda. Tutt’intorno alberi. Seattle è circondata da rigogliose foreste di pini, abeti e sempreverdi. La mia frequentazione con il telefilm “Grey’s Anatomy” mi insegna che piove sempre, ma noi siamo fortunati.

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Dopo una cena pantagruelica fatta in nostro onore a base di granchi & salmone canadese affumicato ed una partita a croquet (Maria, la nostra amica americana, ha un campo dedicato in giardino… è quello sport che l’Alice di Lewis Carroll pratica con i poveri fenicotteri nella corte della Regina di Cuori), visitiamo la città.

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La scoperta di Seattle parte dal mercato pubblico di Pike Place, un tripudio di energia e colori. E’ famoso per il lancio dei salmoni tra i banchetti che vendono il pesce. C’e’ di tutto, dalla frutta biologica ai saponi al cocco. Tanti gli stand che vendono mazzi di fiori dai 10 dollari in su, pronti per essere regalati: dai girasoli alle bocche di leone.

Seattle è una città che si lascia visitare senza troppe resistenze. I dehor dei locali sono valorizzati da fiori colorati, disposti con ordine e precisione. Occidental Park, dietro Piooner Square, vanta sfiziose gallerie d’arte ed edifici in stile neoromantico, ricoperti parzialmente dall’edera.

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Il Seattle Center, dove svetta lo Space Nidle, si raggiunge con il monorail, che fa un po’ effetto Blade Runner. L’Experience Music Project è avvincente: un museo dedicato alla storia musicale della città con sezioni interattive che includono sale di registrazione e possibilità di provare chitarre e altri strumenti. Da Le Pichet, un bistrot dal sapore francese, sorseggio rosé e assaporo olive al pastis e arancia. Sono felice. Le vacanze sono finalmente cominciate.

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DRITTE TAKE AWAY
Ristoranti consigliati
Le Pichet
Grazie Restaurant
Da vedere

§ Pike Place
§ Occidental Park
§ Seattle Center e l’Experience Music Project

→ Tappa successiva: Oregon

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